Terence Crawford in lacrime mentre in ginocchio ascolta il verdetto che lo proietta nella storia del pugilato. E’ l’immagine del riscatto dell’uomo di Omaha, il taciturno, il pugile poco personaggio dalla immensa classe. Nello stadio Allegiant di Las Vegas gremito da oltre settantamila spettatori, batte l’idolo del Messico Canelo Alvarez e si prende le quattro cinture dei supermedi (wbc, Wba, Ibf e Wbo). Aveva portato a termine la stessa operazione nei superleggeri e nei welter, è il primo in campo maschile a conquistare tre mondiali unificati da quando ci sono 4 sigle.
La consacrazione di Crawford
La consacrazione definitiva per Crawford arriva solo a 37 anni. Eppure era tempo, sin dal primo titolo conquistato (per la Wbo) nei leggeri, che gli addetti ai lavori avevano capito di che pasta fosse fatto. Il suo problema – non da poco a dire il vero – era quello della popolarità. Aveva creduto in lui Bob Arum salvo poi ricredersi. “Con i soldi che ho perso con lui mi sarei potuto comprare una villa a Beverly Hills”, ebbe a dire il vecchio Bob.
L’appuntamento con la sorte
Crawford però non ha mollato e ha finalmente avuto il saldo tutto in una volta. L’anticipo la sorte glielo aveva dato quando, durante una partita dadi, un proiettile peraltro non diretto a lui lo aveva preso in testa. questione di centimentri e sarebbe finita.
Battuto Canelo, ricordando il match con Mayweather
Riavvolgendo la carriera di Canelo Alvarez, il match con Crawford ha ricordato quello ormai parecchio datato del settembre 2013 contro Floyd Mayweather. In quell’occasione il messicano, ancora acerbo ma atleticamente assai più tonico di ora (ha 35 anni, ma è professionista da quando ne aveva 15) andò in crisi contro la tecnica e la velocità dell’avversario. E anche stavolta è stato così. Crawford, guardia destra, ha sciorinato una boxe brillante, ricca di veloci combinazioni, in un paio di situazioni i suoi sinistri potenti e veloci hanno anche dato la sensazione di appesantire la mascella tradizionalmente granitica del messicano. Canelo dal canto suo ha cercato di caricare i colpi, nella speranza che la sua potenza (non dimentichiamo che Crawford ha scalato 3 categorie di peso per affrontarlo) avrebbe sortito effetto. Così non è stato però, e i giudici ne hanno tenuto giustamente conto: due hanno visto 115-113, uno (a nostro avviso il più preciso) 116-112. “Ringrazio il Signore, sono qui per questo”, ha detto il nuovo campione che ha collezionato la vittoria 42 in altrettanti match (31 quelle prima del limite). Per Canelo è la terza sconfitta a fronte di 63 vittorie e 2 pareggi. Forse è il momento di riflettere su una carriera che – stando agli ultimi match – ha preso la strada del declino. Per ora potrà consolarsi comunque con la borsa di oltre 100 milioni di dollari che sicuramente renderà più dolce la notte amara di Las Vegas.