Sandor Martin, dalla Spagna con amore (per l’Italia): la grande boxe live streaming sabato e domenica su Repubblica.it

Un destro di Sandor Martin al volto di Teofimo Lopez

Un destro di Sandor Martin al volto di Teofimo Lopez

 
Riunione di alto livello sul nostro sito, diretta dalle ore 20, incentrata sul campione spagnolo e sull’artista del ko Ivan Zucco. E domenica si replica con due match titolati
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“The winner is… Teofimo Lopez”. Al Madison Square Garden, il teatro più glorioso della boxe di un tempo ma ancora in grado di competere con gli sfavillii di Las Vegas, esultano quelli di Brooklyn, e non sono pochi. Lo fanno soprattutto per questioni di appartenenza. Lopez, statunitense di origine honduregna, è infatti nato nel popoloso distretto di New York. Dagli altri, palati abituati ad assaporare la boxe che conta, brusio di perplessità. “E’ chiaro che per il verdetto mi ha lasciato l’amaro in bocca, però guardo il rovescio della medaglia e penso che quel match mi ha fatto conoscere oltre oceano dandomi una dimensione mondiale”. Sandor Martin, 29 anni, spagnolo di Barcellona, sarà uno dei protagonisti della riunione che Repubblica trasmetterà live streaming sabato 15 luglio a partire dalle 20 e che vedrà impegnato anche l’artista del ko, Ivan Zucco. Un due giorni di boxe, visto che domenica 16 si replicherà con due match titolati nell’ambito di una serata dedicata alla leggenda Primo Carnera.

Quel match contro Teofimo (andato peraltro al tappeto nel secondo round), che nel frattempo diventato nuovamente campione del mondo dei superleggeri, Sandor lo aveva probabilmente vinto: “Per noi europei vincere negli Usa è sempre stato un problema. E’ un altro mondo pugilistico, dai manager all’ambiente, a tanti piccoli particolari. Comunque una rivincita con Lopez mi piacerebbe, con il titolo in palio”. Può darsi, intanto sempre dagli Usa giungono voci di una possibile sfida contro ad altissimi livelli contro Regis Prograis, detentore della cintura Wbc.

Insomma, l’obiettivo di entrare nei radar del grande pugilato è stato raggiunto, guai quindi a fermarsi proprio adesso: “Infatti non sottovaluterò il mio prossimo avversario, Arblin Kaba. Non l’ho mai fatto con nessuno, neanche a parole. Non mi piace chi fa dichiarazioni troppo ad affetto. Sono uno sportivo, penso che tutti i pugili meritino il massimo rispetto”.

Tipo lineare, nelle dichiarazioni, nella vita privata (“Mi piace stare in famiglia e con gli amici, presto diventerò papà di una bambina”) e sul ring: “Ho iniziato nella palestra di mio padre che è anche il mio allenatore, mi definirei uno stilista, la mia boxe è fondata sulla tecnica e sulla capacità difensiva”. La Spagna è terra di buona tradizione pugilistica, ma è in Italia che sta dando il meglio di sè: “Il livello della boxe spagnola è molto buono. Manca però l’appoggio delle istituzioni, e questo genera una carenza anche a livello manageriale. In Italia invece con la Opi Since 82 della famiglia Cherchi ho trovato le opportunità per una carriera di cui sono orgoglioso”.

Orgoglio, un punto fermo, si capisce anche quando si divaga sul calcio; “Barcellona o Espanyol? Nessuna delle due. Tifo per l’Athletic Bilbao, un club che mi affascina con la filosofia di far giocare solo giocatori della regione basca. Trasmette il senso di appartenenza”
 

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