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Marsili a un passo dalla storia: tradito da un infortunio mentre stava conquistando il titolo europeo a 47 anni

Il momento del verdetto, la delusione sul volto di Marsili

 
Otto round di altissimo livello per il pugile di Civitavecchia, beffato da un problema alla spalla mentre era avanti sui cartellini di due giudici su tre
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La spalla destra non ha tenuto proprio sul più bello. Una falla che ha fatto crollare la diga tattica, tecnica e caratteriale costruita da Emiliano Marsili, mentre il pugile laziale stava compiendo una impresa che lo avrebbe proiettato nella storia: riconquistare a 47 anni suonati il titolo europeo dei pesi leggeri, facendolo per giunta in terra britannica. Il match della York Hall di Bethnal Green contro il gallese Gavin Gwynne è durato otto round: all’inizio del nono Marsili ha detto basta, ha capito che non avrebbe avuto alcun senso continuare con un problema del genere.

Marsili in vantaggio nel punteggio al momento dello stop

In quel momento, dato che aumenta ulteriormente il rammarico, Marsili era in vantaggio sui cartellini di due dei tre giudici: uno lo vedeva avanti di due punti, un altro addirittura di quattro.
Una beffa che, a meno di ripensamenti, decreta la fine di una carriera condotta sempre a testa altissima (prima sconfitta dopo 43 incontri da imbattuto) e giustifica il rimpianto di non aver mai goduto di una chance mondiale. Sensazioni confermate dalla prestazione di grande livello fornita al cospetto di un avversario molto più giovane e anche molto più alto.

La velocità di Marsili

Un allungo, quello di Gwynne, che sembrava poter fare la differenza e che invece è stato quasi totalmente neutralizzato dalla classe e dalla scelta di tempo di Marsili. In particolare, nel primo round un gancio sinistro del pugile di Civitavecchia ha irrigidito le gambe del gallese facendo addirittura pensare ad una conclusione clamorosa. Ma anche nei round seguenti la strategia dell’italiano si è rivelata nettamente migliore. Dispendiosa ma efficace, fondata su un movimento costante e da colpi precisi e veloci.

Gwynne irretito, poi l’infortunio alla spalla di Marsili

Gwynne ci ha capito poco, incapace di trovare il bandolo della matassa al punto da chiedere con lo sguardo all’arbitro un aiuto, di fare qualcosa per fermare quell’avversario così mobile da apparirgli come un fantasma. Il gallese paradossalmente le cose migliori le ha fatte quando è riuscito ad accorciare la distanza, con un pugilato scolastico ma comunque in grado di mettere pressione. Gwynne al momento dello stop era in crescita, onestamente bisogna ammetterlo, ma non è detto che questa sarebbe bastata nei quattro round rimanenti per sovvertire una situazione per lui precaria. Gli è bastata invece quella maledetta falla nella spalla di Marsili, che ha chiuso la carriera di un pugile tra i più bravi – sicuramente il più sottovalutato – della boxe italiana negli ultimi anni.

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