Xu e i piccoli ginnasti trasformati in acrobati degli Aerials
dal nostro inviato Mattia Chiusano , dal nostro inviato Mattia ChiusanoPECHINO - Se Eileen-Ailing Gu continua a sorridere ventiquattro ore al giorno, sulla neve del Genting Snow Park (oggi secondo oro nell'halfpipe) come negli spot televisivi di brand cinesi, c'è invece chi piange e ricorda dove tutto è cominciato. Non lo stile glamour della californiana che ha scelto di rappresentare la Cina, ma la spietata selezione che porta i bambini cinesi, solo pochi su milioni, a eccellere nello sport di alto livello. Con la strategia dello sradicamento dalla famiglia quando sono ancora in età da elementari, l'assegnazione al proprio sport in base alle caratteristiche fisiche, non alle preferenze.
È stata meno patinata, ma sicuramente più cruda e vera la vittoria di Xu Mengtao, acrobata degli Aerials femminili di fronte a un pubblico contenuto ma in delirio. Come il pianto disperato dell'atleta a vittoria conquistata ha parlato in maniera più genuina a un paese che si riconosceva nei genitori intervistati …
PECHINO - Se Eileen-Ailing Gu continua a sorridere ventiquattro ore al giorno, sulla neve del Genting Snow Park (oggi secondo oro nell'halfpipe) come negli spot televisivi di brand cinesi, c'è invece chi piange e ricorda dove tutto è cominciato. Non lo stile glamour della californiana che ha scelto di rappresentare la Cina, ma la spietata selezione che porta i bambini cinesi, solo pochi su milioni, a eccellere nello sport di alto livello. Con la strategia dello sradicamento dalla famiglia quando sono ancora in età da elementari, l'assegnazione al proprio sport in base alle caratteristiche fisiche, non alle preferenze.
È stata meno patinata, ma sicuramente più cruda e vera la vittoria di Xu Mengtao, acrobata degli Aerials femminili di fronte a un pubblico contenuto ma in delirio. Come il pianto disperato dell'atleta a vittoria conquistata ha parlato in maniera più genuina a un paese che si riconosceva nei genitori intervistati a casa mentre la figlia, ormai trentunenne, si esibiva da un trampolino in un pericolosissimo back full-full-full, un triplo salto mortale con alto grado di difficoltà e atterraggio sulla neve che le è valso la medaglia d'oro dopo sette argenti in grandi eventi compreso quello di Sochi 2014.
Una lunga attesa, partita non si può immaginare da quanto lontano. Da Anshan, città dal clima umido battuta spesso dai monsoni, estati calde che lasciano spazio a gelidi inverni dettati dall'anticiclone siberiano. In questa città nasce Xu Mengtao, pronipote di un celebre performance artist. A quattro anni, nel periodo in cui nasce il suo soprannome Taozi che significa "pesca", entra in una palestra di ginnastica, e le qualità ci sono, evidentemente, se tra tanti bambini viene notata. Seguita nella sua progressione fino a quando arriva la grande opportunità: il trasferimento al team provinciale di Jilin, a più di sei ore di macchina. La chance per diventare una ginnasta importante: peccato che abbia solo sette anni, pochi per essere sradicata dalla famiglia. Le cose evidentemente non vanno nel migliore dei modi, se un anno dopo torna a casa per continuare l'attività nel club della sua città. Ma ormai Xu è nei radar nel programma ginnastica statale, chi ha certe qualità neuromuscolari, psicologiche, chi può eccellere nello sport non è detto che debba farlo nella disciplina da cui è partito. A Pechino 2008 la Cina vinse il quattro di coppia del canottaggio con quattro ragazze che, si raccontò, non avevano mai visto l'acqua del mare o di un lago prima di salire in barca.
Succede così che Xu all'età di undici anni venga definitivamente assegnata agli Aerials sulla neve, lei che viene da una metropoli di monsoni. In fondo si tratta di riprodurre le dinamiche del volteggio, o dell'uscita dalle parallele, in uno spazio molto più ampio. Atterrando sugli sci invece che a piedi nudi. Facile? Insomma. Certo questi trapianti di bambini e ragazzine da una disciplina all'altra genera un fascino morboso nelle altre squadre, nei paesi in cui mai una mamma accetterebbe certe imposizioni dall'alto per un figlio. Ma questo è il sistema, genera campioni, medaglie e leggende: come quella, per esempio, che questi fuoriclasse non sappiano sciare, concentrati come sono sui salti. Perché poi non c'è solo Xu: nella finale femminile sesta si è classificata Fanyu Kong, anche lei di Anshan, selezionata per il programma freestyle skiing nel 1998. Nella squadra mista che ha conquistato l'argento c'erano tra gli uomini Zongyang Jia, indirizzato anche lui dalla ginnastica agli aerial, e Xindi Wang che si allenò da ginnasta tra il 2001 al 2007.
Campioni sottomessi? Forse addirittura fidelizzati, a sentire lo slogan di Xu: "Il risultato è determinato dal processo per ottenerlo. Se il processo è buono, il risultato non potrà essere cattivo". Fedele alla linea, e protettiva nei confronti della famiglia, del padre che considera un eroe e della madre ai quali nascose per due anni un grave infortunio ai legamenti e una lunga riabilitazione. Ora, a trentuno anni, dopo infinite vittorie e sconfitte, l'urlo di fronte alla folla che la acclama, sventolando una bandiera cinese: "Abbiamo vinto". Non solo lei, tutti. Sì, questa non è la California, questa è la Cina.