Esibisce un cappello da texano Guido Vianello, ormai perfettamente a proprio agio nello spettacolo globale del pugilato americano. Lo fa dopo avere battuto nettamente ai punti Curtis Harper: due giudici lo hanno visto sopra di 6 punti, il terzo gli ha assegnato tutti e 8 i round. Per il peso massimo romano, che rientrava dopo la sfortunata sconfitta (determinata da una ferita) contro Rice, si tratta della undecima vittoria nei 13 match da professionista, la seconda ai punti dopo quella di Roma contro il britannico McFarlane.
Vittoria netta contro un avversario ostico
Sulla sua affermazione onestamente non c’erano eccessivi dubbi alla vigilia. Harper non è un vincente, ma neanche uno sprovveduto. Sa stare sul ring dove propone una boxe scorbutica. Il parco avversari, di tutto rispetto, parla chiaro anche se contro gente quotata aveva sempre fatto una brutta fine. Giù con il campione olimpico Jalolov e con il cinese Zhang (ancora sulla cresta dell’onda a 40 anni e pronto,sembra, ad una sfida con Joshua). Addirittura sconcertante contro il nigeriano Ajagba, quando -per una questione di soldi, a suo dire insufficienti – se ne andò dal ring al suono del primo gong.
La velocità di Vianello
Quello che serviva a Vianello era una prestazione convincente, e questa tutto sommato c’è stata. Il romano ha sfruttato l’altezza nettamente maggiore per tenere spesso a distanza Harper, anche se la caratteristica che è piaciuta di più è stata la velocità. Ha avuto la possibilità di chiudere il match al quarto round, quando Harper ha vacillato nettamente scosso da un destro, ma non è riuscito a farlo. Un limite, questo, su cui dovrà lavorare. Ha rischiato pochissimo, giusto un colpo di incontro sul finale del sesto round gli ha creato qualche problema. Ma per il resto ha dimostrato di essere pronto per un match, previsto intorno a febbraio, che dovrebbe sancirne il definitivo salto di qualità. Per adesso torna con questa vittoria dal Texas, terra di leggendari pesi massimi come Jack Johnson e George Foreman. Speriamo sia di buon auspicio.