SAN PIETROBURGO - Altro giro, altro capitano. Per Brasile-Costarica la fascia della Seleçao va sul braccio di Thiago Silva, mentre all'esordio contro la Svizzera l'onore era toccato a Marcelo, e prima dei Mondiali a tutti gli altri, a turno. E' la democrazia di Tite, il ct che ora però vive la prima grande terribile vigilia di tensione da quando è sulla panchina del Brasile, perché dopo il pareggio contro gli svizzeri non si può più sbagliare: "Ma ci avviciniamo alla partita con grande fiducia. Sappiamo che d'ora in poi saranno tutte finali, tutte gare decisive. Siamo pronti. Vorremmo mantenere lo stesso atteggiamento in difesa, che contro la Svizzera è stato quello giusto, ma proveremo ad attaccare meglio. Non vediamo l'ora di tornare in campo per vincere, giocando bene, perché il Brasile deve farlo sempre"
In che condizioni è Neymar? Lei stesso ha detto che non è ancora al 100%.
"Il suo infortunio non è stato per niente lieve, ma non stiamo cambiando nulla del progetto iniziale. Contro la Svizzera ha giocato la prima partita da 90 minuti dopo tre mesi e mezzo, non dimentichiamolo. Lui è un grande professionista e conosce il suo corpo, ma è riuscito ad andare oltre i suoi limiti, ha accelerato il recupero. Un atleta normale ha bisogno di cinque partite intere per entrare in forma dopo uno stop così lungo, lui invece è già pronto".
E' vero che lei ha parlato con Neymar chiedendogli di essere meno individualista e di giocare di più per la squadra?
"Assolutamente no. E' una notizia falsa. Mai successo. Tutti i giocatori hanno la stessa responsabilità, essere a servizio del collettivo e individualisti al tempo stesso. E a Neymar non toglierò mai le sue caratteristiche, che sono quelle di essere un inventore di calcio negli ultimi trenta metri. E' una caratteristica sua e del calcio brasiliano, la fantasia. Sei negli ultimi trenta metri? Vai dentro, cavolo, e inventa qualcosa"
Cambierà formazione?
"No, giochiamo con gli stessi 11 della Svizzera. L'obiettivo è vincere la partita, e giocando bene. Questo ci interessa. Trasformare in gol le opportunità che creiamo, cosa che non ci è riuscita bene l'altra volta. Io sono qui anche per dare tranquillità, per trasmettere serenità. Ora entriamo nel vivo del torneo, anche l'allenatore, che è un essere umano, ha vissuto l'emozione dell'esordio e tutto, ma adesso è passata, guardiamo avanti".
Non pensa sia un rischio, in una gara così delicata, dare la fascia di capitano a Thiago Silva, uno di quelli che furono coinvolti nel disastro del Mineirazo, l'1-7 contro la Germania ai Mondiali 2014, e che per giunta non sempre è stato titolare nel suo Brasile?
"Se dovessimo prescindere da quelli che sono stati criticati nell'ultimo Mondiale, avremmo terra bruciata ovunque. Il calcio non è così, e la vita non è così. Quello è il passato, bisogna guardare avanti. Sono convinto di avere un gruppo di giocatori abbastanza maturi da poter affrontare questa rotazione di capitani. E quando Thiago non giocava non era perché avesse un livello di prestazioni basso, ma perché avevo tre centrali come lui, Marquinhos e Miranda, che giocavano moltissimo nei loro club, e li ruotavo"
.
E' preoccupato per il Var? Contro la Svizzera non ne siete stati contenti, non ha annullato il gol del pareggio nonostante una spinta su Miranda.
"Quello che ho dovevo dire sul Var l'ho detto, sono stato chiaro. Ma ora dobbiamo pensare alla prossima partita, perché qualsiasi commento facessi oggi potrebbe sembrare strumentale, quasi che volessi chiedere dei vantaggi. Non vogliamo vantaggi, non ne abbiamo bisogno. Vogliamo tornare in campo per dimostrare di essere i migliori. E' quello che mi piace del calcio, potersi prendere le proprie responsabilità direttamente. Poi ognuno pensi alle sue, com'è logico".
In che condizioni è Neymar? Lei stesso ha detto che non è ancora al 100%.
"Il suo infortunio non è stato per niente lieve, ma non stiamo cambiando nulla del progetto iniziale. Contro la Svizzera ha giocato la prima partita da 90 minuti dopo tre mesi e mezzo, non dimentichiamolo. Lui è un grande professionista e conosce il suo corpo, ma è riuscito ad andare oltre i suoi limiti, ha accelerato il recupero. Un atleta normale ha bisogno di cinque partite intere per entrare in forma dopo uno stop così lungo, lui invece è già pronto".
E' vero che lei ha parlato con Neymar chiedendogli di essere meno individualista e di giocare di più per la squadra?
"Assolutamente no. E' una notizia falsa. Mai successo. Tutti i giocatori hanno la stessa responsabilità, essere a servizio del collettivo e individualisti al tempo stesso. E a Neymar non toglierò mai le sue caratteristiche, che sono quelle di essere un inventore di calcio negli ultimi trenta metri. E' una caratteristica sua e del calcio brasiliano, la fantasia. Sei negli ultimi trenta metri? Vai dentro, cavolo, e inventa qualcosa"
Cambierà formazione?
"No, giochiamo con gli stessi 11 della Svizzera. L'obiettivo è vincere la partita, e giocando bene. Questo ci interessa. Trasformare in gol le opportunità che creiamo, cosa che non ci è riuscita bene l'altra volta. Io sono qui anche per dare tranquillità, per trasmettere serenità. Ora entriamo nel vivo del torneo, anche l'allenatore, che è un essere umano, ha vissuto l'emozione dell'esordio e tutto, ma adesso è passata, guardiamo avanti".
Non pensa sia un rischio, in una gara così delicata, dare la fascia di capitano a Thiago Silva, uno di quelli che furono coinvolti nel disastro del Mineirazo, l'1-7 contro la Germania ai Mondiali 2014, e che per giunta non sempre è stato titolare nel suo Brasile?
"Se dovessimo prescindere da quelli che sono stati criticati nell'ultimo Mondiale, avremmo terra bruciata ovunque. Il calcio non è così, e la vita non è così. Quello è il passato, bisogna guardare avanti. Sono convinto di avere un gruppo di giocatori abbastanza maturi da poter affrontare questa rotazione di capitani. E quando Thiago non giocava non era perché avesse un livello di prestazioni basso, ma perché avevo tre centrali come lui, Marquinhos e Miranda, che giocavano moltissimo nei loro club, e li ruotavo"
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E' preoccupato per il Var? Contro la Svizzera non ne siete stati contenti, non ha annullato il gol del pareggio nonostante una spinta su Miranda.
"Quello che ho dovevo dire sul Var l'ho detto, sono stato chiaro. Ma ora dobbiamo pensare alla prossima partita, perché qualsiasi commento facessi oggi potrebbe sembrare strumentale, quasi che volessi chiedere dei vantaggi. Non vogliamo vantaggi, non ne abbiamo bisogno. Vogliamo tornare in campo per dimostrare di essere i migliori. E' quello che mi piace del calcio, potersi prendere le proprie responsabilità direttamente. Poi ognuno pensi alle sue, com'è logico".