SOCHI - Davanti a cinquemila persone adoranti, per lo più ragazzi e bambini, il Brasile si è allenato stamattina per la prima volta in pubblico in Russia. Il clima di festa, in particolare per la stella Neymar, non diventerà però una consuetudine. Il ct Tite ha programmato nel ritiro sedute rigorosamente a porte chiuse, in vista del debutto di sabato prossimo a Rostov sul Don con la Svizzera. Molta attesa, subito dopo l’allenamento, ha generato la conferenza stampa del portiere della Seleçao e della Roma Alisson: dato a Madrid per molto vicino al trasferimento al Real e in subordine al Liverpool, il diretto interessato ha lasciato tuttavia in sospeso la questione, dribblando l’argomento.
Le parole generiche sull’eccellente stagione alla Roma si prestano a ogni tipo di interpretazione: "Sono concentrato sulla Seleçao, aspettavo da tanto tempo questo momento. Quello che succederà sarà la cosa migliore per il club e per me. Il mio procuratore sta lavorando con la Roma. Sono felice nel calcio italiano, ma soprattutto sono felice di stare qui, a rappresentare il mio paese. La mia annata ha dimostrato qual è il mio potenziale, ma non intendo certo fermarmi qui. Bisogna mettersi sempre alla prova. E, se Dio vuole, dobbiamo dare il massimo per tornare a casa con il titolo mondiale".
Della serie A il portiere del Brasile ha detto di avere apprezzato anche il Var, che al Mondiale sarà la principale novità: "Credo che sarà molto utile. Il margine di errore si riduce parecchio, meno dell’1%. E’ logico che, quando il gioco è veloce e ci sono azioni che possono mettere in difficoltà l’arbitro, il gioco venga fermato per guardare il video: è un fastidio minimo, rispetto all’aiuto che dà e alla possibilità di rendere più giuste le decisioni". Il Brasile è favorito, ma Alisson non si fida: "Abbiamo una maniera chiarissima di giocare: uniti, sincronizzati, tatticamente abbiamo lavorato molto bene. Ma quello che continua a caratterizzarci è la creatività, sommata alla solidità difensiva. Davanti, abbiamo gente come Neymar, Coutinho, Firmino: fanno la differenza. Molti tra noi si conoscono e hanno giocato insieme dalle giovanili: è un vantaggio. Arriviamo al Mondiale al momento giusto. Ma adesso dobbiamo vincere le partite, anche quelle che magari giocheremo meno bene. La nostra tradizione, comunque, resta il bel gioco: chi gioca meglio ottiene le vittorie più facilmente". Quanto agli allenamenti a porte chiuse di Tite, il portiere ne ribadisce l’importanza: "Oggi abbiamo misurato l’affetto della gente di Sochi, che ci ha accolto benissimo in un posto fantastico, con la vista del mare e un campo eccellente. Ma a porte chiuse possiamo provare strategie tattiche: anche così manteniamo alta la concentrazione".
Le parole generiche sull’eccellente stagione alla Roma si prestano a ogni tipo di interpretazione: "Sono concentrato sulla Seleçao, aspettavo da tanto tempo questo momento. Quello che succederà sarà la cosa migliore per il club e per me. Il mio procuratore sta lavorando con la Roma. Sono felice nel calcio italiano, ma soprattutto sono felice di stare qui, a rappresentare il mio paese. La mia annata ha dimostrato qual è il mio potenziale, ma non intendo certo fermarmi qui. Bisogna mettersi sempre alla prova. E, se Dio vuole, dobbiamo dare il massimo per tornare a casa con il titolo mondiale".
Della serie A il portiere del Brasile ha detto di avere apprezzato anche il Var, che al Mondiale sarà la principale novità: "Credo che sarà molto utile. Il margine di errore si riduce parecchio, meno dell’1%. E’ logico che, quando il gioco è veloce e ci sono azioni che possono mettere in difficoltà l’arbitro, il gioco venga fermato per guardare il video: è un fastidio minimo, rispetto all’aiuto che dà e alla possibilità di rendere più giuste le decisioni". Il Brasile è favorito, ma Alisson non si fida: "Abbiamo una maniera chiarissima di giocare: uniti, sincronizzati, tatticamente abbiamo lavorato molto bene. Ma quello che continua a caratterizzarci è la creatività, sommata alla solidità difensiva. Davanti, abbiamo gente come Neymar, Coutinho, Firmino: fanno la differenza. Molti tra noi si conoscono e hanno giocato insieme dalle giovanili: è un vantaggio. Arriviamo al Mondiale al momento giusto. Ma adesso dobbiamo vincere le partite, anche quelle che magari giocheremo meno bene. La nostra tradizione, comunque, resta il bel gioco: chi gioca meglio ottiene le vittorie più facilmente". Quanto agli allenamenti a porte chiuse di Tite, il portiere ne ribadisce l’importanza: "Oggi abbiamo misurato l’affetto della gente di Sochi, che ci ha accolto benissimo in un posto fantastico, con la vista del mare e un campo eccellente. Ma a porte chiuse possiamo provare strategie tattiche: anche così manteniamo alta la concentrazione".