De Aliprandini, il sogno olimpico dura una manche. L'oro del gigante va a Odermatt
dalla nostra inviata Alessandra Retico , dalla nostra inviata Alessandra ReticoIl sogno olimpico di Luca De Aliprandini dura una manche. Il trentino di Cles, 31 anni, inforca, perde lo sci e cade alle prime porte della seconda manche del gigante sulla Ice River di Yanqing. Nella prima run, tra la foschia e la neve che cade ininterrottamente senza che ci siano abbstanza mezzi e persone a sistemare la pista, il vicecampione del mondo a Cortina, aveva chiuso 6° a 49 centesimi dal leader, lo svizzero Marco Odermatt, che vince: urlo liberatorio del fenomeno rossocrociato che a 24 anni sta dominando in coppa (guida la classifica generale davanti a Kilde e quella di specialità di gigante con 5 giganti vinti su 6). Era arrivato a Pechino, sua prima Olimpiade, candidato a divorarsi tutto, invece alle prime uscire solo delusioni: 7° in discesa, out in superG. Invece, eccolo.
Il sogno olimpico di Luca De Aliprandini dura una manche. Il trentino di Cles, 31 anni, inforca, perde lo sci e cade alle prime porte della seconda manche del gigante sulla Ice River di Yanqing. Nella prima run, tra la foschia e la neve che cade ininterrottamente senza che ci siano abbstanza mezzi e persone a sistemare la pista, il vicecampione del mondo a Cortina, aveva chiuso 6° a 49 centesimi dal leader, lo svizzero Marco Odermatt, che vince: urlo liberatorio del fenomeno rossocrociato che a 24 anni sta dominando in coppa (guida la classifica generale davanti a Kilde e quella di specialità di gigante con 5 giganti vinti su 6). Era arrivato a Pechino, sua prima Olimpiade, candidato a divorarsi tutto, invece alle prime uscire solo delusioni: 7° in discesa, out in superG. Invece, eccolo.
Chiude (in 2'09"35) davanti all'argento allo sloveno Zan Kranjec (+0"19) che al mattino era stato 8°, bronzo al francese Mathieu Faivre (+1"34) che mantiene la posizione della prima run. Per De Aliprandini, la delusione dopo l'illusione. "Non ci vedo" aveva detto alla fine della sua corsa nella nebbia mattutina, quando anche la neve cadeva abbondante e di traverso in pista. Pochi i lisciatori, anche i gatti entrano in azione, oltre a unomi che cercano di spostare cumuli con la pala. In una zona dove la neve è quasi un miraggio (e per le piste è artificiale), tra la notte scorsa e tutta la giornata ne è caduta fino a 20 cm. Eppure De Aliprandini in quella tempesta ci aveva visto benissimo: mentre in molti si perdevano nelle nebbie, lui si allacciava a un gruppo fitto di pretendenti, coi i primi dieci chiusi in un secondo. "Al traguardo pensavo di aver preso 3 secondi invece sono là a mezzo secondo. Pensavo peggio. Se mi piace la pista? Il tracciato non è niente di che, ma la pista non deve piacere, bisogna andare più veloce possibile, il problema di oggi è la visibilità".
Proprio per questo, seconda manche rinviata di un'ora e un quarto mentre anche altre gare, compresa la seconda prova di discesa femminile con Sofia Goggia, veniva annullata. "Con una bella seconda manche e se la visibilità migliora 4/5 decimi non sono nulla, anche se è un gigante corto. Sono positivo, andrò all'attacco. Sto bene sia con la caviglia che con la schiena".
De Aliprandini, vicecampione del mondo a Cortina, è reduce dalla brutta caduta dell'8 gennaio ad Adelboden, poco dopo il suo primo podio in coppa (2° in Alta Badia) col quale aveva interrotto anche un lungo digiuno di squadra nella specialità (l'ultimo a salire su un podio fu Eisath a dicembre 2016). Per fortuna nessuna frattura, ma una grossa botta alla caviglia sinistra che lo ha costretto a stare senza sci per tre settimane. "Sicuramente l'obiettivo era un altro. Dopo la prima manche non pensavo di esser andato così bene, non mi fidavo tanto, ma ero vicino e potevo giocarmi la medaglia. È dura da digerire ma queste sono le gare: è un peccato che la gara più importante sia stata fatta in queste condizioni di visibilità, dove ho avuto un po' di difficoltà. Fisicamente sto bene e quindi potevo giocarmi le mie chance, ma quando non vedo non mi fido e rimango un po' arretrato e gli errori vengono di conseguenza, cosa che non succede quando la visibilità è buona". In difficoltà non solo lui: fuori Manuel Feller (era 7°) così come Brennsteiner (era 2°), male Kristoffersen (da 4° a 8°). Dalla cima alla cima soltanto Odermatt, il piccolo enorme gigante.