Pattinaggio, Valieva quarta dopo una finale disastrosa. Oro a Shcherbakova, medaglie assegnate
dal nostro inviato Mattia Chiusano , dal nostro inviato Mattia ChiusanoPECHINO — Alla fine il mondo è crollato addosso a Kamila Valieva, e lei non ha più retto. Un disastro il suo programma libero, uno strazio per tutti, per i russi che si mettevano le mani sugli occhi ad ogni caduta, forse anche per il Cio che aveva annullato la premiazione nel caso fosse salita sul podio. Non è stato necessario: oro ad Anna Shcherbakova, argento ad Alexandra Trusova, entrambe della formidabile e discussa scuola moscovita di Eteri Tutberidze, bronzo alla giapponese Kaori Sakamoto.
Quarta alla fine la quindicenne Valieva, la pattinatrice più forte del mondo, forse della storia, fino a qualche giorno fa, prima che si scatenasse il finimondo per una positività alla trimetazidina che ha generato un conflitto tra Cio, Tas, Russia. Mettendo in luce anche la lentezza della Wada che, attrave…
PECHINO — Alla fine il mondo è crollato addosso a Kamila Valieva, e lei non ha più retto. Un disastro il suo programma libero, uno strazio per tutti, per i russi che si mettevano le mani sugli occhi ad ogni caduta, forse anche per il Cio che aveva annullato la premiazione nel caso fosse salita sul podio. Non è stato necessario: oro ad Anna Shcherbakova, argento ad Alexandra Trusova, entrambe della formidabile e discussa scuola moscovita di Eteri Tutberidze, bronzo alla giapponese Kaori Sakamoto.
Quarta alla fine la quindicenne Valieva, la pattinatrice più forte del mondo, forse della storia, fino a qualche giorno fa, prima che si scatenasse il finimondo per una positività alla trimetazidina che ha generato un conflitto tra Cio, Tas, Russia. Mettendo in luce anche la lentezza della Wada che, attraverso un suo laboratorio (Stoccolma), ha reso noto l'esito di un test del 25 dicembre solo l'8 febbraio. Quando Kamila Valieva aveva già incantato nella gara a squadre, conquistando un oro mai assegnato dopo la notizia della positività. Nel giro di nemmeno due settimane è cambiato tutto. La pattinatrice destinata a cambiare il suo sport si è trasformata in una quindicenne spaurita.
Una caduta dopo l'altra
È crollato tutto all'improvviso, non c'era traccia di questa fragilità nel riscaldamento in cui ha fatto vedere di essere la più brava di tutti, col suo abito nero, i guanti rossi, pronta a mettere alle spalle i fantasmi col Bolero di Ravel e una raffica di salti quadrupli. E non c'era stata nel programma corto, che Valieva aveva chiuso in testa. Che le russe avessero attaccato pesante si era capito con la performance di Alexandra Trusova, che sulle note di Cruella aveva "spaccato" con cinque quadrupli che la riportavano in zona medaglia. Anna Shcherbakova aveva unito arte, interpretazione con un tasso acrobatico altissimo, anche se non paragonabile a quello di Trusova. Con la giapponese Sakamoto sul terzo gradino del podio, pronta a scivolare di una posizione, cominciava il dramma di Kamila. Sul triplo axel il primo sbilanciamento, con la mano a terra, la combinazione quadruplo toeloop+triplo toeloop la scaraventa a terra, e sul ghiaccio Kamila finisce di nuovo sul quadruplo toeloop di un programma disegnato per una extraterrestre, cosa che lei non è più da quando è arrivata la notizia della sua positività. Alla fine quella che doveva essere la regina dei Giochi si mette le mani sul volto, con le gambe imballate con una pattinatrice di velocità. Uno spettacolo terribile, soprattutto sulla pelle di una quindicenne.
La decisione del Cio di annullare la premiazione
La decisione del Cio aveva gettato una specie di "responsabilità oggettiva" su tutta la gara femminile del pattinaggio, una delle più attese nel programma olimpico e seguita da milioni di telespettatori americani. Per una sola atleta, era stata cancellata la possibilità di premiazione per tutte. Una situazione già sperimentata dai medagliati della gara a squadre del 7 febbraio, la cui premiazione fu ritardata e mai più celebrata in seguito al caso di positività di Valieva. In questo caso la premiazione c'è stata, per quanto in un'atmosfera lugubre, tra volti segnati dal pianto, Trusova, e facce tirate.
La rabbia della squadra americana
Gli americani però si sentono defraudati, e vogliono la loro medaglia, qualsiasi sia il colore, argento o oro. Non è questione di squalificare o meno la Roc (Russia) che vinse a mani basse, si tratta di riconoscere un momento per il quale gli atleti si preparano e fanno sacrifici per quattro anni. Così il team Usa ha chiesto e ottenuto di incontrare il presidente del Cio Thomas Bach, lamentando il ritardo della consegna di una medaglia ottenuta sul ghiaccio. Bach ha ascoltato concedendo tempo a tutti in un meeting privato, ma il dialogo non ha sbloccato l'impasse: niente premiazione, per una gara che vede ancora sotto giudizio un'atleta. Come gesto di apprezzamento, il n.1 del comitato olimpico internazionale ha consegnate una riproduzione della torcia olimpica, ma il solenne momento che aspettavano gli americani non sarà celebrato a Pechino. L'individuale ha avuto invece la sua premiazione, con l'acclamazione della splendida Shcherbakova. Ma a quale prezzo.