Le ragazze della Giamaica (ap)

Mondiale calcio donne, le stelle che protestano per il "pay equality" e la novità Giamaica

La Norvegia non avrà Ada Hegerberg, pallone d'oro 2018, che vuole pagamenti uguali fra maschi e femmine. La figlia di Bob Marley ha rilanciato la sua Nazionale

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ROMA - Gli Stati Uniti, la Germania, la Selecao, ma anche Norvegia e Giappone. Mai un Mondiale femminile di calcio era stato così atteso, come Francia 2019. La riprova arriva dal Brasile dove il sindacato degli impiegati pubblici del distretto della capitale, Brasilia, aveva chiesto una maggiore flessibilità degli orari di lavoro per poter seguire in tv le partite delle loro beniamine. Il permesso non è stato accordato, e la torcida si consolerà con la notizia che Marta, cinque volte Fifa World Player, ha recuperato da problemi alla coscia sinistra e sarà pronta per il grande appuntamento. Le brasiliane, sempre in prima fila ma mai vincitrici del titolo, non vogliono fallire. La concorrenza è però molto agguerrita.

Ci saranno infatti le fortissime statunitensi, campionesse del mondo in carica decise a riconfermarsi grazie al loro tiki-taka d'ispirazione 'blaugrana', nel segno della continuità di una scuola, quella delle 'soccer moms' e di accesissime sfide fra college, che hanno fatto del calcio donne Usa una realtà impossibile da ignorare. Così come non si può non sottolineare che la Norvegia sarà priva di colei che in questo momento è la miglior calciatrice del pianeta: Ada Hegerberg ha solo 23 anni ma è già considerata un Messi, o Cristiano Ronaldo, al femminile. Ha vinto il Pallone d'Oro 2018 e Champions League in serie con il Lione, ma non gioca in nazionale dal 2017, per motivi che non ha mai voluto chiarire ma che secondo chi le è vicino sarebbero legati al fatto che la Hegerberg è da tempo la paladina dei diritti delle calciatrici.

E' stata infatti proprio lei a rivendicare per prima se non l'eguaglianza salariale almeno un trattamento economicamente più dignitoso per le giocatrici. Non a caso, ora la Norvegia paga premi in ugual misura a uomini e donne delle sue nazionali, ma ciò non è bastato a convincere la Hegerberg. Altra 'paladina' della 'pay equality' è la capitana degli Usa Megan Rapinoe, 145 presenze in nazionale e oro olimpico a Londra 2012, celebre anche per le prese di posizione contro il Presidente Donald Trump. "Non canterò l'inno neanche al Mondiale", ha annunciato giorni fa in segno di protesta contro l'amministrazione Trump.

Nel girone dell'Italia oltre al Brasile e all'incognita Australia, ci sarà la novità delle 'reggae girls' della Giamaica, un gruppo di ragazze (fra le quali le giallorosse della Roma Trudi Carter e Allison Swaby) che hanno conquistato una qualificazione che ha del miracoloso se si pensa fra il 2008 e il 2016 la nazionale femminile giamaicana era stata sciolta due volte. Ma grazie al contributo decisivo della stilista Cedella Marley, figlia dell'icona nazionale Bob (il re del reggae non nascose mai la propria passione per il calcio), che ha contribuito a finanziare la squadra e la spedizione in Francia grazie a una raccolta fondi che ha dato esiti insperati.
Il ct si chiama Hue Menzies e lavora a titolo gratuito.

La fortissima Germania, che nel proprio girone troverà Cina e Spagna, oltre al Sudafrica, è decisa a confermare a livello di Mondiale la supremazia evidenziata dall'oro olimpico conquistato nel 2016 a Rio, mentre le Super Aquile della Nigeria vogliono dimostrare che il loro paese è la maggior potenza calcistica africana anche a livello femminile. Nel gruppo D da non perdere le sfide tra Inghilterra e Scozia e fra le inglesi e l'Argentina, ma il Giappone, che un titolo iridato lo ha vinto nel 2011, potrebbe mettere tutti d'accordo. Poi c'è la Francia, padrona di casa: le ragazze della ct Corinne Diacre, in ritiro nel centro tecnico federale di Clarefontaine, hanno dovuto andarsene per l'arrivo della nazionale maschile. Per 'addolcire' la pillola c'è stata una cena fra giocatori e giocatrici, poi però la polemica sul maschilismo nel calcio è dilagata sui social. Così è stato precisato che si è trattato di una mossa imposta dalla Fifa. Ora le ragazze dall'elegante seconda maglia a pois cercheranno di emulare i colleghi maschi campioni del mondo l'anno scorso a Mosca.