Tokyo 2020: onde e pareti da domare, tutto l'oro dei teenager
dal nostro inviato Fabio Tonacci , dal nostro inviato Fabio TonacciTOKYO. L'arrampicata, ma perché? "Perché non somiglia a niente di già esistente nel programma olimpico. Ed è l'unico sport che ha come scopo l'ascesa in verticale". Si potrebbe obbiettare che pure il salto in alto e il salto con l'asta sono forme di ascensione, ma con gli sport esordienti funziona così: chi è chiamato a promuoverli abbonda con l'iperbole. Quindi, perché lo skateboard? "È giovanile e urban-oriented, potrà attirare una vastissima audience, sia maschile e femminile". Il surf? La motivazione deve averla scritta un pubblicitario, di quelli particolarmente bravi con le brochure: "La competizione sulle onde e l'atmosfera da festival sulla spiaggia che l'accompagna aggiungeranno una nuova dimensione ai Giochi". Per il karate è stato facile, bastava leggere la carta di identità: nato nel 1868 sull'isola di Okinawa, Giappone. Il Paese ospita…
TOKYO. L'arrampicata, ma perché? "Perché non somiglia a niente di già esistente nel programma olimpico. Ed è l'unico sport che ha come scopo l'ascesa in verticale". Si potrebbe obbiettare che pure il salto in alto e il salto con l'asta sono forme di ascensione, ma con gli sport esordienti funziona così: chi è chiamato a promuoverli abbonda con l'iperbole. Quindi, perché lo skateboard? "È giovanile e urban-oriented, potrà attirare una vastissima audience, sia maschile e femminile". Il surf? La motivazione deve averla scritta un pubblicitario, di quelli particolarmente bravi con le brochure: "La competizione sulle onde e l'atmosfera da festival sulla spiaggia che l'accompagna aggiungeranno una nuova dimensione ai Giochi". Per il karate è stato facile, bastava leggere la carta di identità: nato nel 1868 sull'isola di Okinawa, Giappone. Il Paese ospitante.
Si trova sempre un buon motivo per ampliare la lista degli eventi che assegnano medaglie griffate Cinque Cerchi. Inclusione, integrazione, diffusione della cultura sportiva, curiosità, interesse dei broadcaster, popolarità tra i più giovani, sperimentazione. Le proposte avanzate nei mesi scorsi dagli organizzatori di Tokyo 2020(+1), sono state accolte con favore e rispetto dal Cio. Al tabellone si sono aggiunti i debuttanti assoluti (surf, skateboard, karate e arrampicata sportiva), i graditi ritorni (baseball e softball) e le moderne variazioni di vecchi sport (ad esempio la pallacanestro 3 contro 3). Dice il presidente del Coni Giovanni Malagò che sono "ottime scelte" e "molto spettacolari" e che potrebbero regalarci qualche soddisfazione. "Teniamo d'occhio l'arrampicata: la nostra Laura Rogora è fortissima e abbiamo speranze di medaglia anche con gli uomini". La romana Rogora, classe 2001, è la seconda donna al mondo ad essere riuscita a salire una via di grado 9b. Per i profani: una scalata parecchio difficile, che quando la osservi non capisci più da che parte tira la forza di gravità.
La formula scelta a Tokyo, però, non piace ai puristi del climbing: ogni atleta partecipa a tre discipline - speed, bouldering, lead - assai diverse tra loro. Non c'è nessuno che sia specializzato in tutte. Lo speed è uno spettacolo di pura esplosione muscolare: si gareggia uno contro uno su pareti gemelle di 15 metri, afferrando appigli e balzando dall'uno all'altro. Chi raggiunge per primo il tetto, vince. Il bouldering e il lead ricordano l'arrampicata classica, i movimenti sono più lenti, la via è pensata, anche perché agli atleti non possono vedere la parete prima della partenza. Le finali sono il 5 e il 6 agosto. Nello skateboard (discipline: lo street e l'acrobatico park) i più quotati sono i giapponesi e i brasiliani, tra cui Leticia Bufoni, ex fidanzata del calciatore Neymar. Le guastafeste si chiamano Sky Brown e Rayssa Leal, ragazzine terribili che in due non fanno l'età di Neymar. Sky Brown, tredici anni, è l'atleta più giovane della storia a rappresentare la Gran Bretagna ai Giochi. "Imparo tutto per strada e su youtube". C'è da crederle, lo skateboard ha questo di bello: bastano una tavola con le rotelle e dell'asfalto che puoi arrivare fino a Tokyo. "Durante il lockdown mi allenavo nel parcheggio di una scuola chiusa vicino casa", racconta Asia Lanzi, 19 anni, l'azzurra che si è qualificata nello street. Disciplina molto urban, in effetti: i salti e i trick li fanno su pezzi di ringhiera, dossi, rampe e scale. Finali il 25-26 luglio, per il park il 4-5 agosto.
Di tavole, ma senza rotelle, ce ne saranno molte il 28 luglio nelle acque oceaniche davanti alla spiaggia di Tsurigasaki, a un centinaio di chilometri dallo Stadio Olimpico. Si disputa la finale del surf, sport che per la prima volta bussò alle porte del Cio più di cento anni fa, quando il nuotatore hawaiano Duke Kahanamoku ne suggerì l'inserimento nel programma mentre gli infilavano la medaglia d'oro al collo. Era il 1912, a Stoccolma. Oltre un secolo dopo, l'hanno organizzata così: surfano in sessioni di mezzora, si possono prendere un massimo di 25 onde. Favoritissimi: australiani e statunitensi. L'Italia si affida al romano Leonardo Fioravanti (classe 1997).
Il karate sarà pure made in Japan ma vede i colori azzurri ben rappresentati: cinque qualificati su otto categorie. Nel kumite (incontri di tre minuti, uno contro uno) categoria 75 chili abbiamo il "Gorilla di Avola", al secolo Luigi Busà, carabiniere, classe 1987, che punta all'oro. Può salire sul podio anche la genovese Viviana Bottaro, 34 anni. Compete nel kata, "forme" dove si combatte contro avversari immaginari. Non sono immaginarie, invece, le medaglie che, per la prima volta finiranno al collo di surfer, skater, climber e karateka. Sono reali e pesanti come le altre.