Hernandez festeggia il gol contro la Corea del Sud (afp)

La 'Tri' è lo spot migliore: i candidati alle presidenziali tirano il Messico per la maglietta

Lunedì, il giorno dopo il voto, la squadra di Osorio affronterà il Brasile agli ottavi. Negli appelli dei 4 politici in corsa alle elezioni riferimenti all'impresa contro la Germania e selfie con la divisa verde. Calcio e politica si intrecciano ancora

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SOCHI - C'è un convitato di pietra alle elezioni presidenziali messicane: è la Tri, la Nazionale impegnata al Mondiale, che lunedì prossimo, il giorno dopo il voto, affronterà a Samara il Brasile negli ottavi di finale del torneo. Tutti e quattro i candidati la stanno tirando per la maglietta: facendosi riprendere appunto dalle telecamere con la maglia verde addosso e postando sui social slogan a sfondo calcistico, con cui collegano la propria campagna a quella della squadra in Russia, hanno provato a cavalcare l'onda della passione popolare.

Finora la Tri, pur partecipando a ben 16 edizioni del Mondiale, non è mai riuscita ad andare oltre la quarta partita e anche stavolta, passata la fase a gironi con due vittorie (Germania e Corea del Sud) e una sconfitta (Svezia), il pronostico la penalizza, contro i favoritissimi brasiliani. Ma il tifo del popolo - in Russia i messicani sono i fans più numerosi - è a prova di pessimismo e i candidati alla presidenza della repubblica l'hanno perfettamente capito. Così José Antonio Meade, leader della coalizione appoggiata dal partito di governo e sfavorito nei sondaggi, ha ricordato che era sfavorita anche la Tri, con la Germania, e invece ha vinto: "Come nel calcio, non esiste pronostico o scommessa che valga più del risultato finale della partita. Quello che conta è il voto. Per questo dico che abbiamo tempo e vinceremo".

Quanto al favorito di sinistra, André Manuel Lopez Obrador, nemmeno lui è sfuggito alla retorica: "È una dimostrazione di come è fatto il popolo messicano. Così come ha vinto la Selecciòn, continuerà a vincere il Messico". Il terzo incomodo Ricardo Anaya è stato lapidario: "Per i messicani niente è impossibile". Chiude Jaime Rodriguez, El Bronco, che si sente la classica sorpresa e come tale si dipinge appunto, sull'onda della Tri: "Si è dimostrato che ciò che dicono le previsioni non sta scritto sulla pietra. È arrivato il momento di dare il potere alla gente". 

I giocatori, nelle scorse settimane, non si erano tirati indietro, di fronte alle prese di posizione contro il muro di Trump, e così pure i tifosi presenti in Russia, spesso immortalati con caricature del presidente degli Usa. Né la squadra né i tifosi potranno votare: sarebbero tornati in tempo per le urne soltanto in caso di eliminazione al primo turno. Molto meglio così, pensano i quattro candidati, dopo avere tirato la Tri per la maglietta.