La 'Tri' è lo spot migliore: i candidati alle presidenziali tirano il Messico per la maglietta
dal nostro inviato ENRICO CURRO'Lunedì, il giorno dopo il voto, la squadra di Osorio affronterà il Brasile agli ottavi. Negli appelli dei 4 politici in corsa alle elezioni riferimenti all'impresa contro la Germania e selfie con la divisa verde. Calcio e politica si intrecciano ancora
SOCHI - C'è un convitato di pietra alle elezioni presidenziali messicane: è la Tri, la Nazionale impegnata al Mondiale, che lunedì prossimo, il giorno dopo il voto, affronterà a Samara il Brasile negli ottavi di finale del torneo. Tutti e quattro i candidati la stanno tirando per la maglietta: facendosi riprendere appunto dalle telecamere con la maglia verde addosso e postando sui social slogan a sfondo calcistico, con cui collegano la propria campagna a quella della squadra in Russia, hanno provato a cavalcare l'onda della passione popolare.
Finora la Tri, pur partecipando a ben 16 edizioni del Mondiale, non è mai riuscita ad andare oltre la quarta partita e anche stavolta, passata la fase a gironi con due vittorie (Germania e Corea del Sud) e una sconfitta (Svezia), il pronostico la penalizza, contro i favoritissimi brasiliani. Ma il tifo del popolo - in Russia i messicani sono i fans più numerosi - è a prova di pessimismo e …
Finora la Tri, pur partecipando a ben 16 edizioni del Mondiale, non è mai riuscita ad andare oltre la quarta partita e anche stavolta, passata la fase a gironi con due vittorie (Germania e Corea del Sud) e una sconfitta (Svezia), il pronostico la penalizza, contro i favoritissimi brasiliani. Ma il tifo del popolo - in Russia i messicani sono i fans più numerosi - è a prova di pessimismo e …
SOCHI - C'è un convitato di pietra alle elezioni presidenziali messicane: è la Tri, la Nazionale impegnata al Mondiale, che lunedì prossimo, il giorno dopo il voto, affronterà a Samara il Brasile negli ottavi di finale del torneo. Tutti e quattro i candidati la stanno tirando per la maglietta: facendosi riprendere appunto dalle telecamere con la maglia verde addosso e postando sui social slogan a sfondo calcistico, con cui collegano la propria campagna a quella della squadra in Russia, hanno provato a cavalcare l'onda della passione popolare.
Finora la Tri, pur partecipando a ben 16 edizioni del Mondiale, non è mai riuscita ad andare oltre la quarta partita e anche stavolta, passata la fase a gironi con due vittorie (Germania e Corea del Sud) e una sconfitta (Svezia), il pronostico la penalizza, contro i favoritissimi brasiliani. Ma il tifo del popolo - in Russia i messicani sono i fans più numerosi - è a prova di pessimismo e i candidati alla presidenza della repubblica l'hanno perfettamente capito. Così José Antonio Meade, leader della coalizione appoggiata dal partito di governo e sfavorito nei sondaggi, ha ricordato che era sfavorita anche la Tri, con la Germania, e invece ha vinto: "Come nel calcio, non esiste pronostico o scommessa che valga più del risultato finale della partita. Quello che conta è il voto. Per questo dico che abbiamo tempo e vinceremo".
Quanto al favorito di sinistra, André Manuel Lopez Obrador, nemmeno lui è sfuggito alla retorica: "È una dimostrazione di come è fatto il popolo messicano. Così come ha vinto la Selecciòn, continuerà a vincere il Messico". Il terzo incomodo Ricardo Anaya è stato lapidario: "Per i messicani niente è impossibile". Chiude Jaime Rodriguez, El Bronco, che si sente la classica sorpresa e come tale si dipinge appunto, sull'onda della Tri: "Si è dimostrato che ciò che dicono le previsioni non sta scritto sulla pietra. È arrivato il momento di dare il potere alla gente".
I giocatori, nelle scorse settimane, non si erano tirati indietro, di fronte alle prese di posizione contro il muro di Trump, e così pure i tifosi presenti in Russia, spesso immortalati con caricature del presidente degli Usa. Né la squadra né i tifosi potranno votare: sarebbero tornati in tempo per le urne soltanto in caso di eliminazione al primo turno. Molto meglio così, pensano i quattro candidati, dopo avere tirato la Tri per la maglietta.
Finora la Tri, pur partecipando a ben 16 edizioni del Mondiale, non è mai riuscita ad andare oltre la quarta partita e anche stavolta, passata la fase a gironi con due vittorie (Germania e Corea del Sud) e una sconfitta (Svezia), il pronostico la penalizza, contro i favoritissimi brasiliani. Ma il tifo del popolo - in Russia i messicani sono i fans più numerosi - è a prova di pessimismo e i candidati alla presidenza della repubblica l'hanno perfettamente capito. Così José Antonio Meade, leader della coalizione appoggiata dal partito di governo e sfavorito nei sondaggi, ha ricordato che era sfavorita anche la Tri, con la Germania, e invece ha vinto: "Come nel calcio, non esiste pronostico o scommessa che valga più del risultato finale della partita. Quello che conta è il voto. Per questo dico che abbiamo tempo e vinceremo".
Quanto al favorito di sinistra, André Manuel Lopez Obrador, nemmeno lui è sfuggito alla retorica: "È una dimostrazione di come è fatto il popolo messicano. Così come ha vinto la Selecciòn, continuerà a vincere il Messico". Il terzo incomodo Ricardo Anaya è stato lapidario: "Per i messicani niente è impossibile". Chiude Jaime Rodriguez, El Bronco, che si sente la classica sorpresa e come tale si dipinge appunto, sull'onda della Tri: "Si è dimostrato che ciò che dicono le previsioni non sta scritto sulla pietra. È arrivato il momento di dare il potere alla gente".
I giocatori, nelle scorse settimane, non si erano tirati indietro, di fronte alle prese di posizione contro il muro di Trump, e così pure i tifosi presenti in Russia, spesso immortalati con caricature del presidente degli Usa. Né la squadra né i tifosi potranno votare: sarebbero tornati in tempo per le urne soltanto in caso di eliminazione al primo turno. Molto meglio così, pensano i quattro candidati, dopo avere tirato la Tri per la maglietta.