‘Fattore campo’, stavolta non è solo un modo di dire. Pietro Rossetti, 24 anni, romano: peso welter. E’ uno dei pugili italiani più spettacolari e promettenti. Sogna in grande, un mondiale a Las Vegas, ma intanto mantiene i piedi per terra. Da tempo punta il titolo italiano in possesso di Nicholas Esposito, la cui difesa contro Alessio Mastronunzio è stata trasmessa live streaming da Repubblica.it. Intanto si appresta a combattere il primo match titolato della carriera: il latino Ibf contro lo spagnolo Aaron Alhambra, uno tosto che ha vinto undici volte incappando in una sola sconfitta, quando ha dato l’assalto alla corona spagnola. Veniamo al fattore campo: Rossetti è del quartiere San Giovanni, proprio dove si disputerà il match: “Sono orgoglioso di combattere davanti alle mia gente. So che tante persone non vedono l’ora di venirmi a vedere”.
La location studiata dall’organizzatore Davide Buccioni è suggestiva. E’ uno dei campi di calcio storici del calcio dilettantistico della Capitale, lo stadio della Romulea, a chi ha qualche capello bianco più noto come Campo Roma. Una tradizione, quella della boxe dei campi di quartiere, che a Roma ha radici antiche. Al campo Artiglio (simile per molti aspetti a quello della Romulea), si sono disputati anche campionati italiani (famoso uno tra Manca e Jannilli) e anche una delle ultime esibizioni italiane di Primo Carnera, anche se il gigante di Sequals -in una notte un po’ malinconica- salì sul ring come lottatore e non come pugile.
Dunque, un campo popolare per un pugile popolare. Merito delle qualità sul ring: Rossetti ama il match a distanza ravvicinata, è il classico fighter che quando scende dal ring ha sempre consumato tutta la benzina. “Il mio è un pugilato vero, e per questo mi dispiace che alcuni atleti in Italia non vogliano affrontarmi. Il nostro è uno sport duro, e tanti hanno paura di farsi male…”. Merito anche del personaggio. Riservato a rasentare la timidezza, lo abbiamo potuto constatare passando un pomeriggio alla palestra dove si allena (la Team Boxe Roma XI alla Montagnola, sotto la guida di Italo Mattioli e Luigi Ascani). E non inganni il soprannome ruvido (“The Butcher”). Non è mutuato da chissà quali match massacranti, Rossetti il macellaio lo fa sul serio, in una catena di supermercati. E poi quella entrata sul ring così particolare. Niente musica da battaglia, ma una canzone datatissima - vecchia quasi novanta anni – ‘Chitarra romana’. “Il mio capo spesso la ascoltava al lavoro, è una patente di romanità a cui tengo molto''.
Molto interessante anche l’altro incontro della serata con una cintura in palio. Il campione italiano dei superleggeri Charlemagne ‘Charly’ Metonyekpon, origini del Benin, marchigiano a tutti gli effetti, difende il titolo contro il romano Jacopo Fazzino è invece la prima chance titolata in carriera. Inizio della riunione alle ore 20, diretta Raisport a partire dalle 23.