Ester Ledecka regina del parallelo, l'oro è ancora suo
dalla nostra inviata Alessandra Retico , dalla nostra inviata Alessandra ReticoYANQING — L'insolente è tornata. Con la stessa medaglia di quattro anni fa. Ester Ledecka, la 26enne ceca dello snowboard, è d'oro nel gigante parallelo esattamente come quattro anni fa a PyeongChang quando divenne la prima e unica atleta donna a partecipare e vincere due titoli in due discipline diverse nella medesima edizione. Fu infatti oro, prima che sulla tavola, nel superG dell'alpino. Contro ogni pronostico. Lasciando tutti di stucco. Lei compresa? In conferenza stampa a PyeongChang tenne tutto il tempo gli occhialoni a specchio da gara. "Perché non li tolgo? A differenza delle altre non mi aspettavo di andare alla premiazione: non mi sono truccata".
Ester, che ha sconfitto in finale l'austriaca Daniela Ulbing (bronzo per la slovena Gloria Kotnik che ha superato nella finalina l'olandese Michelle Dekker) è anche la prima dello snowboard a riuscire a difendere il titolo olimpico nel gigante p…
YANQING — L'insolente è tornata. Con la stessa medaglia di quattro anni fa. Ester Ledecka, la 26enne ceca dello snowboard, è d'oro nel gigante parallelo esattamente come quattro anni fa a PyeongChang quando divenne la prima e unica atleta donna a partecipare e vincere due titoli in due discipline diverse nella medesima edizione. Fu infatti oro, prima che sulla tavola, nel superG dell'alpino. Contro ogni pronostico. Lasciando tutti di stucco. Lei compresa? In conferenza stampa a PyeongChang tenne tutto il tempo gli occhialoni a specchio da gara. "Perché non li tolgo? A differenza delle altre non mi aspettavo di andare alla premiazione: non mi sono truccata".
Ester, che ha sconfitto in finale l'austriaca Daniela Ulbing (bronzo per la slovena Gloria Kotnik che ha superato nella finalina l'olandese Michelle Dekker) è anche la prima dello snowboard a riuscire a difendere il titolo olimpico nel gigante parallelo. E chissà, anche se l'ipotesi stavolta è più remota, non riesca a fare il colpaccio anche nel superG in programma l'11 febbraio e dove tra le favorite c'è Federica Brignone, a Pechino già d'argento nel gigante.
"È stato divertente" dice Ester in conferenza stampa, stavolta senza fare il ruolo dell'imbucata benché poi, irresistibilmente, alla domanda che effetto le fa essere di nuovo campionessa, risponde: "Veramente ero talmente concentrata che non avevo neanche capito se dovevo fare un'altra run, per cui non ho neanche esultato. In gara ho cercato di rimanere consistente e sulla mia linea come ho fatto tutto il giorno. Ho fatto un buon lavoro e di questo devo ringraziare Justin Reiter, il mio coach americano". Colui che la segue sulla tavola, perché sugli sci, oltre al ceco Tomas Bank c'è adesso anche l'altoatesino Franz Gamper, che nella sua carriera ha seguito anche i norvegesi dell'alpino.
C'è tutta la famiglia Ledecka attorno a questo fenomeno di Ester. A sorvegliare come capo allenatrice sul team che porta il nome All Str Team, la madre Zuzana, ex pattinatrice su ghiaccio. In famiglia altro sangue freddo: il nonno Jan Klapac è stato attaccante nella nazionale ceca di hockey su ghiaccio, campione del mondo nel 1972 e due volte medagliato olimpico (argento nel 1968, bronzo nel 1964). Non solo sport in casa Ledecka. Le tutine che porta, da supereroe, sono disegnate dal fratello Jonas, anche lui ex della tavola, poi convertito alle arti visive e alla musica. Il papà Janek, musicista e compositore, gode di una certa fama e non solo a Praga anche come cantante pop. Lo capisci da come surfa e scia, che Ester ha il suo sound. E due strumenti, che nessuno ha.