La rivoluzione delle ginnaste tedesche, ai Giochi con la tuta: "No alla sessualizzazione delle atlete"
Oltre le gambe (scoperte) c'è di più. C'è la tuta che arriva alle caviglie. Una tuta che copre glutei e cosce, polpacci e ginocchia. Meno spazio all'immaginazione, più spazio all'esibizione. Ci sono i cristalli e le pietre, c'è il body rosso scarlatto, ci sono le maniche, come da tradizione, ma sotto sotto c'è altro: la divisa non è più il classico body da ginnasta, ma una tuta, aderente e coprente, che arriva ai piedi.
Così si sono presentate le ginnaste tedesche alle qualificazioni. E così sarà, fino a fine Olimpiade. Per mettere fine alla "sessualizzazione della ginnastica", così è deciso. C'è stato un momento in cui la squadra tedesca ha deciso di rompere con la tradizione e coprire le gambe. Avevano indossato la tuta con calzamaglia agli Europei di Ginnas…
Oltre le gambe (scoperte) c'è di più. C'è la tuta che arriva alle caviglie. Una tuta che copre glutei e cosce, polpacci e ginocchia. Meno spazio all'immaginazione, più spazio all'esibizione. Ci sono i cristalli e le pietre, c'è il body rosso scarlatto, ci sono le maniche, come da tradizione, ma sotto sotto c'è altro: la divisa non è più il classico body da ginnasta, ma una tuta, aderente e coprente, che arriva ai piedi.
Così si sono presentate le ginnaste tedesche alle qualificazioni. E così sarà, fino a fine Olimpiade. Per mettere fine alla "sessualizzazione della ginnastica", così è deciso. C'è stato un momento in cui la squadra tedesca ha deciso di rompere con la tradizione e coprire le gambe. Avevano indossato la tuta con calzamaglia agli Europei di Ginnastica artistica dello scorso aprile ma, non erano sicure di indossare la divisa coprente anche a Tokyo 2020. Poi si sono sedute: "E ci siamo dette - racconta Sarah Voss - c'è una grossa competizione. Dobbiamo essere sorprendenti". Ed è stata presa una scelta per mandare un messaggio contro la "sessualizzazione della ginnastica e delle donne" e un segnale contro ogni forma di abuso nei confronti delle atlete. Non è un caso, infatti, che le Olimpiadi di Tokyo siano le prime dopo la condanna a quasi 200 anni per abusi sessuali su centinaia di atlete dell'ex medico della nazionale americana di ginnastica, Larry Nassar. L'obiettivo è anche "evitare di sentirsi a disagio" sottolinea la federazione: a volte il il body può spostarsi durante un volteggio, un esercizio, uno spaccata e creare imbarazzo nelle atlete. Ma il regolamento non consente di sistemare i costumi durante le esibizioni, pena la riduzione dei punti.
La tuta è performante: la usano anche molti colleghi maschi, che compiono gli stessi movimenti non hanno alcun problema. "E noi - spiegano - vogliamo essere considerate e tratatte come gli uomini". Vogliono la parità: hanno scoperto le carte, scoprendo le gambe.