Giuliano Razzoli: "In slalom senza paura, mi sento ancora vivo"
dalla nostra inviata Alessandra Retico , dalla nostra inviata Alessandra ReticoPECHINO. Riecco Razzo. Dodici anni dopo l'oro a Vancouver. "Cosa direbbe il Razzoli del 2010 al Razzoli del 2022? Goditela, perché non ne farai più tante". Eppure a 37 anni sembra il Giuliano migliore di sempre. Quattro top ten in sei slalom in questa stagione, per l'emiliano di Villa Minozzo. Un podio (3°) con lacrime a metà gennaio a Wengen, sei anni dopo l'ultima volta (2° sempre a Wengen). Dal titolo in Canada a questa sua terza Olimpiade (non si qualificò 4 anni fa) una via crucis di infortuni che lo hanno costretto a ripartire da Coppa Europa e gare Fis per risalire verso la cima. A lui e ai suoi giovani eredi, Alex Vinatzer, 22 anni e Tommaso Sala, 26, l'ultima chance dell'Italia al maschile dopo lo zero della velocità e l'illusione perduta del gigante con Luca De Aliprandini, uscito nella seconda manche in una giornata tormentata dalla neve e dalla scarsa visibilità. Tra i pali stretti si corre…
PECHINO. Riecco Razzo. Dodici anni dopo l'oro a Vancouver. "Cosa direbbe il Razzoli del 2010 al Razzoli del 2022? Goditela, perché non ne farai più tante". Eppure a 37 anni sembra il Giuliano migliore di sempre. Quattro top ten in sei slalom in questa stagione, per l'emiliano di Villa Minozzo. Un podio (3°) con lacrime a metà gennaio a Wengen, sei anni dopo l'ultima volta (2° sempre a Wengen). Dal titolo in Canada a questa sua terza Olimpiade (non si qualificò 4 anni fa) una via crucis di infortuni che lo hanno costretto a ripartire da Coppa Europa e gare Fis per risalire verso la cima. A lui e ai suoi giovani eredi, Alex Vinatzer, 22 anni e Tommaso Sala, 26, l'ultima chance dell'Italia al maschile dopo lo zero della velocità e l'illusione perduta del gigante con Luca De Aliprandini, uscito nella seconda manche in una giornata tormentata dalla neve e dalla scarsa visibilità. Tra i pali stretti si corre il 16 febbraio (nella notte italiana, prima manche alle 3.15, seconda alle 6.45).
Primo impatto con i Giochi di Pechino?
"Non sembra neanche di essere alle Olimpiadi, è davvero atipico, tutti chiusi nella bolla. È strano, il contorno sarà difficile che lasci le stesse emozioni di Vancouver di cui mi ricordo tutto. Ma alla fine la medaglia peserà come le altre e ci concentriamo su quello".
A giudicare da questa stagione, sembrerebbe molto concentrato.
"Sto bene, riesco a esprimere la mia sciata, paga la continuità del lavoro degli ultimi due anni e mezzo senza intoppi fisici, tranne il Covid l'anno scorso: 20 giorni fermo, per recuperare la condizione fisica è stata dura, non ho più vent'anni".
Può essere anche un vantaggio?
"L'esperienza aiuta, gestire i grandi eventi non è semplice, e io in questo ho un vantaggio. I più giovani ne avranno altri. Le Olimpiadi sono una bella sfida sotto molto aspetti".
Che slalom sarà?
"Pista abbastanza semplice ma con una neve particolare, diversa dalle nostre europee, vincerà chi si adatterà e saprà sfruttarla meglio. Il gigante? Non è stato facile, poca visibilità, De Aliprandini ci ha provato ma non è andata, che sport crudele. Lo slalom sarà combattuto, non c'è un padrone, penso sia bello anche da vedere in tv. Si giocherà in molti e ci metto anche noi italiani. Il me stesso di Vancouver mi direbbe: vai all'attacco, senza paura".
A cosa si deve questa sua rinascita?
"Nessun particolare cambiamento. È che conosco il mio corpo sempre meglio con l'età, mi alleno senza strappi, tenendomi sempre attivo. Non faccio tardi la sera. E intanto evolvo, le cose attorno cambiano. La mia sciata, anche se non è delle più moderne, ancora funziona ed è competitiva, è fluida, pulita. I ragazzi invece oggi sono più bruschi ed energici. Mi piace stare tra i giovani, mi rinnova e tiene vivo".
Cos'altro la tiene vivo?
"Dove, come e con chi sono cresciuto, la mia terra e la mia gente. Il loro affetto che mi ha dato la forza di ricominciare mille volte. A 37 anni tornare sul podio non è facile. Oppure venire a questa Olimpiade non era semplice e invece ce l'ho fatta. Alberto Tomba? Ci sentiamo, rimane un nostro tifoso".
A Sofia Goggia cosa consiglia?
"Non ha bisogno dei miei consigli, è un'atleta molto forte anche caratterialmente, convinta e consapevole delle proprie capacità, sta facendo le cose giuste per trovarsi di nuovo. Vedremo, e ha tanti anni davanti".
Le ragazze ancora una volta meglio degli uomini, finora.
"Credo siano cicli, per anni sono stati gli uomini a tirare avanti la carretta, ora ci sono loro. Le donne sono forti, dobbiamo fare loro i complimenti, in questi anni ci hanno dato soddisfazione e orgoglio, qui Federica Brignone ha già portato a casa una bella medaglia e hanno altre possibilità, noi un po' meno, ma cercheremo di fare qualcosa, perché si può fare, il colpo c'è".