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Tokyo 2020, Fognini: "Io qui ci sono: per l'azzurro ho dato tutto"

Fabio Fognini 
Il tennista ligure non giocherà il doppio dopo la rinuncia di Berrettini. "Anche Sinner ha fatto una scelta che non condivido. Ma io per questa maglia mi sono squartato". Le speranze per il torneo olimpico: "Se vinco la medaglia non mi ritiro subito come Flavia dopo gli Us Open: gioco un anno e poi saluto tutti"
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TOKYO - Le parole che non si sono detti sono come la cappa d'afa umida sopra Tokyo: innervosiscono e lasciano addosso una sensazione di malessere. Fabio Fognini sta ancora aspettando una telefonata da Matteo Berrettini. L'ha saputo dai giornali che il finalista di Wimbledon e suo compagno di doppio ai Giochi aveva dato forfait e non sarebbe venuto in Giappone. Decisione presa fuori tempo massimo, che ha impedito di trovare un sostituto. Un ritiro per due, quindi. Un peccato per tanti. Perché Fabio e Matteo sul cemento dell'Ariake Tennis Park, superficie veloce e campo indoor, erano tra i favoriti.. "Non voglio commentare, altrimenti vado abbastanza sul polemico...", è la premessa (fragile) di Fognini. Lo raggiungiamo dopo l'allenamento mattutino. Ha appena pranzato alla mensa del Villaggio Olimpico. Il torneo comincia sabato.

Fognini, cosa non vuole commentare?
"La scelta di Matteo. La sua piccola decisione di dare forfait si ripercuote an…

TOKYO - Le parole che non si sono detti sono come la cappa d'afa umida sopra Tokyo: innervosiscono e lasciano addosso una sensazione di malessere. Fabio Fognini sta ancora aspettando una telefonata da Matteo Berrettini. L'ha saputo dai giornali che il finalista di Wimbledon e suo compagno di doppio ai Giochi aveva dato forfait e non sarebbe venuto in Giappone. Decisione presa fuori tempo massimo, che ha impedito di trovare un sostituto. Un ritiro per due, quindi. Un peccato per tanti. Perché Fabio e Matteo sul cemento dell'Ariake Tennis Park, superficie veloce e campo indoor, erano tra i favoriti.. "Non voglio commentare, altrimenti vado abbastanza sul polemico...", è la premessa (fragile) di Fognini. Lo raggiungiamo dopo l'allenamento mattutino. Ha appena pranzato alla mensa del Villaggio Olimpico. Il torneo comincia sabato.

Fognini, cosa non vuole commentare?
"La scelta di Matteo. La sua piccola decisione di dare forfait si ripercuote anche su di me, perché non potrò giocare il doppio. Con lui qui le chance di vedere l'Italia sul podio, anche nel singolare, sarebbero state più alte. Matteo sta vivendo un momento speciale, non c'è dubbio".

Non è venuto per un risentimento alla coscia destra. Non è così?
"Non lo so, non lo so. Io non l'ho più sentito. Ho la mia opinione e la tengo per me".

Non vi siete telefonati per parlarne?
"No, zero...comunque gli auguro di riprendersi presto".

Lei come sta? È in forma per il singolare?
"Fisicamente sono a posto e sto colpendo bene la palla, anche se in campo sto vivendo un momento disordinato, diciamo così. Mi è capitato altre volte nei miei 15 anni di carriera. I primi due-tre mesi dopo la vittoria a Montecarlo nel 2019, per esempio, ero smarrito".

Da cosa dipende il disordine?
"Dipende solo da me, per fortuna. So come gestirlo. Devo riordinare le idee nella mia testa. Certo, ho 34 anni, che non sono 24...viaggiare molto e tutte queste restrizioni per il Covid stanno pesando un po' sul mio corpo".

Lei è alla terza Olimpiade, dopo Londra e Rio. Quali sensazioni prova?
"La verità? Sono un po' triste, perché non c'è il pubblico. Si farà fatica. Fa un caldo pazzesco, c'è molta umidità. L'Ariake Tennis Park è molto bello: hanno fatto due campi centrali enormi, e non so quanti campetti di allenamento. Però il vuoto sugli spalti resta, e non mi piace".

Le autorità giapponesi sono state troppo severe?
"Non dico questo, organizzare un'Olimpiade durante la pandemia era complicato. Ogni giorno sentiamo dire che i casi aumentano e qui sono tutti preoccupati. I cittadini giapponesi neanche li volevano questi Giochi...".

Magari però lo sforzo, la bellezza dello sport e lo spirito olimpico possono dare un segnale di ripartenza a tutto il mondo. Il Cio, che li ha voluti e difesi, ci spera. Lei?
"Non so se si può parlare di ripartenza, secondo me questa verrà ricordata semplicemente come l''Olimpiade diversa': i divieti per il Covid, ogni giorno un tampone, mascherina ovunque, tavoli alla mensa separati dal plexiglas... è una cosa strana. Sono un po' frastornato perché mi guardo intorno e mi chiedo: che sta succedendo?".

Sua moglie Flavia Pennetta le ha dato qualche consiglio?
"Mi conosce, sa che io per la maglia della nazionale mi sono sempre squartato"

Squartato?
"Sì, nel senso che non mi sono mai tirato indietro. Sono venuto a Tokyo nonostante non sia nel mio periodo migliore. Posso uscire al primo turno o vincere una medaglia, in ogni caso so che avrò dato il massimo".

Non esattamente la filosofia del giovane talento Jannik Sinner, che ai Giochi ha preferito un modesto torneo ad Atlanta.
"Sono decisioni personali, vanno rispettate. Ma non le condivido".

Il tennis italiano sta vivendo uno dei momenti migliori della sua storia.
"E pensare che fino a 4-5 anni fa solo le donne erano davvero competitive. Io ho tirato la carretta, ho tre-quattro giovani dietro di me che rimarranno in prima linea per molto tempo. Più siamo meglio è! È bello vedere che il tennis trionfa. Ora tocca alle donne riportarsi sulla scia lasciata da Flavia, Roberta e Sara".

Sua moglie dopo la vittoria agli Us Open del 2015 si è ritirata. Se torna a casa con una medaglia, si ritirerà anche lei?
"Sicuramente ci penso. Ho sempre detto, però, che se faccio un risultato come quello Flavia, non mi ritiro subito. Gioco un altro anno, per festeggiare. Poi saluto tutti e chiudo".