Davide Ghiotto, bronzo nei 10.000 metri per il pattinatore filosofo: "La gara dei sogni"
dal nostro inviato Mattia Chiusano , dal nostro inviato Mattia ChiusanoPECHINO – Pattinatore, laureato in filosofia, padre, e ora pure medagliato olimpico. Davide Ghiotto è la grande sorpresa dell’ottava giornata dell’Olimpiade italiana, con un bronzo sui 10 mila dello speed skating, la disciplina legata in questi ultimi anni ai successi di Francesca Lollobrigida e in passato agli ori di Enrico Fabris a Torino 2006. All’Oval di Pechino il vicentino, finanziere di 28 anni, si è trovato abbinato al fenomeno svedese Nils van der Poel, lanciato verso il record del mondo in 12'30"74. Ma, nonostante il confronto durissimo, è riuscito a non perdere di vista né l’avversario né il ritmo che si era prefissato in una gara così lunga.
Fino ai duemila metri è rimasto appaiato, abbassando di più di tre secondi il tempo dell’olandese Patrick Roest che era in vantaggio fino a quel momento. Quando, al km 4,8, Van der Poel è sceso a 9 secondi di vantaggio sul leade…
PECHINO – Pattinatore, laureato in filosofia, padre, e ora pure medagliato olimpico. Davide Ghiotto è la grande sorpresa dell’ottava giornata dell’Olimpiade italiana, con un bronzo sui 10 mila dello speed skating, la disciplina legata in questi ultimi anni ai successi di Francesca Lollobrigida e in passato agli ori di Enrico Fabris a Torino 2006. All’Oval di Pechino il vicentino, finanziere di 28 anni, si è trovato abbinato al fenomeno svedese Nils van der Poel, lanciato verso il record del mondo in 12'30"74. Ma, nonostante il confronto durissimo, è riuscito a non perdere di vista né l’avversario né il ritmo che si era prefissato in una gara così lunga.
Fino ai duemila metri è rimasto appaiato, abbassando di più di tre secondi il tempo dell’olandese Patrick Roest che era in vantaggio fino a quel momento. Quando, al km 4,8, Van der Poel è sceso a 9 secondi di vantaggio sul leader, Ghiotto è rimasto attaccato al podio, cedendo a Roest ma contenendo allo stesso tempo il suo recupero. Mantenendo una tabella di marcia che ha impedito il ritorno degli altri pretendenti alla medaglia, l’altro olandese Bergsma e il russo Rumyantsev.
Super van der Poel
Alla fine solo un secondo e 39 tra la medaglia d’argento e Ghiotto, che assiste poi alla gara dell’ultima coppia, in cui il forte canadese Bloemen crolla dopo aver tenuto provvisoriamente la terza posizione. Oro e record mondiale per Van der Poel (Svezia), argento per Roest (Olanda), bronzo con record italiano in 12'45"98 per Ghiotto, che si somma all’argento di Lollobrigida. Entrambi vengono dal mondo delle rotelle, anche se hanno avuto percorsi diversi. Ghiotto ha vinto di meno, passando sul ghiaccio solo nel 2013. Nella sua prima Olimpiade, a PyeongChang, è stato 12esimo sui 10.000 e 19esimo sui 5.000. Appassionato di ciclismo su strada, ha studiato filosofia all’Università di Trento. Lo scorso novembre è nato Filippo, figlio suo e della compagna Susy: “Siamo felici” aveva detto prima di partire per la Cina, “e io sono tranquillo, perché quando sono in giro per il mondo per allenamenti e gare Susy, la mia roccia, si occupa del bambino”.
La migliore gara nel giorno più importante
La felicità oggi arriva invece dal ghiaccio: “È un ricordo indelebile che rimarrà impresso nella mia mente. La miglior gara sui 10 mila, proprio nell’appuntamento più importante. Non sono un frequentatore del podio, ero un po' emozionato e voglio capire nelle prossime ore quanto fatto". Anche lui è uno dei patiti della mascotte dei Giochi, il panda Bing Dwen Dwen: “L'avevo visto in un negozietto e costava tantissimo, e mi son detto “vabbè vediamo come vanno le gare”. Poi me lo hanno dato alla premiazione, così potrà regalarlo a mio figlio”.