Le diciassette fatiche di Guo e il suo nuoto rivoluzionario, tutto gambe e testa: è l’uomo copertina delle Paralimpiadi
di Cosimo CitoLe 17 fatiche di Guo Jincheng si sono chiuse con i 50 farfalla, oro e record del mondo. Dal 29 agosto, tra batterie e finali, il 23enne cinese è sempre stato in acqua. E ha raccolto sei medaglie, quattro ori e due argenti, tra stile libero, dorso, farfalla e staffette. Alla fine delle Paralimpiadi di Parigi non sarà l’atleta più vincente, ma il suo modo di affrontare e vincere l’acqua farà probabilmente da copertina ai Giochi di Parigi. Sarà lui il re degli highlights: lui, le sue apnee lunghissime, i suoi arrivi “di testa”. Sì, perché Guo non ha le braccia e il suo è un nuoto tutto a forza di gambe. Una frequenza altissima, incredibile.
Chi è Guo
Nato nel 2001 nella provincia di Cangzhou, a cinque anni Guo ha perso entrambe le braccia per uno shock elettrico. I primi contatti con il nuoto arrivarono grazie a un incontro fortuito con l’acqua: mentre giocava sul bordo di uno stagno, all’età di 8 anni, suo padre scopre che il bambino non ha paura. All’età di 12 anni padre e figlio …
Le 17 fatiche di Guo Jincheng si sono chiuse con i 50 farfalla, oro e record del mondo. Dal 29 agosto, tra batterie e finali, il 23enne cinese è sempre stato in acqua. E ha raccolto sei medaglie, quattro ori e due argenti, tra stile libero, dorso, farfalla e staffette. Alla fine delle Paralimpiadi di Parigi non sarà l’atleta più vincente, ma il suo modo di affrontare e vincere l’acqua farà probabilmente da copertina ai Giochi di Parigi. Sarà lui il re degli highlights: lui, le sue apnee lunghissime, i suoi arrivi “di testa”. Sì, perché Guo non ha le braccia e il suo è un nuoto tutto a forza di gambe. Una frequenza altissima, incredibile.
Chi è Guo
Nato nel 2001 nella provincia di Cangzhou, a cinque anni Guo ha perso entrambe le braccia per uno shock elettrico. I primi contatti con il nuoto arrivarono grazie a un incontro fortuito con l’acqua: mentre giocava sul bordo di uno stagno, all’età di 8 anni, suo padre scopre che il bambino non ha paura. All’età di 12 anni padre e figlio si presentano alle selezioni nazionali della squadra paralimpica di nuoto. Nel frattempo Guo impara ad usare i piedi come le mani, anche se per mangiare deve praticamente stendersi sul tavolo. Nel frattempo impara anche a mettersi il costume da bagno e ad allacciarsi le scarpe. E mette a punto una tecnica natatoria ai limiti dell’incredibile. Tutto si basa sull’apnea.
Gli allenamenti
Guo si allena in acqua per oltre 6 ore al giorno, anche per 10 km su e giù tra le corsie, con pesi sulla schiena per rafforzare i muscoli addominali. Per la partenza a dorso stringe un asciugamano tra i denti, mentre l’allenatore tiene l’altra estremità a bordo vasca. Per migliorare la veocità dei 50 stile libero Guo e il suo allenatore si concentrano sull’apnea, con l’obiettivo di ridurre al massimo il numero di respiri durante la gara. Negli allenamenti si spinge sempre oltre i suoi limiti, fino quasi a soffocare. Dai 30 secondi di capacità di apnea iniziale, Guo Jincheng riesce ora a stare quasi 2 minuti sott’acqua. E per ridurre ancora la resistenza dell’acqua, ed evitare i problemi del mettere e togliere la cuffia, Guo Jincheng si rasa a zero prima di ogni gara. Per effetturare l’arrivo più velocemente possibile si lancia contro le piastre con la testa.
Le prime gare
Nel 2014 partecipa alla sua prima gara ai Campionati Nazionali, ma non riesce a salire sul podio. Alla gara successiva vince un argento e un bronzo. Ai Campionati asiatici del 2022 vince tre ori e tre argenti. Durante i Mondiali di Manchester 2023 diventa il primo uomo nella sua categoria di disabilità a nuotare i 50 stile libero sotto i 30 secondi.
I successi a Parigi
“A Parigi voglio almeno due ori” aveva detto prima dell’inizio dei Giochi. È a quota quattro (con due argenti). Nei 50 stile libero ha chiuso in 29”33, alzando la testa dall’acqua non più che un paio di volte e viaggiando con la testa qualche millimetro sotto la superficie liquida. A fine gara, si aggrappa con il piede al blocchetto di partenza. Davanti al mondo intero, stupido della sua tecnica, estasiato dalla durata delle sue apnee e dalla determinazione nel suo sguardo.