Vianello, stanotte in Texas la sfida più difficile contro il picchiatore Ajagba: “Essere sfavorito mi dà la carica, non fallirò”

Vianello, stanotte in Texas la sfida più difficile contro il picchiatore Ajagba: “Essere sfavorito mi dà la carica, non fallirò”

Il peso massimo romano cerca salto di qualità verso i vertici della categoria. Sul ring di Corpus Christi contro il forte nigeriano, in palio il titolo Silver Wbc: “Sono troppo veloce per lui, non può battermi”

2 minuti di lettura

“Mi carica essere sottovalutato, sono contento che i bookmakers mi quotino nettamente sfavorito”. Guido Vianello parla da Corpus Christi, in Texas, città tutta mare (“Sembra Torvajanica in inverno”, scherza) e fast food: una decina d’anni fa fu eletta la città più grassa degli Stati Uniti. Il peso massimo romano nella notte tra sabato e domenica (diretta Mola.tv, il match intorno alle 4), salirà sul ring per il match di gran lunga più importante e soprattutto più difficile della carriera. Affronterà il picchiatore nigeriano Efe Ajagba, in palio il titolo Silver Wbc, di fatto una porta per poter almeno pensare di inserirsi nella lotta ai vertici della categoria, occupati da Tyson Fury e Oleksandr Usyk, che il prossimo 18 maggio unificheranno il titolo sotto un solo campione dopo 25 anni.

"Sto bene sia a livello fisico che psicologico”

“Ma il dopo non esiste in questo momento, penso solo a questo match dal quale è chiaro che dipende il futuro della mia carriera”, spiega Vianello, uscito benissimo dal match dall’ultimo match con Moses Johnson, abbattuto in un round. “Stavo benissimo, sia fisicamente che psicologicamente, Se avessi messo la quinta anche con Rice lo avrei distrutto. Invece ho gestito, ho preso un colpo ed ho perso per ferita”, riavvolge il nastro Guido ripensando all’unica sconfitta, abbastanza casuale, patita in carriera. “E’ stata una delusione ma ci sono dovuto passare. Penso che la sconfitta sia un ingrediente importante per diventare più forti”.

Bookmakers spietati con Vianello, dato nettamente sfavorito

I bookie, solitamente molto accorti nello stilare le quote, danno Vianello vincente a 6, mentre è irrisoria la vincita per chi scommetterà sul suo avversario, non a caso detentore del titolo che mette in palio volontariamente: “Abbiamo proposto questo match e il team di Efe lo ha subito accettato. Io l’ho voluto fortemente perché è il terzo match in sei mesi e ho finalmente trovato continuità, senza problemi fisici. Ad esempio quando mi sono operato alla mano c’è voluto tantissimo tempo per tornare a colpire forte senza provare dolore”.

"Conosco Ajagba, ha un destro molto potente ma io sono più veloce”

Vianello ha combattuto da professionista 14 volte (13 negli Usa), riportando 12 vittorie, un pari e una sconfitta. Ajagba ha 20 incontri di cui 19 vinti, 14 per ko. Il nigeriano è un tipo poco raccomandabile soprattutto quando riesce ad esprimere la sua notevole potenza: “Lo conosco bene, ci ho fatto sparring. Ha un destro potente, pericoloso ma non mi batterà. Penso di essere più completo e conto di comandare il match con la mia velocità”.

La preparazione a Londra prima del trasferimento in Texas

Il romano, proprio per la reciproca conoscenza con l’avversario, non ha lasciato nulla di intentato: “Efe parla poco, è un bravo ragazzo, ci rispettiamo. Lui sta a Las Vegas come me, ma per non dargli vantaggio sono andato a prepararmi in Inghilterra. Ho fatto sparring con Dubois, Yoka e altri 3. Poi, prima di trasferirmi a Corpus Christi, sono stato a Houston 2 settimane per abituarmi al fuso orario”. L’Italia è da tanto tempo che non presenta un massimo di caratura mondiale, a livello professionistico dai tempi di Francesco Damiani: “Però più o meno era così anche nel tennis, e ora ci troviamo un giocatore al numero 2 del mondo. Mi piace l’energia di Sinner, la concentrazione massima per raggiungere sempre l’obiettivo”. Concentrazione come quella di Vianello, focalizzata totalmente sul match: “Se sono fidanzato? Non in questo momento, ma l’incontro non centra. Quelle sono cose che non si possono programmare”. E ora spazio allo show: “La boxe americana sa essere unica. Ci sono grandi investimenti, e molti dei guadagni vengono a sua volta reinvestiti. Il pubblico però è esigente, vuole spettacolo. Sono pronto a darglielo”.

I commenti dei lettori