Tatuaggi, medaglie e la forza di Oksana: lo sport per superare l’incubo Chernobyl
di Mattia ChiusanoA Oksana Masters piace aggiungere sempre nuovi tatuaggi. "Quando me ne faccio uno nuovo, è come se dicessi: “Voglio che la mia storia sia raccontata con questo colore, e questa dimensione, in questo luogo”". Tatuaggi con l’inchiostro, che si aggiungono a quelli naturali che ha addosso da sempre: le cicatrici. Esterne, ma anche immateriali, le più profonde, che non si vedono ma popolano i suoi incubi e riportano in un tempo e in una città lontana: Chernobyl. Oksana Alexandrovna Bondarchuk nacque con questo nome tre anni dopo la tragedia del 1986, ma è come se fosse venuta al mondo molto prima con la centrale nucleare nel sangue e nelle trasformazioni del suo corpo. Cicatrici che continuano ad accompagnarla anche ora che è diventata una star americana, medagliata ai Giochi invernali ed estivi, icona che ispira migliaia di persone, volto bellissimo del mondo paralimpico che l’ha fatta sfilare insieme a Bebe Vio nell’ultima parte della cerimonia di Parigi. Col sorriso, Oksana risponde all…
A Oksana Masters piace aggiungere sempre nuovi tatuaggi. "Quando me ne faccio uno nuovo, è come se dicessi: “Voglio che la mia storia sia raccontata con questo colore, e questa dimensione, in questo luogo”". Tatuaggi con l’inchiostro, che si aggiungono a quelli naturali che ha addosso da sempre: le cicatrici. Esterne, ma anche immateriali, le più profonde, che non si vedono ma popolano i suoi incubi e riportano in un tempo e in una città lontana: Chernobyl. Oksana Alexandrovna Bondarchuk nacque con questo nome tre anni dopo la tragedia del 1986, ma è come se fosse venuta al mondo molto prima con la centrale nucleare nel sangue e nelle trasformazioni del suo corpo. Cicatrici che continuano ad accompagnarla anche ora che è diventata una star americana, medagliata ai Giochi invernali ed estivi, icona che ispira migliaia di persone, volto bellissimo del mondo paralimpico che l’ha fatta sfilare insieme a Bebe Vio nell’ultima parte della cerimonia di Parigi. Col sorriso, Oksana risponde all’orrore.
"Sapevo che una madre mi avrebbe voluto bene”
Appuntamento giovedì a Clichy-sous-Bois, per la prova femminile di ciclismo su strada. Tra le atlete al via c’è una campionessa a tutto campo, canottiera, fondista, biatleta e paraciclista. È la più decorata alle Paralimpiadi invernali, con 14 medaglie tra Sochi 2014 e Pechino 2022. Rappresenta gli Stati Uniti, perché lì è stata fortemente voluta dalla logopedista Gay Masters, che non era sposata, non aveva figli e corrispondeva perfettamente a quello che Oksana sognava quando nessuno la voleva e i genitori l’avevano abbandonata in un orfanotrofio: "Sapevo dentro di me che avrei trovato una mamma che mi avrebbe voluto bene".
Oksana Masters: "Che fortuna avere sei dita”
Quando la signora Masters la vide per la prima volta, la sua futura figlia non aveva pollici, le mani erano palmate, i piedi avevano sei dita ("La cosa più figa sulla terra, sono fortunata: ho un dito extra" dirà la bambina). Poi le gambe: quella sinistra più corta di 15 centimetri, le tibie portanti nei polpacci totalmente assenti. Quando troverà qualcuno interessato ai suoi racconti, Oksana ricorderà: "Dalle mie parti, a Khmelnytskyi, c’erano perdite di radiazioni. Un poliziotto andava in giro e diceva “Chiudetevi a chiave”, sbarravi finestre e porte e non uscivi per un giorno o due aspettando che le radiazioni si spegnessero".
L’odio per la notte e il letto
L’arrivo della futura campionessa nel 1997 negli Stati Uniti, dove la madre lavorava come docente all’Università di Buffalo, ha portato a una soluzione drastica in mancanza di una terapia risolutiva: le gambe sono state amputate sopra il ginocchio, la sinistra quando lei aveva otto anni, la destra a tredici anni. Ma le inquietudini più evidenti non erano legate al corpo, ma a strani comportamenti che hanno richiesto tempo per essere decifrati. Oksana odiava dormire. Nonostante una vita ormai comoda e un letto accogliente, all’arrivo della notte reagiva con rabbia dormendo per terra. "Era così bello, come il paradiso. Ma è stato difficile adattarsi, non perché le cose non andassero meglio adesso, ma perché prima erano andate così male".
"Gli orfanotrofi in cui succedono cose orribili”
La campionessa raccontò così le origini del suo disagio, in una lunga confessione su the players tribune: "Nell’orfanotrofio associavi il sonno all’abuso. Molti non vogliono crederci, ma dovrebbero sapere che in alcuni orfanotrofi succedono cose orribili. Anche per questo sono coperta di cicatrici. Crescendo mi è piaciuto pensare che il mio corpo era ricoperto di storie, che oggi anche i miei tatuaggi raccontano".
Testimonial della Apple
Oksana Masters si è laureata alla Atherton High School nel 2008. Ha posato nuda per Body Issue della Espn, è stata testimonial Apple per app sulla disabilità. È legata al campione paralimpico Aaron Pike. Ripete spesso: "Mamma non posso ringraziarti abbastanza per il cuore, la determinazione, l’amore". Oksana adora le rose appassite, perché è convinta che le imperfezioni nascondano bellezza.