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Neymar e Paulinho festeggiano la vittoria con il Messico (afp)

Neymar, sorrisi e proclami: ''E' la Coppa del Brasile''

O Ney si è preso la squadra sulle spalle contro il Messico e lancia messaggi alle avversarie. Tite pensa al quarto con il Belgio: ''Servirà di più. Argentina, Spagna e Germania, con le loro eliminazioni, hanno dimostrato che bisogna tenere altissima l'attenzione"
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SAMARA - Nella sfilata dei volti allegri della Seleçao, dopo la vittoria molto convincente sul Messico, il più allegro era Neymar, anche se il ct avversario Osorio gli aveva appena dato del pagliaccio e i giocatori del Messico, a larga maggioranza, lo avevano accusato di essere il massimo simulatore del Mondiale. Lui, che nel ruolo di protagonista sguazza nel bene e nel male, ha replicato con la forza di chi sa di potere continuare il torneo, mentre gli altri vanno a casa, e si è sbilanciato come finora non aveva mai fatto: "I messicani hanno parlato troppo, il calcio si fa coi fatti. Io sono venuto qui in Russia per vincere il Mondiale. Non voglio che questa sia la Coppa di Neymar, voglio che sia la Coppa del Brasile". Le due cose, ovviamente, non sono affatto in contrasto. Il Neymar che ha trascinato la squadra nei quarti di finale è il classico campione che può fare vincere il titolo ai compagni: non a caso tutta la Seleçao lo ha …
SAMARA - Nella sfilata dei volti allegri della Seleçao, dopo la vittoria molto convincente sul Messico, il più allegro era Neymar, anche se il ct avversario Osorio gli aveva appena dato del pagliaccio e i giocatori del Messico, a larga maggioranza, lo avevano accusato di essere il massimo simulatore del Mondiale. Lui, che nel ruolo di protagonista sguazza nel bene e nel male, ha replicato con la forza di chi sa di potere continuare il torneo, mentre gli altri vanno a casa, e si è sbilanciato come finora non aveva mai fatto: "I messicani hanno parlato troppo, il calcio si fa coi fatti. Io sono venuto qui in Russia per vincere il Mondiale. Non voglio che questa sia la Coppa di Neymar, voglio che sia la Coppa del Brasile". Le due cose, ovviamente, non sono affatto in contrasto. Il Neymar che ha trascinato la squadra nei quarti di finale è il classico campione che può fare vincere il titolo ai compagni: non a caso tutta la Seleçao lo ha esaltato.

PASSIONE E MERCATO - Un altro classico del Brasile è la capacità di reggere con disinvoltura qualunque pressione, a cominciare dal mercato, perennemente in corso quando si tratta dei calciatori più tecnici del mondo e più abituati ai cambi di maglia. Il Real Madrid ha appena smentito la maxiofferta da oltre 300 milioni per Neymar, ma la storia dimostra che il tormentone potrebbe essere appena iniziato. La cosa certa è che i giocatori non sono affatto condizionati dalle notizie sulla campagna acquisti. Lo racconta bene il sorriso ammiccante di Willian, ormai accostato con insistenza più che sospetta al Barcellona: "Non ne so niente, non ho sentito niente. So solo che abbiamo grande passione per questo sport e che non sono felice soltanto per come ho giocato io, ma per la prestazione della squadra, che ha combattuto, ha lottato e ha giocato bene".

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Non è parso turbato nemmeno Paulinho, al centro delle voci che lo vogliono via dal Barcellona, così come ha mostrato la solita sicurezza Alisson, che sta pensando anche al futuro alla Roma o altrove. La concentrazione giusta l'hanno confermata anche quelli entrati dalla panchina, Fernandinho e soprattutto Firmino, che ha fatto gol e che vuole prendere il posto di Gabriel Jesus, col quale sembrerebbe in ballottaggio: col suo ingresso da centravanti nel finale, il giovane centravanti è passato a fare l'esterno: "Abbiamo fatto vedere un calcio incredibile, di grinta e di lotta. Come preferisco giocare? Giocando, per il bene della Seleçao". L'autocandidatura sì, ma prima viene il bene del gruppo, chiosa Coutinho, che sta ricoprendo un ruolo anche di copertura, diverso da quello naturale: "Nel primo tempo non stavamo facendo tutto quello che ci chiedeva Tite. Con qualche aggiustamento, la squadra poi è migliorata. E' stata una vittoria di gruppo, l'abbiamo costruita".

TITE E IL BELGIO - Ma non c'è tempo per rilassarsi, incombe il quarto di finale col Belgio a Kazan. Il ct avverte che il miglioramento, tattico e tecnico, dovrà continuare: "Quello che abbiamo fatto contro il Messico è stato sufficiente per vincere un ottavo di finale. Ora serve di più". Servirà innanzitutto la concentrazione di Neymar: "Quando è concentrato, quando convoglia tutte le sue energie sul campo, diventa imprendibile per gli avversari. E' talmente veloce che non lo vedono. Noi non dobbiamo rilassarci e pensare di avere già vinto. Il difficile arriva adesso. Argentina, Spagna e Germania, con le loro eliminazioni, hanno dimostrato che bisogna tenere altissima l'attenzione. La cosa principale da mantenere è l'equilibrio tattico. Prendiamo pochissimi tiri in porta dagli avversari e ne facciamo più di tutti, qui al Mondiale. Significa che abbiamo raggiunto un grande equilibrio in campo: talento e spirito di sacrificio sono gli ingredienti giusti".