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Brignone, la regina fragile: "Faccio schifo, non so sciare"

Federica Brignone, 31 anni (afp)

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La campionessa valdostata, argento in gigante, fuori dalla discesa: "Vado in tilt mentalmente, per la combinata mi serve un lavaggio del cervello. E minaccia (ma poi ritratta) di non andare a Milano-Cortina 2026
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YANQING — "Non so sciare, faccio schifo. Milano-Cortina 2026? Non credo proprio che ci sarò, manca lo spirito olimpico". Parole di Federica Brignone, pronunciate per rabbia, sovrappensiero o in libertà? Più tardi, le correzioni in una nota: "Mi concentro sulle prossime gare e sulla stagione, quel che è certo è che non mi perderò le Olimpiadi in casa per nessun motivo al mondo".

Cosa succede a Federica? Alla vicecampionessa olimpica in gigante che solo una settimana fa si diceva e appariva serena? Alla fine della prova di discesa (31ª e non selezionata per la partenza) la valdostana, che nella prima settimana ha salvato da sola il bilancio dello sci azzurro, crolla ai molti microfoni della stampa al parterre: "Com'è andata? Malissimo. Non ho un buon feeling su questa pista, non riesco a fare nessuna differenza. A parte quattro curve, in tutto il resto faccio schifo. Vado in tilt mentalmente, …

YANQING — "Non so sciare, faccio schifo. Milano-Cortina 2026? Non credo proprio che ci sarò, manca lo spirito olimpico". Parole di Federica Brignone, pronunciate per rabbia, sovrappensiero o in libertà? Più tardi, le correzioni in una nota: "Mi concentro sulle prossime gare e sulla stagione, quel che è certo è che non mi perderò le Olimpiadi in casa per nessun motivo al mondo".

Cosa succede a Federica? Alla vicecampionessa olimpica in gigante che solo una settimana fa si diceva e appariva serena? Alla fine della prova di discesa (31ª e non selezionata per la partenza) la valdostana, che nella prima settimana ha salvato da sola il bilancio dello sci azzurro, crolla ai molti microfoni della stampa al parterre: "Com'è andata? Malissimo. Non ho un buon feeling su questa pista, non riesco a fare nessuna differenza. A parte quattro curve, in tutto il resto faccio schifo. Vado in tilt mentalmente, non ho voglia di fare velocità, non ritrovo le sensazioni in discesa, non so sciare. È come se scendessi con la paura. Se io mi merito il posto per correre in discesa è perché in combinata posso essere competitiva, ma così non ho nessuna chance. Non so, devo farmi un lavaggio del cervello".

Senza pietà per se stessa, Fede. Lei che ha vinto più di qualsiasi altra italiana in coppa del mondo: 19 volte. Lei che è l'unica ad aver alzato, con pieno merito, una coppa generale, nel 2020. L'argento a Pechino, 11 anni dopo quello che ai Mondiali di Garmisch la rivelò al mondo, sembrava il finale perfetto per una predestinata come lei, figlia d'arte (di Maria Rosa Quario, ex Valanga Rosa anni '80). Dopo un Mondiale 2021 a Cortina senza soddisfazioni e molte tensioni in squadra, è stata capace di ripartire come i campioni sanno fare. Per riuscirci, però, ha dovuto prendere le distanze dalle altre, ha scelto di allenarsi (in parte) da sola col fratello Davide, "allontanandosi dalle situazioni e dalle energie negative", come ci ha raccontato nei giorni scorsi sua mamma. Sono arrivati tre successi in coppa, il terzo posto in classifica generale, quello di leader in superG e quindi l'argento olimpico. A Pechino gareggerà anche in combinata e nel team event. Ma dopo il settimo posto nel superG di Yanqing, dove era una delle favorite e dove Goggia per precauzione non ha corso, ecco i dubbi e il nervosismo. Al contrario di Sofia che, arrivata ammaccata in Cina proprio il giorno del gigante di Fede, ricostruiva sicurezza e ottimismo.

 

Si intrecciano destini ed emozioni contrapposti fra le due compagne e rivali. Succede spesso, da quando Goggia nel 2013 è entrata stabilmente in coppa del mondo scalando, tra exploit e cadute, i vertici dello sci italiano. Mediaticamente, un vulcano. Col suo carattere estroverso e trascinatore, le sue vicende eroiche e un po' folli, Sofia ha conquistato vincendo e perdendo: si è presa la scena. Federica vince, ma al contrario non nasconde la sua umanità, la sua fragilità: "Il parallelo? Lo odio, penso che sia una gara davvero ingiusta, non penso che ne farò mai più uno finché non cambiano le regole".

E allora, nella rabbia, la minaccia di disertare i prossimi Giochi in Italia. "L'unica cosa bella è che si vivrà in un posto dove lo sci alpino è madre, le Alpi sono fantastiche, finalmente le Olimpiadi di nuovo in Europa. La cosa brutta è che sarà tutto sparso, non ci sarà un villaggio olimpico, non ci saranno gli uomini dell'alpino. Sarà come fare una gara di coppa del mondo coi Cinque Cerchi. Io non credo proprio che ci sarò, a me piace lo spirito olimpico, così mi passa la voglia".

Più tardi, riflettendo, Brignone corregge il tiro: "Voglio continuare a rimanere concentrata sui prossimi appuntamenti che mi attendono questa settimana. L'Olimpiade di Milano-Cortina 2026 è un obiettivo a cui tiene qualsiasi sciatore italiano, nella culla degli sport invernali che sono le montagne italiane. In questo momento della carriera preferisco però concentrarmi sulla stagione in corso dove ho vinto fin qui una medaglia d'argento olimpica in gigante e occupo la terza posizione nella classifica generale di coppa del mondo. Ma soprattutto non ho pensato a una mia eventuale presenza fra 4 anni nelle vesti di atleta, ambassador o tifosa in un'Olimpiade che farà molta attenzione alla sostenibilità ambientale, un aspetto che mi tocca da vicino. Quel che è certo è che non mi perderò Milano-Cortina 2026 per nessun motivo al mondo".