Sollevamento pesi, Mirko Zanni è medaglia di bronzo. Italia sul podio dopo 37 anni
Ancora una medaglia di bronzo per l'Italia. La conquista Mirko Zanni nel sollevamento pesi, categoria 67 kg. L'azzurro alza complessivamente 322 kg, nuovo record italiano. A vincere il cinese Chen (332 kg), davanti al colombiano Mosquera Lozano (331 kg). Quella di Zanni è la quinta medaglia per l'Italia in questa edizione dei Giochi, e per il sollevamento è un podio storico: l'ultimo era stato quello di Norberto Oberburger, che a Los Angeles, complice comunque anche il boicottaggio dei paesi dell'est, aveva conquistato l'oro.
Zanni si presentava a Tokyo come outsider, ma ha saputo cogliere l'occasione. Nel suo palmares anche un argento europeo, un bronzo ai Giochi del Mediterraneo; un bronzo ai Giochi Olimpici Giovanili; un titolo europeo U23.
Indossa una cinta a cui ha dato un nome: l'ha chiamata Silvia, il nome di una ragazza che non è voluta uscire con lui. L'ha stretta forte fino all'ultimo, fino a quando ha capito che aveva vinto la medaglia.
Appassionato di pesca, nato a Pordenone, ha 24 anni e fa sollevamenti pesi per colpa del papà. Giorgio Zanni ex del powerlifting (sollevamento del massimo peso possibile in tre esercizi: lo squat, la distensione su panca piana e lo stacco da terra) e la mamma Federica De Biasio, ex azzurra dell'atletica, avevano deciso di non far praticare al figlio uno dei loro sport. L'azzurro ha abbandonato presto la pallavolo e il padre ha violato l'accordo familiare: lo ha portato in palestra e lo ha convinto a partecipare alla sua prima gara di sollevamento pesi, all'insaputa della mamma. I risultati sono arrivati subito e si sono succeduti nel corso della carriera: l'ultimo è l'argento mondiale conquistato quest'anno a Mosca. A Tokyo è la sua prima esperienza olimpica tra i 'grandi' dopo il bronzo vinto ai Giochi Olimpici Giovanili: "Non so in che pianeta sono - ha detto dopo aver vinto la medaglia - non posso essere più felice di così. Questa medaglia pesa più di 322 chili: pesano dieci anni di allenamento, di sacrifici. La dedico a una persona speciale per me: mio nonno".