KAZAN - C'è un timore che i francesi hanno, e riguarda il pelo sullo stomaco dei giocatori argentini, la loro esperienza, le loro malizie, le loro astuzie. A livello strettamente calcistico non c'è partita: l'unico a poter compensare le differenze tecniche, tante e ampie, tra la Francia e l'Argentina è Messi. Ma Didier Deschamps mette più volte in evidenza l'inesperienza dei suoi, che può diventare un fattore determinante. "È vero che finora non abbiamo fatto grandi cose, ma non si può dimenticare che 14 dei miei giocatori non hanno mai partecipato a una grande competizione e dieci li abbiamo già fatti debuttare. Questa, sia chiaro, non è una scusa, si può essere competitivi anche a vent'anni, ma nel giudicarci ci vuole un po' di indulgenza".
Sull'aspetto emotivo del match, l'Argentina può trarre dei vantaggi, perché è una squadra che sa arrivare alla provocazione e al gioco duro, nel caso, specialmente contro una formazione imberbe come quella francese. Contro islandesi e croati, che sotto certi punti di vista non sono da meno, il giochetto non ha funzionato, ma la Francia è di un'altra pasta. E i francesi si preoccupano, anche se Deschamps è bravo a rassicurarli: "Certi atteggiamenti fanno parte del gioco. Conosciamo il temperamento delle squadre sudamericane, con un grande sostegno popolare che le galvanizza: sono dei combattenti, ma non credo che possano accadere delle cose inaccettabili. Ci saranno dei duelli, dei colpi duri, ma nei limiti. È un tipo di calcio che abbiamo già affrontato. In quanto alle parole beh, pochi dei miei parlano spagnolo, quindi se li insulteranno non lo capiranno". Ma non è esattamente così: lo spagnolo lo sanno perfettamente, tra i titolari, perlomeno Umtiti, Varane, Hernandez, Pogba, Griezmann. E lo parla fluentemente anche Deschamps.
L'altro pericolo, il più scontato, si chiamo Messi. "Cercheremo di limitarlo a seconda della zona di campo in cui si muoverà", dice Deschamps, "anche se a lui basta poco per essere decisivo. Quello che posso dire che abbiamo dato tutte le informazioni ai nostri giocatori e che prenderemo delle precauzioni. Ma solo dopo vi potrò dire se avranno funzionato". La Francia vorrebbe potere rispondere con il suo piccolo messia, ma finora Griezmann ha deluso. "È vero, ha cominciato il Mondiale un po' lentamente, ma è in crescita. Per le nostre ambizioni, abbiamo bisogno di un Griezmann al massimo livello e stiamo facendo di tutto perché questo sia il caso".
Deschamps dovrebbe confermare la formazione che ha battuto il Perù, rinnegando quella, più spregiudicata, che aveva esordito con l'Australia: si tratta del 4-2-3-1 con Lloris in porta, Pavard-Umtiti-Varane-Hernandez in difesa (Sidibé e Mendy sono sempre out), Pogba e Kanté a centrocampo e il tridente Mbappé-Griezmann-Matuidi alle spalle di Giroud. Finora la Francia ha deluso, anche se ha vinto il girone in carrozza. Le critiche sono state molte, le perplessità ancora di più. "Ma adesso il contatore torna a zero". Il Mondiale comincia domani.
Sull'aspetto emotivo del match, l'Argentina può trarre dei vantaggi, perché è una squadra che sa arrivare alla provocazione e al gioco duro, nel caso, specialmente contro una formazione imberbe come quella francese. Contro islandesi e croati, che sotto certi punti di vista non sono da meno, il giochetto non ha funzionato, ma la Francia è di un'altra pasta. E i francesi si preoccupano, anche se Deschamps è bravo a rassicurarli: "Certi atteggiamenti fanno parte del gioco. Conosciamo il temperamento delle squadre sudamericane, con un grande sostegno popolare che le galvanizza: sono dei combattenti, ma non credo che possano accadere delle cose inaccettabili. Ci saranno dei duelli, dei colpi duri, ma nei limiti. È un tipo di calcio che abbiamo già affrontato. In quanto alle parole beh, pochi dei miei parlano spagnolo, quindi se li insulteranno non lo capiranno". Ma non è esattamente così: lo spagnolo lo sanno perfettamente, tra i titolari, perlomeno Umtiti, Varane, Hernandez, Pogba, Griezmann. E lo parla fluentemente anche Deschamps.
L'altro pericolo, il più scontato, si chiamo Messi. "Cercheremo di limitarlo a seconda della zona di campo in cui si muoverà", dice Deschamps, "anche se a lui basta poco per essere decisivo. Quello che posso dire che abbiamo dato tutte le informazioni ai nostri giocatori e che prenderemo delle precauzioni. Ma solo dopo vi potrò dire se avranno funzionato". La Francia vorrebbe potere rispondere con il suo piccolo messia, ma finora Griezmann ha deluso. "È vero, ha cominciato il Mondiale un po' lentamente, ma è in crescita. Per le nostre ambizioni, abbiamo bisogno di un Griezmann al massimo livello e stiamo facendo di tutto perché questo sia il caso".
Deschamps dovrebbe confermare la formazione che ha battuto il Perù, rinnegando quella, più spregiudicata, che aveva esordito con l'Australia: si tratta del 4-2-3-1 con Lloris in porta, Pavard-Umtiti-Varane-Hernandez in difesa (Sidibé e Mendy sono sempre out), Pogba e Kanté a centrocampo e il tridente Mbappé-Griezmann-Matuidi alle spalle di Giroud. Finora la Francia ha deluso, anche se ha vinto il girone in carrozza. Le critiche sono state molte, le perplessità ancora di più. "Ma adesso il contatore torna a zero". Il Mondiale comincia domani.