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Fernando Hierro e Andres Iniesta (reuters)

Spagna, Hierro: "Contano i giocatori, e sanno quello che devono fare"

Il tecnico chiude una volta per tutte il caso Lopetegui e pensa all'Iran. Iniesta: "È stato un momento difficile ma è già passato"

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KAZAN - L'effetto Lopetegui lo si potrà misurare solamente domani, quando la Spagna dovrà far sapere al pianeta se s'è messa alle spalle il caso più incredibile della Coppa del Mondo (e tra i più incredibili nella storia del mondiale) e in che modo, con quali conseguenze. Il 3-3 con il Portogallo non fa testo, gli spagnoli giocarono spinti dallo choc, e attraversati dall'adrenalina, per quello che era appena successo, cioè il licenziamento in tronco del cittì dopo la sua firma con il Real. Adesso quelle emozioni sono decantate, Hierro è al lavoro da una settimana e questa è la "sua" Spagna. "È stato un momento difficile ma è già passato", dice Andres Iniesta, l'anima della nazionale. "Io non ho mai avuto dubbi, la fiducia non l'abbiamo persa e anche se tutti credo che abbiano capito cos'ha significato, per noi quello è che è successo. Noi giocatori stiamo insieme da tanti anni, la squadra voleva dimostrare di avere personalità e che c'è fiducia uno con l'altro. L'ha fatto".

Ma è chiaro che solamente la sfida di Kazan con l'Iran potrà fare luce sulle reali condizioni della Spagna, sulle sue prospettive. "Alla fine quello che conta sono i giocatori" taglia corto Hierro, che sta cercando di gestire la situazione con intelligenza, esperienza, buonsenso, toccando il meno possibile: "La squadra sa cosa deve fare". La formazione, e la formula, sarà la stessa della partita inaugurale, con la possibilità che Carvajal, ormai pienamente recuperato, prenda il posto di Nacho. Hierro ha confermato De Gea, reduce da una sfilza di errori l'ultimo dei quali è costato il pareggio con il Portogallo: "Per me è uno dei tre migliori portieri al mondo. Io ho fiducia in lui e lui in se stesso".