(ap)

Svezia-Inghilterra 0-2: Leoni in semifinale dopo 28 anni

La nazionale di Greth Southgate ha battuto gli svedesi con un gol di Maguire e uno di Dele Alli: adesso sfiderà la vincente tra Russia e Croazia

3 minuti di lettura
SAMARA - L'Inghilterra in semifinale al Mondiale è una notizia: questa è solo la terza volta, dopo il 1966 e il 1990. Non lo è, però, il modo in cui l'ha raggiunta. La vittoria sulla Svezia è stata netta e ha interrotto senza discussioni la favola dei granitici orfani allegri di Ibra, capaci di scoraggiare qualunque avversaria con la loro difesa imperforabile. Gli inglesi ne hanno dimostrato la penetrabilità, segnando addirittura due gol di testa, col difensore Maguire e con l'incursore Alli. Il cannoniere Kane è occasionalmente rimasto a digiuno e la difesa davvero impermeabile si è rivelata quella di Southgate, anche grazie a due straordinarie parate di Pickford. La finale di Mosca appare alla portata di una squadra così bene bilanciata tatticamente.

PROVE TECNICHE - La pazienza si è confermata presto la migliore virtù dell'Inghilterra, che non ha avuto fretta di scardinare il catenaccio svedese. In sostanza ha fatto le prove per mezz'ora, per cercare di capire quale fosse il modo più opportuno per aggirare una difesa particolarmente chiusa e apparentemente insuperabile nel gioco aereo. Il possesso palla inglese ha a lungo partorito cross piuttosto addomesticabili per il gigante Granqvist e i suoi fratelli. Anzi, un ardito tentativo da fuori di Claesson, le cui conversioni erano la sola variante al monocorde lancio per le torri Berg e Toivonen, ha dato la sensazione che la sorpresa potesse arrivare dalla squadra di Andersson. Kane, stretto in una morsa di anticipi sistematici, pareva inoffensivo.

LO SCHEMA MAGUIRE - Invece una bella percussione di Sterling, che ha lasciato il tiro improvviso (a lato) al centravanti, bravo a staccarsi di colpo ai marcatori, ha fatto intendere che le risorse per spezzare l'equilibrio stavano tutte dall'altra parte. Così, quando Lingard ha cominciato a portare a spasso il pallone per recapitarlo a Young macchina da cross sempre più precisi, la Svezia ha cominciato a vacillare, anche se la posizione di Alli, insaccato sulla trequarti e in difficoltà sul pressing, sottraeva consistenza agli attacchi. E' stato tutt'altro che paradossale che il gol sia arrivato su corner al 30'. Si trattava evidentemente di uno schema sperimentato: quello che prevedeva l'irruzione da dietro di un difensore (Maguire) sulla perfetta parabola di Young, a bruciare Forsberg, il meno allenato della compagnia di Andersson a questo tipo di situazione.

PICKFORD PARATUTTO - A quel punto la stasi tattica è finita e Southgate si è avvalso delle mutate condizioni per innescare i suoi contropiedisti. Su lancio magnifico di Henderson Sterling è scattato con eccellente tempismo e altrettanto azzeccato è stato l'aggancio volante: meno indovinato, però, il tentativo di dribbling sul portiere Olsen, che in uscita bassa gli ha spostato il pallone, e ancora più censurabile il successivo dribbling a rientrare su Granqvist, mentre Kane era pronto ad avventarsi sull'assist mancato. Ma lo sgretolamento della muraglia svedese si è concretizzato nella ripresa e anche in questo caso il paradosso solo apparente ha voluto che il merito sia stato principalmente dei guantoni di Pickford.

IL RISVEGLIO DI ALLI - L'eroe dei rigori negli ottavi di finale con la Colombia in questo Mondiale è ormai chiaramente un punto di forza della squadra. Lo ha dimostrato col notevole riflesso esibito, subito dopo l'intervallo, sul colpo di testa di Berg, che era stato invitato al pari da un cross telecomandato di Augustinsson. La sua prodezza ha rassicurato i compagni, inducendoli a forzare ancora il pressing, per chiudere la partita. La mossa è riuscita, anche se il 2-0 va ascritto a una concomitanza: il cross a rientrare da destra di Lingard, dopo scambio con Trippier, ha scavalcato una difesa improvvisamente distratta, in particolare Krafth (sostituto dello squalificato Lustig), e Del Alli, fino a quel momento non certo il più efficace, si è fatto trovare al posto giusto per la schiacciata di testa nella porta di Olsen. Il resto lo ha fatto ancora Pickford, con un altro balzo prodigioso, stavolta sul piatto destro di Claesson, che era stato servito all'indietro da un tocco felice di Berg. Il quale, dopo il doppio ingresso di Guidetti e Olsson per Toivonen e Forsberg (la resa di Andersson all'evidenza del fallimento del piano di partenza), ha cercato di riaprire in proprio la partita: la sua girata è stata alzata in corner dal solito Pickford, non a caso eletto migliore in campo. Da lì alla fine l'Inghilterra ha controllato il risultato, traghettandolo in porto. All you need is love, ha chiosato l'altoparlante dello stadio: la canzone dei Beatles è del 1967, un anno dopo il solo Mondiale vinto da una Nazionale che da troppo tempo vive nella nostalgia di se stessa.

SVEZIA-INGHILTERRA 0-2
SVEZIA (4-4-2): Olsen 6 – Krafth 5 (40’ st P.Jansson sv), Lindelöf 5,5, Granqvist 6, Augustinsson 6 – Claesson 6,5, Larsson 6, Ekdal 5,5, Forsberg 5 (20’ st Olsson 5,5) – Toivonen 5 (20’ st Guidetti 6), Berg 6,5.
INGHILTERRA (3-1-4-2): Pickford 7,5 – Walker 6,5, Stones 6, Maguire 7 – Henderson 7 (40’ st Dier sv) – Trippier 6,5, Lingard 6,5, Alli 6,5 (30’ st Delph sv) Young  7 – Kane 6,5, Sterling 6 (46’ st Rashford sv).
MARCATORI: 30’ pt Maguire, 15’ st Alli
ARBITRO: Kuipers (Olanda) 6.
NOTE: Ammoniti Maguire, Guidetti, Larsson. Spettatori 39.991.