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Guido Vianello, la palestra di Mayweather a Las Vegas con 50° e stanotte la sfida in Texas: “Mai stato così in forma”

Guido Vianello

 
Lungo periodo di preparazione per il massimo romano, che dopo aver visto saltare il match con Kean, riparte dallo statunitense Curtis Harper
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“La pizza italiana? Sono stato a Napoli, è buona, ma quella americana è migliore…”. Rispond così, modo assai discutibile, Floyd Mayweather, uno dei più grandi pugili, se non il più grande, dell’ultimo quarto di secolo. Questione posta scherzosamente da Guido Vianello in uno degli allenamenti nella palestra di Money a Las Vegas. Il romano ha praticamente svolto una doppia preparazione nel Nevada. La prima in vista del match contro Simon Kean, che avrebbe dovuto sancirne il salto di qualità. Avrebbe, perché una problema fisico al fortissimo russo Bebertiev, l’uomo del match clou, ha fatto saltare tutto. Ora Kean sarà nel sottoclou di Fury-Ngannou, il 28 ottobre in Arabia Saudita, mentre Vianello combatterà stanotte a Rosenberg, nel Texas (contea di Houston) contro Curtis Harper (diretta su Mola tv dalle 3).

"Ho fatto due preparazioni, mai stato così in forma”

“Rispetto il mio avversario, ma lo considero un match di rientro in vista di quello che, penso intorno a febbraio, disputerò contro un avversario di alto livello. Comunque, saranno state le due preparazioni, non sono mai stato così in forma”. Rosenberg è una delle tappe americane di una carriera che Vianello ha svolto negli Usa (unica parentesi a Roma nel vittorioso match contro McFarlane). Un cammino senza intoppi, fatta eccezione la sconfitta nell’ultimo match sostenuto, contro Jonathan Rice. Un contrattempo coinciso con la sua migliore prestazione: fermato dal settimo round da una brutta ferita all’arcata sopraccigliare mentre stava vincendo e convincendo. “Da quella sconfitta ho imparato molte cose. La prima è che quando puoi finire il match devi farlo, anche dopo pochi secondi. Perché portando avanti il tuo avversario non sai mai che può succedere”. Il classico istinto del killer che a volte serve: “Con mio primo allenatore negli Usa, Abel Sanchez, cercavo di chiudere immediatamente i match. Ora punto di più su tecnica e velocità”.

"A Las Vegas in palestra c’erano 50°...”

Social ma quanto basta (“E’ giusto starci, ma senza esagerare”), con i video postati da Las Vegas rischia di scatenare una certa invidia. “Macché, mica sono in vacanza. Per me esiste solo casa e allenamento. Il massimo che mi sono concesso è andare a vedere il match tra Crawford e Spence, uno spettacolo. Inoltre, a proposito di palestre, gli americani non usano tenere l’area condizionata. Considerato che siamo nel deserto e che ad agosto c’erano 50°, chiunque speri di essere al mio posto tragga le conclusioni. Basta dire che le sedute di sparring non contemplano il clinch, sono senza pause. Poi quando il livello sale si forma una piccola platea intorno al ring. Una sorta di match insomma”. Particolarmente rovente il clima anche da Mayweather: ”Ma ne è valsa la pena, ho fatto i guanti con Zepeda, Floyd mi ha fatto i complimenti. E’ di una umiltà insospettabile, segue i suoi ragazzi con una partecipazione enorme. Ho visto un ragazzino di 15 anni che boxa da fenomeno”. Mayweather a parte, la carriera di Vianello è gestita dal leggendario Bob Arum: “A 92 anni è ancora un vulcano di idee. Quando sono andato a trovarlo era nel suo studio, stava lavorando a nuovi progetti. Mi ha detto che il segreto è non fermarsi mai, un consiglio che da uno che è stato il promoter di Muhammad Ali si accetta volentieri”

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