La maledizione del bis: Moioli giù dal trono, Goggia soffre ancora
dalla nostra inviata Alessandra Retico , dalla nostra inviata Alessandra ReticoYANQING — Sofi e Michi, sorelle pure nella maledizione. Goggia dietro gli occhialoni a specchio piange e "sciicchia". Moioli si gira di spalle, guarda il nulla all'orizzonte, sembra Federica Pellegrini sul terrazzo della sua stanza a Rio 2016. Olimpiadi della sofferenza e della resilienza, per le portabandiera azzurre a Pechino. Michela esce dallo Zhangjiakou Genting Snow Park "leccandomi le ferite", e non solo in senso figurato: ha il sangue che le esce dal naso, ha preso una botta tremenda al viso e alla caviglia nello spareggio per le posizioni di consolazione dello snowboard cross, ci arriva scarica di energie e di testa dopo un errore che le ha negato la finale in una giornata che sembrava andare fino a quel momento nella giusta direzione. Chiude a terra e 8^. In un baleno, svanisce l'oro di 4 anni fa a PyeongChang.
YANQING — Sofi e Michi, sorelle pure nella maledizione. Goggia dietro gli occhialoni a specchio piange e "sciicchia". Moioli si gira di spalle, guarda il nulla all'orizzonte, sembra Federica Pellegrini sul terrazzo della sua stanza a Rio 2016. Olimpiadi della sofferenza e della resilienza, per le portabandiera azzurre a Pechino. Michela esce dallo Zhangjiakou Genting Snow Park "leccandomi le ferite", e non solo in senso figurato: ha il sangue che le esce dal naso, ha preso una botta tremenda al viso e alla caviglia nello spareggio per le posizioni di consolazione dello snowboard cross, ci arriva scarica di energie e di testa dopo un errore che le ha negato la finale in una giornata che sembrava andare fino a quel momento nella giusta direzione. Chiude a terra e 8^. In un baleno, svanisce l'oro di 4 anni fa a PyeongChang.
Piange a dirotto. "In semifinale sono partita bene, poi ho pagato un errore e mi hanno superato. Nella finalina probabilmente dovevo prendere una legnata, doveva andare così. Ho un po' male a una caviglia, ma sono scesa con le mie gambe. Ora vado a leccarmi le ferite". Va via, col buio dentro. Poi in serata riaccende la luce sulle cose: "Sembrava tutto perfetto, e invece... fuori in semifinale, il mio incubo. Questo è lo sport, c'è sempre qualcuno che vince e qualcuno che perde. L'importante è rialzarsi e imparare dagli errori e credetemi che insegna più una sconfitta di una vittoria. Adesso ho due giorni per rimettere insieme i pezzi e non ho nessuna intenzione di arrendermi. Sabato ci sarà la gara a squadre e ce la metterò tutta. Complimenti alle ragazze che oggi hanno conquistato le medaglie. Grazie a tutti per i messaggi e per il tifo".
Il primo le arriva proprio da Sofia, che già in mattinata aveva chiamato i fan a sintonizzarsi sulla gara: "Sorella d'Italia ti voglio bene e ti abbraccio tanto... E più forte di prima!!! Che tu vinca o che tu perda, l'Italia è sempre con te". Sofia per prima. Bergamasche entrambe, 26 anni Michi e 29 Sofi, hanno condiviso palestra e allenatore, mangiate di sushi all you can eat, l'oro in Corea, il discorso che ha portato a Cortina i Giochi 2026 e anche il ruolo di portabandiera, dal momento che Goggia glielo ha tramandato per recuperare dall'infortunio a Cortina il 23 gennaio e a Pechino è arrivata solo lunedì scorso: "Abbiamo fatto in una settimana il lavoro che normalmente si svolge in tre mesi, Sofia si alzava alle 6 del mattino e rientrava alle 8 di sera. Ha una forza di volontà non comune e il ginocchio al momento sembra rispondere bene" spiega il suo preparatore atletico, Flavio Di Giorgio. Ma ancora non sa se sarà al cancelletto di partenza della discesa per difendere il titolo il 15 febbraio e tanto meno certo è il superG di domani (nella notte italiana) dove Federica Brignone, leader della specialità in coppa e sull'onda dell'argento in gigante, sembra sempre più la favorita. Con la speranza di regalare all'Italia un'altra medaglia, dopo che la striscia sul podio degli azzurri si è fermata a 20 giornate, tra Tokyo e Pechino.