Gol fantasma, pizzini e fallacci: quando le partite le decidono i raccattapalle

Gol fantasma, pizzini e fallacci: quando le partite le decidono i raccattapalle

Da Totti a Cannavaro, i ragazzi che stanno a bordocampo molto spesso diventano campioni. Ma ci sono anche quelli che escono dall’anonimato anche se non fanno carriera

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Ai margini del campo, sognando di diventare famoso. Quando supererò quella linea? Totti, Nesta, Marchisio, Pellegrini, Cannavaro, sono tutti stati lì, a bordocampo, a raccogliere e restituire palloni. Raccattapalle si nasce, calciatori si diventa. Ci sono quelli che hanno fatto altro, ma ci sono quelli che hanno fatto la storia, che hanno deciso i risultati, che hanno preso schiaffi, spinte, ma anche borse di studio. Fuori dal campo, ma dentro le partite.

Ascoli, Citeroni e il gol di Savoldi

12 gennaio 1975, Domenico Citeroni entra nella storia del calcio italiano. Si gioca Ascoli-Bologna e il centravanti della squadra ospite trova il gol della vittoria al 90’. Beppe Savoldi – che con il trasferimento al Napoli dell’estate successiva diventerà “Mister due miliardi” – non può però esultare. Perché il raccattapalle di 16 anni, con un calcetto allontana il pallone dalla porta. L’arbitro non vede e Citeroni diventa un eroe della tifoseria dell’Ascoli, la squadra del suo cuore, anche se era nato a Montreal, dove suo padre faceva la guardia ai missili americani.

Passarella, Maurizio Piana e la borsa di studio

Dopo Citeroni ecco Piana, Maurizio Piana. Anche lui 16 anni: l’8 marzo 1987 a Genova, in casa della Sampdoria, arriva l’Inter di Trapattoni. E Daniel Passarella. Agitato. Maurizio Piana rimedia un’entrata sotto il ginocchio dal difensore argentino che, ricordano i meno giovani, non era capace di controllare eccessi e scatti d’ira. Finisce con l’Inter che fa pagare un multa di cinque milioni al giocatore: quei soldi diventano una borsa di studio per il ragazzo, una denuncia evitata e una lunga intervista del papà di Piana al Processo del Lunedì di Biscardi.

Buriani a terra colpito da una monetina
Buriani a terra colpito da una monetina 

La monetina di Inter-Roma

Di milioni l’Inter ne aveva pagati nove nel 1985 quando, durante un match con la Roma, un raccattapalle cercò di nascondere sotto la scarpa la monetina che uno spettatore lanciò dagli spalti e colpì l’ex milanista Ruben Buriani.

Pagliuca, lo schiaffetto e i Cannavaro

Dieci anni dopo, il portiere dell’Inter Pagliuca litiga con i raccattapalle di Napoli tutta la partita. Finché non rifila uno schiaffetto a uno di loro. Anni dopo rivela: “Fabio Cannavaro mi ha detto che quel ragazzo era suo fratello”. Era Paolo. Calciatore, capitano, nato raccattapalle.

Hazard e il giovane più ricco d’Inghilterra

Tra le liti indimenticabili lo scontro Eden Hazard-Charlie Morgan. Semifinale di coppa di lega tra Swansea e Chelsea, 23 gennaio 2013. Charlie Morgan è il figlio del proprietario dello Swansea e ha la fortuna di poter stare a bordocampo. Si carica prima della partita scrivendo sui social “perdere tempo”. Lo fa davvero. Si rotola sul pallone, lo nasconde. Hazard lo scalcia. Il belga rimedia il rosso e una lunga squalifica, il ragazzo non ha avuto fortuna nel calcio, ma ben altra: oggi gestisce l'azienda di vodka che ha creato ed è tra i giovani più ricchi del Regno Unito con un patrimonio stimato attorno ai 55 milioni di sterline, oltre 60 milioni di euro.

Il pizzino che Mourinho fa arrivare al portiere Rui Patricio nel finale di Roma-Fiorentina

Radio e pizzini

Ragazzi che vengono usati per tutto: Galli ancora ricorda di quando chiese in un Fiorentina-Bologna a uno di loro di sentire la radio e aggiornarlo sui risultati. Guardiola, già al Manchester City contro il Crystal Palace, dà indicazioni a un raccattapalle di spiegare come rimettere in gioco i palloni velocemente, Mourinho ne ha inviato uno con un pizzino al suo portiere Rui Patricio nella partita contro la Fiorentina dello scorso 10 dicembre. In Sudtirol-Bari, lo scorso 24 febbraio, un ragazzo viene spinto da Emmanuele Matino, difensore del Bari, perché tratteneva il pallone: il giorno dopo le scuse di rito e la spiegazione

Il colpo al petto del giocatore del Bari al raccattapalle: ecco il gesto che indigna

Il portiere sovrappeso che inventa i raccattapalle

I raccattapalle nascono a inizio del secolo scorso. Quando si incontrano genio e pigrizia, ecco l’illuminazione: William Foulke si inventa quello che non c’era. Foulke era soprannominato Fatty, negli stadi lo chiamavano ‘ciccione’, perché bodyshaming e insulti agli avversari sono cose vecchie di secoli. Viveva di eccessi, mangiava e beveva, quando è morto, giovane, pesava 150 chili. Era un buon portiere ma aveva anche ottime intuizioni. Volle due ragazzi dietro la sua porta, fissi e stretti: così sembrava tutto più piccolo per gli attaccanti avversari. E i ragazzini si prestavano a fare da palo. E poi a portargli il pallone.

Zamparini e lo 0-3 a tavolino

Oggi i raccattapalle sono i ragazzi delle giovanili, sono allenati, hanno schemi da rispettare, devono ritardare o accelerare il gioco, sono ai margini solo in termini di spazio. Resta memorabile uno Zamparini furioso che chiede la ripetizione di una partita contro la Roma in base a una norma, la norma H “che impedisce agli spettatori di vedere, nessuno deve stare oltre i cartelloni pubblicitari” perché il suo Palermo, era il 2008, perde la partita per un calcio d’angolo battuto velocemente e a sorpresa grazie a un ragazzino che ha piazzato il pallone vicino alla bandierina mentre la sua squadra si stava ancora sistemando: gol di Mancini, richiesta di 0-3 a tavolino, il giudice sportivo ignora. Quel ragazzino di 14 anni nella vita ha poi fatto il calciatore, è Gianluca Caprari, e ha segnato il suo primo gol in serie A proprio contro la Roma.

Francesco Totti mette la fascia da capitano al braccio di Mattia Almaviva
Francesco Totti mette la fascia da capitano al braccio di Mattia Almaviva 

Il ritiro di Totti e la fascia del futuro

Nel giorno del ritiro, all’Olimpico, l’ex capitano Francesco Totti consegna a un bambino di 11 anni la sua fascia. Uno con le lacrime, l’altro con i brividi. Sette anni dopo Mattia Almaviva ha firmato un contratto tra i professionisti con il club giallorosso. Il primo passo per sperare di aver passato quella linea (del campo) e che oltre ci sia il futuro.

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