Il capitano del Brasile e la nuova democrazia della Seleçao
dal nostro inviato ENRICO CURRO'In 21 partite il ct Tite ha dato la fascia a 16 giocatori diversi. Anche se il richiamo al Corinthians di Socrates è forte, il motivo è che infastidiva Neymar, che adesso si dice però pronto a prendersi la responsabilità come fanno Messi e Ronaldo nell'Argentina e nel Portogallo. Ma contro la Svizzera potrebbe toccare a Marcelo
SOCHI - Tenere un segreto nel ritiro del Brasile, presidiato dalla maggiore quantità di media del Mondiale, è praticamente impossibile. Né sembrano preoccuparsene troppo i calciatori stessi: con buona pace del ct Tite, ad esempio, la formazione del debutto di domani a Rostov contro la Svizzera, quella con lo spregiudicato quartetto Willian-Coutinho-Neymar-Gabriel Jesus, è già stata anticipata via tweet nei giorni scorsi da un amico del centravanti. Gabriel Jesus se l'è cavata col candore della gioventù, ammettendo pubblicamente il disguido. Ma c'è ancora un segreto che al momento pare reggere e il ct conta di essere lui a svelarlo oggi: almeno questo.
Il mistero non è di poco conto, perché riguarda il nome del capitano, che nelle altre Nazionali è una certezza e nella democraticissima Seleçao, dove impera la rotazione, invece no. Da quando ne ha preso la guida, dal settembre 2016 contro l'…
Il mistero non è di poco conto, perché riguarda il nome del capitano, che nelle altre Nazionali è una certezza e nella democraticissima Seleçao, dove impera la rotazione, invece no. Da quando ne ha preso la guida, dal settembre 2016 contro l'…
SOCHI - Tenere un segreto nel ritiro del Brasile, presidiato dalla maggiore quantità di media del Mondiale, è praticamente impossibile. Né sembrano preoccuparsene troppo i calciatori stessi: con buona pace del ct Tite, ad esempio, la formazione del debutto di domani a Rostov contro la Svizzera, quella con lo spregiudicato quartetto Willian-Coutinho-Neymar-Gabriel Jesus, è già stata anticipata via tweet nei giorni scorsi da un amico del centravanti. Gabriel Jesus se l'è cavata col candore della gioventù, ammettendo pubblicamente il disguido. Ma c'è ancora un segreto che al momento pare reggere e il ct conta di essere lui a svelarlo oggi: almeno questo.
Il mistero non è di poco conto, perché riguarda il nome del capitano, che nelle altre Nazionali è una certezza e nella democraticissima Seleçao, dove impera la rotazione, invece no. Da quando ne ha preso la guida, dal settembre 2016 contro l'Ecuador, Tite ha assegnato la fascia a 16 giocatori diversi in 21 partite. Stasera svelerà se il fortunato criterio del turnover - 17 vittorie, 3 pareggi e 1 sola sconfitta - verrà conservato anche al Mondiale oppure se si tornerà all'antico, data l'occasione particolare e la necessità di un riferimento fisso.
Il 'rodizio' della fascia, come lo chiamano i brasiliani, si presta a tutte le suggestioni possibili. La più politica è che, nel momento in cui la democrazia del Paese sta andando drammaticamente in pezzi, regge invece benissimo quella del calcio. Ma la tentazione di considerare il metodo Tite un'appendice della famosa democrazia corinthiana - il Corinthians di Socrates e Casagrande, che dal 1982 al 1984 istituì un miracoloso modello di governo autogestito e di parità di diritti nello spogliatoio - è stata già smontata dal diretto interessato, che ha più volte illustrato il motivo, assai pragmatico, della sua innovazione. Quando raccolse il testimone da Dunga, trovò Neymar riluttante a fare ancora il capitano: la responsabilità della fascia lo innervosiva quanto le pedate degli avversari ("ma ho imparato a controllarmi, non reagirò alle provocazioni", ha promesso ieri il numero 10). Così Tite importò in Nazionale il metodo da lui già introdotto con successo proprio al Corinthians: si è tutti capitani, un po' per uno, in modo da sentirsi tutti uguali e da imparare a condividere meglio le responsabilità. L'uguaglianza effettiva è testimoniata dai fatti: nessuno si atteggia a stella, nemmeno O Ney.
Siccome però al Mondiale la fascia l'avrebbe portata il veterano Dani Alves, se non si fosse infortunato, la questione si riapre. A chi toccherà domani? E la scelta sarà eventualmente definitiva? Nei sondaggi tra i tifosi il capitano ideale resta Neymar, anche perché i suoi due rivali, per il Mondiale e per il Pallone d'oro, la fascia non la rifiutano di sicuro: Messi e Cristiano Ronaldo sono i simboli di Argentina e Portogallo. Secondo quello che filtra dal ritiro verdeoro la scelta di Tite dovrebbe ricadere alla fine su Marcelo. Non resta dunque che aspettare stasera per scoprire fino a quale limite si spinge la democrazia della Seleçao.
Il mistero non è di poco conto, perché riguarda il nome del capitano, che nelle altre Nazionali è una certezza e nella democraticissima Seleçao, dove impera la rotazione, invece no. Da quando ne ha preso la guida, dal settembre 2016 contro l'Ecuador, Tite ha assegnato la fascia a 16 giocatori diversi in 21 partite. Stasera svelerà se il fortunato criterio del turnover - 17 vittorie, 3 pareggi e 1 sola sconfitta - verrà conservato anche al Mondiale oppure se si tornerà all'antico, data l'occasione particolare e la necessità di un riferimento fisso.
Il 'rodizio' della fascia, come lo chiamano i brasiliani, si presta a tutte le suggestioni possibili. La più politica è che, nel momento in cui la democrazia del Paese sta andando drammaticamente in pezzi, regge invece benissimo quella del calcio. Ma la tentazione di considerare il metodo Tite un'appendice della famosa democrazia corinthiana - il Corinthians di Socrates e Casagrande, che dal 1982 al 1984 istituì un miracoloso modello di governo autogestito e di parità di diritti nello spogliatoio - è stata già smontata dal diretto interessato, che ha più volte illustrato il motivo, assai pragmatico, della sua innovazione. Quando raccolse il testimone da Dunga, trovò Neymar riluttante a fare ancora il capitano: la responsabilità della fascia lo innervosiva quanto le pedate degli avversari ("ma ho imparato a controllarmi, non reagirò alle provocazioni", ha promesso ieri il numero 10). Così Tite importò in Nazionale il metodo da lui già introdotto con successo proprio al Corinthians: si è tutti capitani, un po' per uno, in modo da sentirsi tutti uguali e da imparare a condividere meglio le responsabilità. L'uguaglianza effettiva è testimoniata dai fatti: nessuno si atteggia a stella, nemmeno O Ney.
Siccome però al Mondiale la fascia l'avrebbe portata il veterano Dani Alves, se non si fosse infortunato, la questione si riapre. A chi toccherà domani? E la scelta sarà eventualmente definitiva? Nei sondaggi tra i tifosi il capitano ideale resta Neymar, anche perché i suoi due rivali, per il Mondiale e per il Pallone d'oro, la fascia non la rifiutano di sicuro: Messi e Cristiano Ronaldo sono i simboli di Argentina e Portogallo. Secondo quello che filtra dal ritiro verdeoro la scelta di Tite dovrebbe ricadere alla fine su Marcelo. Non resta dunque che aspettare stasera per scoprire fino a quale limite si spinge la democrazia della Seleçao.