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La pietra preziosa, Constantini-Mosaner tra curling e alchimia

Alle 13 la finale per l'oro della coppia italiana contro la Norvegia
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PECHINO — Oggi non si ride di scopette sul ghiaccio, di mosse del pinguino, di atleti con la panzetta (basta guardare Mosaner che gioca a beach volley). Oggi il curling è il calcio, in una finale olimpica che l'Italia nemmeno sognava negli effluvi di vin brulè che allietano le nostre (poche) cattedrali di questo sport. Pure l'orario aiuta: sarà sera a Pechino, con tutte le bolle del Water Cube che sfumano dal blu all'arancione e hanno fatto commuovere Federica Pellegrini che proprio lì vinse nel 2008. 

Ma in Italia sarà ora di pranzo. Italia-Norvegia è la finale per la medaglia d'oro del doppio misto (mixed doubles) in uno sport che ha qualcosa di esoterico. Smuove par…

PECHINO — Oggi non si ride di scopette sul ghiaccio, di mosse del pinguino, di atleti con la panzetta (basta guardare Mosaner che gioca a beach volley). Oggi il curling è il calcio, in una finale olimpica che l'Italia nemmeno sognava negli effluvi di vin brulè che allietano le nostre (poche) cattedrali di questo sport. Pure l'orario aiuta: sarà sera a Pechino, con tutte le bolle del Water Cube che sfumano dal blu all'arancione e hanno fatto commuovere Federica Pellegrini che proprio lì vinse nel 2008. 

Ma in Italia sarà ora di pranzo. Italia-Norvegia è la finale per la medaglia d'oro del doppio misto (mixed doubles) in uno sport che ha qualcosa di esoterico. Smuove parti nascoste della fantasia, ipnotizza davanti alla tv, crea adepti fanatici oggi, assenti domani, e l'obiettivo è proprio quello di trattenere qualche tesserato in più quando le luci dei Giochi si saranno spente. L'Italia ha già vinto gare miste alle Olimpiadi, basti pensare al Nacra Ruggero Tita e Caterina Banti quest'estate a Tokyo. Ma non ha sentito i due velisti parlare tra le onde. Stefania Constantini e Amos Mosaner invece sì: si sono sentiti nitidamente i richiami di lei, le tattiche consigliate da lui, l'incoraggiarsi a vicenda, le frasi di delusione e lo studio del posizionamento delle stone.

Per loro due è arrivato il momento di parlare anche fuori dalla pista, di concedere interviste in inglese a una platea di media pronti per i campioni del mondo britannici, per gli svedesi schiacciati 8-1 in semifinale, per i canadesi campioni olimpici eliminati, ma per gli italiani proprio no, ed è veramente una sorpresa su cui tutti vogliono scoprire qualcosa. Come il numero dei praticanti che Amos comunica agli inviati olimpici: solo quattrocento. Una cifra che fa gridare al miracolo, e i due "italians" infatti cominciano a capire quel che hanno conquistato, la prima storica medaglia del loro sport, e quindi si sono commossi. Dopo cinque giorni in totale controllo delle loro emozioni, un atteggiamento che ha permesso l'incredibile bilancio di dieci vittorie consecutive compresa la semifinale con la Svezia. 

Così posati, così misurati seguendo la natura e il fair play del curling, ora non si nascondono più. "Gli obiettivi sono cambiati" annuncia l'allenatrice Violetta Caldart. "Hanno fatto una performance incredibile, ho visto poche volte giocare un curling di qualità come questo. Stefania è alla prima Olimpiade, è pazzesco giocare una semifinale dei Giochi a questi livelli. Amos, lui non ha sbagliato un tiro. Il nostro obiettivo era qualificarci per la semifinale, poi per la finale: adesso possiamo cambiarlo ancora. Di sicuro questo è quel che loro due si meritano dopo una settimana del genere". "Daremo tutto sul ghiaccio" annuncia Mosaner, "to win a gold medal". Una promessa solida come una pietra, anzi una stone vista la platea mondiale.