Boxe, Canelo tra Messico e qualche nuvola. Ryder: "Sul ring siamo io e lui, sorprenderò tutti"

Il faccia a faccia tra Canelo e Ryder
Il faccia a faccia tra Canelo e Ryder (reuters)
Dopo 12 anni l'idolo Tricolor torna a combattere in patria. In molti lo danno in fase calante, lui cerca il grande rilancio nello stadio della sua Guadalajara. Il britannico però non ci sta al ruolo del perdente annunciato: "Non ho chance? Aspettate e vedrete... E se vinco vengo in Italia a festeggiare"
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Il Messico ha bisogno del suo eroe, l’eroe ha bisogno del suo Messico. Canelo Alvarez è uno dei pugili più famosi del pianeta, sicuramente tra i più pagati. Punto di riferimento per un popolo in cui avere pugno o tocco di palla è la stessa cosa. L’ultima volta tra la sua gente nel 2011: alla Monumental Plaza de Toros della capitale indossò i panni del matador. L’altro, Kermit Cintron, un portoricano che si faceva chiamare El Asesino, durò 4 round. Da allora, 12 anni passati tra i ring di Nevada e Texas, dove ha collezionato titoli mondiali in serie (in 4 categorie differenti di peso) e borse stratosferiche. Nella notte italiana tra sabato e domenica il ritorno in patria, dove comunque è sempre rimasto a vivere, per il mondiale dei supermedi. A Guadalajara, stato di Jalisco: la regione della tequila, ma anche una zona non semplice, dove c’è uno dei due cartelli più forti dei signori della droga. Uno dei suoi fratelli 5 anni fa, fu rapito: lo stesso Canelo, senza avvertire la polizia, condusse in gran segreto le trattative per il rilascio.

Le antiche sensazioni che Alvarez ha bisogno di ritrovare vanno però oltre tutto ciò. In tanti lo danno al tramonto, potrebbe anche starci. Trentadue anni non sono tanti, ma è professionista da quando ne aveva appena 15. Poi ci si è messa una frattura alla mano sinistra che ha richiesto una operazione. Poi ci si è messo il suo ego: nella sfida al kirghiso Dimitri Bivol, nella categoria di peso superiore, ha chiesto troppo al suo fisico. Per lui è pronto uno stadio da 50mila spettatori. Vi hanno cantato Elton John e Paul McCartney, fu inaugurato nell’estate del 2010, con una amichevole che sancì il passaggio del Chicharito Hernandez dal Guadalajara al Manchester United.

È inglese anche il toro che il Messico chiede a Canelo di matare. “Ma io sono dell’Arsenal, è un bel periodo per noi anche se ultimamente abbiamo mollato un po’”. John Ryder è nato e vive a Islington, nel nord di Londra. Non ci sta alla parte della vittima: “A chi dice che non ho alcuna possibilità rispondo solo ‘aspettate e vedrete’. Vado a combattere contro il migliore. Ma è la mia chance, non me la farò sfuggire”. Quando gli proponiamo di parlare a Repubblica non se le fa dire due volte: “Amo l’Italia, sono stato per un periodo a Roma, ho lavorato in palestra con il mio amico Emanuele Blandamura (ex campione d’Europa, ndr). Dagli italiani sto ricevendo molti messaggi di supporto”.

Canelo con sua figlia Maria Fernanda
Canelo con sua figlia Maria Fernanda (reuters)

Lo stesso Blandamura gli lascia una via d’uscita: ”John deve credere in se stesso. È abituato allo sfide difficili, mi ha detto che in caso di vittoria verrà in Italia a festeggiare. Tifo per lui ovviamente e dico solo che il fattore campo conta ma non è tutto”. E Ryder in se stesso ci crede: “Il 2022 è stato il migliore anno della mia carriera, ho battuto Parker e Jacobs, mi sento forte. Rispetto Canelo, ma sul ring saremo solo io e lui”. Non è un fenomeno, ma è sempre cresciuto: “Una volta, affrontavo Nielsen, mi sono sentito con le spalle al muro ma ho reagito con carattere. Pensavo di aver messo a segno solo una buona combinazione, ma lui è andato al tappeto. Ero quasi in stato di shock, lì ho capito di essere forte”. The Gorilla è un alias poco rassicurante, in realtà è un uomo tranquillo: “Non ho una storia del tipo ‘dalle stalle alle stelle’. Amo la boxe sin da piccolo, ho iniziato a 12 anni e non mi sono mai voltato. La mia non è stata una vita difficile. I miei genitori sono sempre stati presenti, mi hanno supportato, E così ha sempre fatto la mia Nancy: stiano insieme da 16 anni, abbiamo due bellissimi bambini di 8 e 3”. Canelo, Messico e qualche nuvola. Ryder cercherà di far piovere nella notte di Guadalajara. Il match su Dazn domenica alle 4 del mattino.

Il presidente del Wbc, Mauricio Sulaiman, mostra la cintura creata appositamente per l'evento
Il presidente del Wbc, Mauricio Sulaiman, mostra la cintura creata appositamente per l'evento (reuters)