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Mauro e Maradona a confronto durante uno Juventus-Napoli 

Massimo Mauro: "Il mio Maradona, tra curiosità e mistero in quell'estate dell'89''

L'ex centrocampista azzurro rivive i suoi primi approcci con il Napoli di Diego, assente in ritiro ed alle prime partite di campionato. "Arrivavo dalla Juve, anche con Platini sarebbe stata una cosa inimmaginabile''
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''E ancora non hai visto niente''. Estate 1989. E' il mantra che Massimo Mauro si sente ripetere negli spogliatoi del Napoli. E' appena arrivato in azzurro, dopo gli inizi nel Catanzaro probabilmente più forte delle storia, quello da ottavo e settimo posto di Tarcisio Burgnich e Bruno Pace, e sette stagioni al nord tra Udinese e Juventus. ''Certo, sarebbe inimmaginabile che Platini si presenti due mesi dopo l'inizio del campionato..''. Ma Napoli non è Torino e Diego Armando Maradona in quell'estate del 1989 tarda a presentarsi. ''E non hai ancora visto niente'', gli dicono i Ferrara e i De Napoli, abituati alle 'particolarità' del 10.

''La situazione mi incuriosisce - ricorda Mauro- anche perché arrivo dalla Juve, dove tutto funziona alla perfezione. Incuriosito, ma non meravigliato. Sono un uomo nel Sud e conosco Napoli, ci sono stato in trasferta con la Primavera del Catanzar…
''E ancora non hai visto niente''. Estate 1989. E' il mantra che Massimo Mauro si sente ripetere negli spogliatoi del Napoli. E' appena arrivato in azzurro, dopo gli inizi nel Catanzaro probabilmente più forte delle storia, quello da ottavo e settimo posto di Tarcisio Burgnich e Bruno Pace, e sette stagioni al nord tra Udinese e Juventus. ''Certo, sarebbe inimmaginabile che Platini si presenti due mesi dopo l'inizio del campionato..''. Ma Napoli non è Torino e Diego Armando Maradona in quell'estate del 1989 tarda a presentarsi. ''E non hai ancora visto niente'', gli dicono i Ferrara e i De Napoli, abituati alle 'particolarità' del 10.

''La situazione mi incuriosisce - ricorda Mauro- anche perché arrivo dalla Juve, dove tutto funziona alla perfezione. Incuriosito, ma non meravigliato. Sono un uomo nel Sud e conosco Napoli, ci sono stato in trasferta con la Primavera del Catanzaro, e poi mia sorella si è laureata lì. Inoltre Maradona si porta dietro la nomea di eccentrico, di fuoriclasse scugnizzo''.

Certo, non venire al ritiro, saltare le prime partite... Poi in un pomeriggio di settembre, un Napoli-Fiorentina: ''0-2 alla fine del prime tempo, esce Mauro, entra Maradona. Il San Paolo va in delirio, e come finisce? 3-2 con Diego protagonista....''. Finalmente Mauro conosce Maradona in campo, mentre Massimo conosce Diego fuori. E capisce subito che quel 'E ancora non hai visto niente', non era una battuta, era un anticipazione di verità. ''Una escalation sportiva eccezionale che si accompagna ad un'altra umanamente negativa. La maniera in cui deve lasciare Napoli, e sottolineo deve, è una sconfitta per tutto il movimento sportivo. Mi viene una riflessione amara. Penso che non siamo stati capaci di difenderlo dalle difficoltà della vita e dal peso che si porta ad essere il numero uno. Soldi, popolarità, vero. Ma certe cose non sono direttamente proporzionali alle ricchezze e prescindono da tutto, se sei nero, biondo, giallo o verde, se ti chiami Gennaro Esposito o Diego Maradona''.

Dottor Diego e Mister Maradona, in campo e spogliatoio due anime che si fondono: "Un uomo capace di motivare la squadra senza tante parole, con la sua generosità. Stargli accanto è una cosa meravigliosa. Lo scudetto del 90 è uno dei suoi tanti capolavori, anche dal punto di vista psicologico. Il Milan è più forte, ma grazie a lui siamo capaci di tenere botta''. Un vissuto quotidiano, una cavalcata incredibile ricca di aneddoti: ''Ma ormai quelli li sanno tutti, inutile ripeterli. E poi gli aneddoti migliori sono quelli che non si possono raccontare. Anche per rispetto di uomo che ha sempre offerto la sua amicizia in maniera semplice e completamente disinteressata''. Zico, Platini, Maradona, suonano come una filastrocca per uno che ha giocato con tutti e tre. ''Tre giocatori eccezionali, però Diego ha qualcosa in più. Mi sono perso Pelè, ma me ne sono goduti parecchi altri. Forse quello più paragonabile come importanza è stato Cruyff, ma anche in questo caso c'è un po' di differenza. Secondo me Diego è il più grande di tutti i tempi''. 'E ancora non hai visto niente'', Ferrara e De Napoli avevano proprio ragione.