Kevin de Bruyne (ap)

Belgio, De Bruyne: "Con la Francia tutto o niente, ma possiamo superare i nostri limiti"

La stella dei Diavoli Rossi parla della sfida ai francesi e di Mbappé: "E’ già una stella e lo sarà per i prossimi 15 anni: migliorerà ancora, se possibile. Ma non decide mai un giocatore solo".

2 minuti di lettura
SAN PIETROBURGO - De Bruyne, stella del Belgio insieme a Eden Hazard, è stato consacrato dalla partita col Brasile ed è pronto a ripetersi con la Francia: "Sono molto eccitato, è una semifinale del Mondiale: per il momento siamo distesi, poi arriverà la tensione". Prima di partire per la Russia, aveva dichiarato di volere tornare da campione del mondo: "L’ho detto con un po’ di presunzione, ma siamo certamente una buona squadra. Ci vuole ambizione, quando giochi in un torneo come questo: siano qui per arrivare il più lontano possibile". La generazione d’oro belga, a questo punto, ha tutto da perdere e niente da guadagnare: "Ma qui è sempre così: o tutto o niente. Un Mondiale capita due o tre volte al massimo nella carriera. Se perdi, non hai prova d’appello. Dobbiamo dare il massimo".

MODELLO GUARDIOLA - Martinez ha cambiato la squadra col Brasile: "La squadra, o meglio questi calciatori, gioca da sette-otto anni insieme. Lui ci ha compattato, ci ha dato la convinzione di potercela giocare contro i migliori. Abbiamo grande fiducia in noi stessi, per superare i nostri limiti". La similitudine tattica col City di Guardiola, il suo allenatore di club, non viene rifiutata da De Bruyne: <<Guardiola mi ha aiutato, ma qui c’è uno stile di gioco un po’ diverso. Ci vuole un po’ tempo, per assimilare gli schemi di Guardiola. Poi, però, ti facilitano. In Nazionale lo stile è un po’ diverso, ma siamo una squadra d’attacco e ci piace il gioco rasoterra, siamo anche potenti. Sì, ci sono cose che somigliano al City>>. Nelle ultime ore non si è allenato come il resto della squadra, destando preoccupazione nei tifosi: <<No, mi sono fermato due giorni dopo la partita semplicemente perché è meglio così per i miei muscoli>>.

FERMARE MBAPPE’ - "E’ già una stella e lo sarà per i prossimi 15 anni: migliorerà ancora, se possibile. E’ diventato una star in Francia in poco tempo. Ora gioca da quasi un anno mezzo in un grande club e ha giocato tanto con la Francia. Non è più una sorpresa. Ma non decide mai un giocatore solo". Thierry Henry, la gloria del calcio francese che lavora nello staff della Nazionale, potrebbe cantare la Marsigliese: "Non so se la canterà, comunque il suo lavoro è prezioso e non per quello che ci può dire sui giocatori della Francia, li conosciamo benissimo. Forse per lui è un po’ difficile, ma lavora per il Belgio e vuole che vinciamo. E’ il calcio". De Bruyne spera in una marcatura sretta personalizzata: "Magari, così si liberano gli altri miei compagni. Il calcio ha bisogno delle individualità, ma io spero che stavolta i grandi giocatori decisivi, più di uno, siano dalla parte giusta".

QUALE RUOLO - E’ uno dei rebus della partita: dove giocherà lui, che col Brasile ha fatto un po’ il falso nueve, per mettere in difficoltà gli avversari privi dello squalificato Casemiro: "Il mio ruolo cambia in continuazione, ma di fatto è essenzialmente giocare per la squadra: creare occasioni e fare passaggi utili. L’ultima partita l’ho giocata un po’ più avanti, ma era particolare: la mia verticalità poteva servire per quel tipo di situazione. Può darsi che stavolta sarà diverso, non lo sappiamo". La grande generazione di un piccolo paese è vicina a un risultato storico: "E’ successo anche per la chance che abbiamo avuto di giocare in altri paesi. Da noi c’è talento, ma fino 15 anni fa non giocavamo all’estero. Ci vuole anche un po’ di fortuna". E tattica, in questo caso: l’altro dubbio è se il Belgio si chiuderà di più, rispetto alla vittoria dei quarti col Brasile: "Personalmente non penso troppo a che cosa è successo, forse saremo un po’ più chiuso, ma se il nostro gioco si accelera diventa più imprevedibile. La cosa certa è che sia noi sia la Francia faremo di tutto per vincere".