ROMA - Finisce a Buenos Aires un'edizione di Olimpiade giovanile che ha regalato alla squadra azzurra gioie e medaglie. Quinti nel medagliere con 31 podi di cui 10 sul gradino più alto. La squadra azzurra ha dominato nella ginnastica, nel nuoto, nel canottaggio e nella scherma, sport dove abbiamo una lunga tradizione, ma anche nel badminton e nel sollevamento pesi, segnali importanti di crescita di tutto il sistema sportivo italiano.
L'appuntamento per Di Veroli, Villa e Ceccon e tutti gli altri medagliati, ora è a Tokyo 2020. Il segretario generale del Coni, Carlo Mornati, è soddisfatto del bilancio positivo della spedizione ma frena quando si parla di Italia come futura grande "potenza" dello sport mondiale.
"Noi speriamo che questi giovani talenti proseguano nel loro percorso di crescita, ma non ci illudiamo di essere quinti anche nel medagliere di Tokyo"
- A Buenos Aires si è vista una grande squadra, con talenti di grande prospettiva e siamo andati a medaglia in quasi tutti gli sport. Perchè non sognare?
"Il Coni non vuole e non può vivere di sogni. Noi vogliamo lavorare per portare lo sport italiano sempre ai massimi livelli e sappiamo quanto sia difficile il passaggio dalle competizioni giovanili a quelle assolute. Pochi anni che cambiano tutto."
- Quindi siamo bravi sino a 18 anni poi ci perdiamo...
"Il nostro settore giovanile giovanile, come avete visto a Buenos Aires, è competivo con tutte le altre nazioni perchè possiamo giocare ad armi pari con tutti, poi però paghiamo le nostre carenze strutturali.
-E cosa ci manca?
"La scuola, l'università: e lì che nel mondo i giovani talenti diventano campioni. Noi siamo anni indietro. I ragazzi che avete visto a Buenos Aires ora dovranno decidere della loro vita: studiare e crearsi una prospettiva di lavoro importante o puntare sullo sport? E mentre all'estero migliaia di ragazzi hanno la possibilità di studiare e diventare campioni senza dover scegliere, da noi dobbiamo puntare su quei pochi che hanno la forza di continuare nei gruppi sportivi e sperare nell'aiuto delle forze armate.
-Eppure anche nelle ultime Olimpiadi di Rio le cose non sono andate tanto male.
"No, perchè noi siamo pochi ma abbiamo grandi talenti e su quelli lavoriamo. In Francia, in Germania negli USa e in Inghilterra ogni anno possono selezionare centinaia di potenziali campioni in tutti gli sport nei college o nelle università. E noi dobbiamo arrivare a quel sistema."
-Godiamoci le vittorie di Di Veroli, Ceccon e Villa: sembrano potenziali campioni.
"Sì, lo sono anche perchè hanno gia vinto europei e mondiali nelle loro categorie e presto li vedremo gareggiare con i grandi. Ma io voglio evidenziare le medaglie del badminton, del sollevamento pesi e anche dell'atletica, sport dove non abbiamo mai vinto e nel caso dell' atletica vinto poco negli ultimni anni. Vuol dire che queste federazioni stanno lavorando bene e cominciano a vedersi i frutti..."
L'appuntamento per Di Veroli, Villa e Ceccon e tutti gli altri medagliati, ora è a Tokyo 2020. Il segretario generale del Coni, Carlo Mornati, è soddisfatto del bilancio positivo della spedizione ma frena quando si parla di Italia come futura grande "potenza" dello sport mondiale.
"Noi speriamo che questi giovani talenti proseguano nel loro percorso di crescita, ma non ci illudiamo di essere quinti anche nel medagliere di Tokyo"
- A Buenos Aires si è vista una grande squadra, con talenti di grande prospettiva e siamo andati a medaglia in quasi tutti gli sport. Perchè non sognare?
"Il Coni non vuole e non può vivere di sogni. Noi vogliamo lavorare per portare lo sport italiano sempre ai massimi livelli e sappiamo quanto sia difficile il passaggio dalle competizioni giovanili a quelle assolute. Pochi anni che cambiano tutto."
- Quindi siamo bravi sino a 18 anni poi ci perdiamo...
"Il nostro settore giovanile giovanile, come avete visto a Buenos Aires, è competivo con tutte le altre nazioni perchè possiamo giocare ad armi pari con tutti, poi però paghiamo le nostre carenze strutturali.
-E cosa ci manca?
"La scuola, l'università: e lì che nel mondo i giovani talenti diventano campioni. Noi siamo anni indietro. I ragazzi che avete visto a Buenos Aires ora dovranno decidere della loro vita: studiare e crearsi una prospettiva di lavoro importante o puntare sullo sport? E mentre all'estero migliaia di ragazzi hanno la possibilità di studiare e diventare campioni senza dover scegliere, da noi dobbiamo puntare su quei pochi che hanno la forza di continuare nei gruppi sportivi e sperare nell'aiuto delle forze armate.
-Eppure anche nelle ultime Olimpiadi di Rio le cose non sono andate tanto male.
"No, perchè noi siamo pochi ma abbiamo grandi talenti e su quelli lavoriamo. In Francia, in Germania negli USa e in Inghilterra ogni anno possono selezionare centinaia di potenziali campioni in tutti gli sport nei college o nelle università. E noi dobbiamo arrivare a quel sistema."
-Godiamoci le vittorie di Di Veroli, Ceccon e Villa: sembrano potenziali campioni.
"Sì, lo sono anche perchè hanno gia vinto europei e mondiali nelle loro categorie e presto li vedremo gareggiare con i grandi. Ma io voglio evidenziare le medaglie del badminton, del sollevamento pesi e anche dell'atletica, sport dove non abbiamo mai vinto e nel caso dell' atletica vinto poco negli ultimni anni. Vuol dire che queste federazioni stanno lavorando bene e cominciano a vedersi i frutti..."