TOKYO. Non ci sarà Yoko Ono (nessuno l'ha chiamata). Ma chissà forse "Imagine" la suoneranno. Non ci sarà tutto quello del Giappone che ci ha fatto divertire: come Astro Boy del fumettista Osamu Tezuka, padre dei manga, le cui ultime parole sono state "Vi prego, lasciatemi lavorare". Scordatevi anche Hello Kitty e Super Mario, troppo commerciali. Accenni alla catastrofe nucleare di Fukushima zero. Temi trasgressivi nessuno. Quella di domani sarà una cerimonia di inaugurale sobria, poco effervescente, senza effetti speciali, tranne una sorpresa finale (se non entreranno in azione gli hacker come a Pyeongchang 2018). Ma soprattutto nuda: niente pubblico, poco più di mille persone, stadio vuoto. L'entrata delle nazioni è decisa dal sillabario giapponese quindi l'Italia entrerà quasi subito, in 18esima posizione, tra Israele e Iraq, a fare da cuscinetto tra due paesi che non si amano. In via eccezionale, dato…
TOKYO. Non ci sarà Yoko Ono (nessuno l'ha chiamata). Ma chissà forse "Imagine" la suoneranno. Non ci sarà tutto quello del Giappone che ci ha fatto divertire: come Astro Boy del fumettista Osamu Tezuka, padre dei manga, le cui ultime parole sono state "Vi prego, lasciatemi lavorare". Scordatevi anche Hello Kitty e Super Mario, troppo commerciali. Accenni alla catastrofe nucleare di Fukushima zero. Temi trasgressivi nessuno. Quella di domani sarà una cerimonia di inaugurale sobria, poco effervescente, senza effetti speciali, tranne una sorpresa finale (se non entreranno in azione gli hacker come a Pyeongchang 2018). Ma soprattutto nuda: niente pubblico, poco più di mille persone, stadio vuoto. L'entrata delle nazioni è decisa dal sillabario giapponese quindi l'Italia entrerà quasi subito, in 18esima posizione, tra Israele e Iraq, a fare da cuscinetto tra due paesi che non si amano. In via eccezionale, dato che ospiteranno i prossimi Giochi, gli Usa (2028) sfileranno per terz'ultimi, seguiti dalla Francia (2024) e dal Giappone, squadra di casa.
Tra i pochi leader presenti, un po' meno di 15 persone (a Rio erano 40): il presidente Macron e la First Lady, Jill Biden. Però l'imperatore Naruhito ci sarà, ma non la moglie, Masako, l'imperatrice triste, che ha un grande feeling con la popolazione e che sembra voler sottolineare una certa lontananza della famiglia reale da questa manifestazione. Siamo alla terza generazione: il nonno di Naruhito, Hirohito, inaugurò quelle di Tokyo '64 e di Sapporo '72, il padre Akihito i Giochi di Nagano '98. Anche se l'imperatore sta pensando di eliminare dalle 17 parole di rito che deve pronunciare il termine "celebriamo" troppo offensivo verso chi è stato colpito da lutti. Nessuna spensieratezza, molta intensità, seguendo il copione del teatro giapponese. Ci sarà poco da divertirsi, come alle feste dei matrimoni, ma almeno la cerimonia è stata accorciata a due ore e quaranta minuti. Atleti contingentati, mascherine, e molti tagli ad un programma che è stato rivoluzionato da una serie di incidenti: prima le dimissioni del direttore creativo Hiroshi Sasaki, che aveva suggerito un (inopportuno) costume "Olympig" per la star influencer Naomi Watanabe e poi quelle del musicista Oyamada, in arte Cornelius, per bullismo conto un disabile, con conseguente eliminazione della sua parte di colonna sonora. Harakiri perfetti, senza cornetti rossi portafortuna.
Tokyo 2020 sarà la consapevolezza che c'è poco da ridere come in Madame Butterfly. E che i sogni sul futuro a volte si fermano, perché è meglio far prevalere l'umiltà. Non ci saranno uomini che volano (Pechino 2008) né regine che si paracadutano (2012), ma un Lost in Contamination che invita ad abbassare la testa sulla sofferenza del mondo e degli atleti. Se nel film Rashomon c'erano diverse interpretazioni ( naturalmente l'autore del libro Akutagawa Ryunosuke si è suicidato) domani ci sarà solo una versione: questi Giochi si fanno per loro, per rispettare le loro fatiche e per fare in modo che lo sport possa sopravvivere in tutte quelle situazioni dove trovare una pista o un canestro è un miraggio. Il virus attacca cuori e polmoni, proprio quelle parti del corpo che servono per correre, saltare, lanciare. E per portare i limiti del mondo un po' più in là. Il tema che verrà proposto è quello della speranza e United by Emotion: la pandemia ci ha fisicamente separati, ma ora dobbiamo tornare tutti a provare la stessa gioia o delusione.
Nel '64 l'ultimo tedoforo fu scelto come simbolo e non partecipò nemmeno ai Giochi, si chiamava Yoshinori Sakai, era nato il 6 agosto 1945 a Hiroshima, un'ora dopo lo scoppio della bomba che uccise 70 mila persone. Corse i 163 gradini per illuminare una promessa di pace e non vedrà questa edizione, è morto nel 2014 a 69 anni. E questo Giappone come portabandiera ha scelto un gigante nero, il 23enne giocatore di basket Rui Hachimura, primo a giocare in Nba, che farà coppia con la wrestler Yui Susaki. Alla delegazione azzurra guidata dalla coppia Rossi- Viviani è stata chiesta misura e compostezza. A rappresentare l'Italia la sottosegretaria Vezzali (che ancora oggi infilzerebbe tutti).
I Giochi si fanno, ma sottovoce, senza disturbare la convalescenza del pianeta. E nel 2032 il mondo dei Cinque Cerchi si sposterà a Brisbane in Australia. Tokyo voleva un'Olimpiade che ricostruisse il paese dopo lo tsunami del 2011, ora si trova dei Giochi che affondano nella pandemia. Più che una serata da fuochi di artificio ne promette una di raccoglimento. Ma il braciere per la prima volta è all'idrogeno. Come le macchine del futuro. "Imagine".