Svezia-Svizzera 1-0, Forsberg porta gli scandinavi ai quarti
dal nostro inviato ANDREA SORRENTINO
La squadra di Andersson vince con merito, decide nella ripresa un destro dell'esterno deviato da Akhanji
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SAN PIETROBURGO - Ce la fanno ancora, e adesso sono tra le prime otto del mondo. La Svezia è ai quarti, batte anche la Svizzera, l'incredibile cavalcata iniziata nel playoff di novembre 2017 contro l'Italia prosegue, ma ormai non ci sono più sorprese. Gli scandinavi sono una delle nazioni più presenti al Mondiale nella storia tra quelle che non l'hanno mai vinto (50 partite, solo il Messico ne ha di più: 57) e ora sognano di replicare l'impresa dei loro zii del 1994, che arrivarono in semifinale, poi battuti dal Brasile. A San Pietroburgo decide un gol di Emil Forsberg al 21' della ripresa, dopo scambio al limite dell'area con Toivonen, Xhaka perde la marcatura su Forsberg, il cui destro rasoterra non sarebbe affatto temibile, perché è indirizzato tra le braccia di Sommer. Ma una deviazione fortuita di Akhanji spinge la palla nell'angolo alto, dove la palla da sola non sarebbe finita mai e poi mai, e addio Svizzera, perché tra i meriti indiscutibili di questa Svezia c'è anche quello di essere spesso assistita dal soffio di Odino, o della buona sorte.
E' stata la solita Svezia, ordinatissima ai limiti della legnosità, però è una rigidità solo apparente, in realtà sono abilissimi a chiudersi a riccio grazie a un'organizzazione perfetta, e a ripartire. E in definitiva le occasioni migliori della partita le hanno avute gli scandinavi, anche nel primo tempo: un salvataggio di Akhanji su Berg al 16', una grande parata di Sommer su Berg al 28', un paio di conclusioni alle stelle, ma da buona posizione, di Ekdal. A nulla vale il superiore possesso palla degli uomini di Petkovic, perché è un possesso sterile, anche del 64% nel finale di gara, ma poi non c'è stato nulla dagli uomini di maggiore qualità teorica come Shakiri, o come Dzemaili, che al 38' pt ha avuto l'opportunità più nitida, dopo scambio con Zuber, ma ha calciato altissimo dai 16 metri, e invece poteva fare molto di più.
La delusione di Embolo (ansa)
Nella ripresa la Svezia ha controllato a dovere ogni zona del campo, e dopo il gol dell'1-0 ha subito solo in apparenza la reazione svizzera, che si è concretizzata solo in una deviazione accidentale in area di Lustig, pressato da Embolo, ma Forsberg, ben piazzato sul palo, ha respinto sulla linea, a Olsen battuto. Il portiere svedese ha poi neutralizzato l'unico vero tiro in porta degli elvetici, al 91', un colpo di testa di Seferovic bloccato a terra con sicurezza. Nel recupero, contropiede svedese con la Svizzera completamente sbilanciata, Olsson viene falciato all'ingresso dell'area da Lang: per l'arbitro Skomina è rigore ed espulsione di Lang, poi il Var Orsato fa correggere la decisione, perché il fallo è avvenuto un passo prima dell'ingresso in area. Espulsione confermata ma solo punizione dal limite, poi sul tiro di Toivonen e sulla respinta di Sommer la partita si chiude.
Svezia-Svizzera 1-0 (0-0) Svezia: Olsen, Augustinsson, Granqvist, Lustig (37' st Krafth), Lindelöf, Forsberg (37' st Olsson), Svensson, Ekdal, Claesson, Berg (45' st Thelin), Toivonen (11 Guidetti, 12 Johnsson, 14 Helander, 15 Hiljemark, 18 Jansson, 19 Rohdén, 21 Durmaz, 23 Nordfeldt, Larsson) All.: Olof Andersson. Svizzera: Sommer, Akanji, Lang, Djourou, Rodríguez, Zuber (28' st Embolo), Behrami, Dzemaili (28' st Seferovic), Xhaka, Shaqiri, Drmic (4 Elvedi, 3 Moubandje, 8 Freuler, 16 Fernandes, 17 Zakaria, 18 Gavranovic, 21 Bürki, 12 Mvogo). All.:Petkovic Arbitro: Skomina (Slo) Reti: 21' st Forsberg Angoli: 11-3 per la Svizzera Recupero: 1' e 4'. Var: 1. Ammoniti: Lustig, Behrami e Xhaka per gioco falloso Espulsi: Lang per fallo da ultimo uomo