Bivol, un capolavoro: Canelo Alvarez dominato ai punti
di Luigi Panella , di Luigi PanellaDmitry Bivol iscrive il suo nome a caratteri cubitali nella mappa del pugilato. Lo fa con autorità, dominando ai punti nel mondiale dei mediomassimi Wba quello che da molti, almeno fino alla notte della T-Mobile Arena di Las Vegas, veniva indicato come il miglior pugile indipendentemente dalla categoria di peso, Canelo Alvarez. I tre cartellini dei giudici, tutti con lo stesso punteggio (115-113) non rendono l'idea di come sia andato il match. Il russo dalle mille nazionalità (nato sovietico e diventato kirghiso prima di arrivare, a 11 anni a San Pietroburgo), ha dominato almeno 8 dei 12 round, dando sfoggio di tecnica sopraffina e di grande intelligenza tattica. "Canelo mi ha fatto male al braccio, ma ha commesso l'errore di caricare troppo tutti i suoi colpi", ha dichiarato con un pizzico di ironia.
Alvarez, alla sua seconda avventura nei mediomassimi (ricordiamo che è partito dai welter) ha probablmente osato troppo ("Ho sentito la differenza di peso, ma non è una scusa"). Davanti a lui ha trovato un avversario freddo che non ha sprecato un colpo, attentissimo a non farsi trascinare in pericolosi incroci sulla corta distanza. Un pugilato sofisticato e al tempo stesso semplice, niente a che vedere con quello ruvido di Kovalev (l'altro mediomassimo incontrato da Canelo), che si era fatto sorprendere dalla potenza del messicano finendo al tappeto.
"Lui è un grande campione. Nel pugilato, nello sport in generale, si vince e si perde, va accettato". Canelo sembra rendere merito a Bivol salvo poi affermare di "aver fatto il necessario per vincere l'incontro". Orgoglio da fuoriclasse, in questo caso non condivisibile. E poi ancora: "Ci sarà una rivincita". Bivol non fa una piega: "Nessun problema, ma sia chiaro che il campione sono io e voglio essere trattato come tale". Una frase che sottindente che per il rematch anche lui- e qui entra in ballo il fattore quattrini - detterà la linea.
Non resta che attendere dunque. Intanto bisognerà capire come Canelo vorrà proseguire la sua carriera. Per settembre era/è programmato il terzo match con Golovkin, poi addirittura si parlava di una escursione nei massimi leggeri. Troppo anche per un campione, che però è alto solo 173 centimetri.
Qualche cenno sul match, a lungo osteggiato dai fratelli Klitschko ma autorizzato dalla Wba, anche per le parole concilianti verso il popolo ucraino spese da Bivol. Il russo, dieci centrimetri più alto, ha usato alla perfezione il jab sinistro, doppiandolo più di una volta con il destro e tenendosi alla larga da Canelo con la sua grande velocità di gambe. Il messicano le ha provate tutte, ma non è bastato. Il montante e il gancio, le chiavi scelte per arginare la guardia dell'avversario, non sono stati sufficienti. Spesso è anche rimasto sulle corde, ha atteso l'errore del russo, che però non è mai caduto nella trappola. "Buon cinco de mayo'', ha detto Bivol rivolto ai tantissimi messicani presenti. E' la festa dell'orgoglio nazionale, quella in cui si solito Canelo si eleva a eroe. Stavolta non andata così. Per lui è la seconda sconfitta in carriera a fronte di 57 vittorie e due pari: l'altro stop glielo aveva imposto nove anni or sono sua maestà Floyd Mayweather. Bivol invece mantiene immacolato il suo record: 21 incontri, solo vittorie.