PECHINO - L'incontro con Peng Shuai ci sarà. Bisogna solo concludere le procedure per far entrare la tennista cinese nel closed loop, la rigidissima bolla in cui vive la famiglia olimpica durante i Giochi di Pechino 2022. Lo ha confermato il presidente del Cio Thomas Bach, che già aveva partecipato a una call con Peng nel periodo in cui si temeva per la sorte della tennista. Scomparsa dopo le accuse di stupro all'ex vice premier Zhang Gaoli, subito ritrattate.
Bach incontrerà Peng di persona, dopo aver rassicurato sui precedenti contatti in cui lei ha fatto sapere di "vivere a Pechino, di potersi muovere liberamente, di passare il tempo con la sua famiglia e i suoi amici". "Adesso saremo in grado" ha continuato Bach "di fare il passo successivo, un incontro di persona, qui (nel closed loop, ndr), per convincerci del suo benessere fisico e mentale".
Il presidente ha poi assicurato che il Cio è pronto a sostenere la tennista "se lei vorrà un'indagine sulle sue accuse. Ma questa è la sua vita, e queste sono le sue accuse" ha sottolineato Bach, in una tesa conferenza di vigilia dell'Olimpiade invernale di Pechino che parte venerdì 4 e si concluderà il 20 febbraio. Un'occasione in cui il Cio, attraverso il suo numero uno, ha ricordato agli atleti la regola 50 che vieta manifestazioni politiche o di natura non sportiva durante l'evento o le premiazioni. Quasi un avvertimento, è sembrato nell'interesse degli stessi atleti, in risposta a domande dei media internazionali sulle garanzie offerte in caso di manifestazioni sul podio o dichiarazioni su temi delicati per il paese organizzatore.