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Come si gioca a curling: storia, regole e dizionario

Piccola guida allo sport che ha regalato all'Italia un'incredibile medaglia d'oro con Constantini e Mosaner
4 minuti di lettura

A molti ricorda le bocce, ovvio. Ma bisogna conoscere gli angoli e la geometria come nel biliardo. E ragionare con la testa alla ricerca della strategia giusta come negli scacchi. Il curling era uno dei pochi sport in cui l'Italia non aveva mai vinto nulla ai Giochi. Meno di 500 tesserati, una disciplina che aveva sorpreso e conquistato gli italiani durante le Olimpiadi di Torino 2006 ma poi, come spesso succede, era scomparsa dai radar. Al punto che i protagonisti del film La mossa del pinguino, regia di Claudio Amendola, decidono di inventarsi una squadra di curling solo per avere una scorciatoia per arrivare ai Giochi. E invece, adesso, l'Italia è campione olimpica nel doppio misto grazie a Stefania Constantini e Amos Mosaner. Ma cos'è il curling? E come si gioca?

A molti ricorda le bocce, ovvio. Ma bisogna conoscere gli angoli e la geometria come nel biliardo. E ragionare con la testa alla ricerca della strategia giusta come negli scacchi. Il curling era uno dei pochi sport in cui l'Italia non aveva mai vinto nulla ai Giochi. Meno di 500 tesserati, una disciplina che aveva sorpreso e conquistato gli italiani durante le Olimpiadi di Torino 2006 ma poi, come spesso succede, era scomparsa dai radar. Al punto che i protagonisti del film La mossa del pinguino, regia di Claudio Amendola, decidono di inventarsi una squadra di curling solo per avere una scorciatoia per arrivare ai Giochi. E invece, adesso, l'Italia è campione olimpica nel doppio misto grazie a Stefania Constantini e Amos Mosaner. Ma cos'è il curling? E come si gioca?

Le origini del curling, tra Scozia e Olanda

Il curling è nato in Scozia nel XVI secolo ed è uno degli sport di squadra più antichi del mondo. Le prime partite si giocavano su stagni e laghi ghiacciati, usando pietre delle regioni di Perth e Stirling. In realtà anche i Paesi Bassi rivendicano la paternità di questo sport, tirando addirittura in ballo due dipinti del 1565 di Pieter Bruegel il Vecchio in cui si vedono delle persone intente a fare un'attività sul ghiaccio simile al curling.

Nel '600 furono introdotte le pietre con manici e nel 1838 il Grand caledonian curling club elaborò le prime regole ufficiali di questo sport. Il curling era già nel programma della prima Olimpiade invernale del 1924, poi fu escluso per tornare come sport dimostrativo nel 1932. Tale è rimasto fino al 1992, poi è rientrato nel programma olimpico di Nagano nel 1998 con gare maschili e femminili. La competizione di doppio misto è stata aggiunta al programma di PyeongChang 2018.

Gli strumenti

Somiglia alle bocce, si è detto. Concettualmente, è simile, anche se non ovviamente c'è un pallino: lo scopo è avvicinarsi al centro (button). Si gioca su un campo ghiacciato dove i giocatori devono far scivolare delle pietre circolari dotate di un manico, del peso standard di 19,96 chili, e avvicinarsi il più possibile al centro di un bersaglio posto alla fine della pista (house). I giocatori indossano un paio di scarpe particolari: una ha una suola anti scivolamento e l'altra è in teflon, per favorire lo scorrimento sul ghiaccio senza però rovinarlo. Insomma, non usano pattini. Con le scope (broom) si "gratta" la superficie per aumentare la velocità del lancio. Inclinando in diagonale la testa della scopa, si riesce a cambiare la direzione della stone.

Le regole del curling a squadre

Il curling si può giocare a squadre o in doppio. Nel primo caso le due squadre, ognuna composta da quattro giocatori, lancia a turno le pietre con un effetto detto curl ("roteare", in inglese), grazie al quale la pietra percorre una traiettoria curvilinea. Ogni squadra ha a disposizione otto lanci per ogni intervallo di gioco, detto end, in cui ogni giocatore lancia due pietre. I punti si calcolano in base al numero di stone più vicine al centro della casa alla conclusione di ogni mano.

Il lancio della stone

Il lead effettua il tiro di inizio, chiamato delivery, sistemandosi su una sorta di blocco di partenza, l'hack. La spinta si dà con i piedi: è quella che determina la velocità delle pietra al momento del rilascio, non la forza del braccio. Per esser valido il delivery deve avvenire entro una linea chiamata hog line. Alternandosi, i due lead tirano entrambe le proprie stone, seguono poi i 4 lanci dei due second e i 4 dei third, mentre ogni end viene concluso dall'alternarsi delle 4 stone lanciate dai due skip.

Lo sweeping

Dopo il delivery entrano in azione gli altri due giocatori. Corrono sul campo di gara (sheet) precedendo la pietra, con delle scope di crine o panno chiamate broom, ne assecondano la traiettoria e prolungano il momento rotatorio pulendo il tratto di ghiaccio antistante: prima della partita vengono sparate goccioline d'acqua che poi congelano e formano uno stato grumoso, la scopa elimina l'attrito e incide sul percorso della pietra.

L'azione di sweeping deve svolgersi in modo ortogonale al senso di direzione, anteriormente a tutta la superficie coperta dallo stone e l'ultimo movimento della scopa deve essere rivolto verso l'esterno. Superata la tee-line lo sweeping è consentito ai soli skip o viceskip. Non si può toccare la pietra con la scopa, ma si può rallentarla smettendo di spazzare. Gli sweepers possono agire solo nella parte di campo compresa fra le due teeline.

La tattica

Come nelle bocce, una stone può roteare e urtarne una avversaria e scalzarla dalla sua posizione. Lo skip può quindi chiedere ai compagni un tiro di precisione (draw) per realizzare punti o un tiro di potenza (take out) per spazzar via una stone avversaria scomoda. La tattica può complicarsi in base al punteggio e alla situazione di gioco.

Il punteggio

Il calcolo del punteggio è fatto in base al numero di stone piazzate più vicino al centro della house prima della più vicina stone degli avversari. Solo una squadra può realizzare punti in un end. A ogni squadra sono concessi 73 minuti di gioco per 10 end. Se la partita è in parità, si giocano gli extra end per determinare il vincitore.

Il doppio misto del curling

Le regole di base sono simili a quelle delle partite a squadre. Nel doppio un giocatore e una giocatrice decidono come dividersi i tiri: uno effettua il primo e l'ultimo, l'altro i tre centrali. Nel caso dell'Italia campione olimpica, Mosaner ha sempre lanciato le pietre centrali, Constantini il primo tiro e l'ultimo. A Pechino gli end erano 8, non 10.

Le regole del doppio misto

All'inizio di ciascuna mano, due stone vengono posizionate dai giudici di gara: una sulla center-line nella metà posteriore del botton (il cerchio più piccolo all'interno della casa) con la parte anteriore della stone tangente la tee-line, e una stone di colore opposto a guardia sulla linea centrale, a metà strada tra la parte anteriore della casa e la hog-line. La squadra con l'hammer (l'ultimo tiro) avrà la stone in casa, l'altra la guardia.

Ogni squadra ha a disposizione cinque stone da tirare più quella già in gioco, per un totale di sei stone (a differenza delle otto a disposizione nel curling a squadre). Il punteggio è calcolato come nelle gare a squadre.

 

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