Canoa, Stefanie Horn beffata: la medaglia sfuma per un tocco
dal nostro inviato Ettore Livini , dal nostro inviato Ettore LiviniUn'onda che solleva la canoa e una leggera carezza della prua su una (maledetta) palina verde nel canale di Kasai - la numero 3 - portano via a Stefanie Horn una medaglia nello slalom della K1 femminile. La 30enne atleta italo tedesca è arrivata quarta a 20 centesimi dal bronzo. Senza quel tocco e i due secondi di penalità sarebbe salita sul gradino più alto del podio. A vincere è stata la tedesca Ricarda Funk davanti alla spagnola Maialen Chourrat, oro a Rio. Terza l'australiana Jessica Fox che partiva da favoritissima e ha rivissuto l'incubo della gara in Brasile. Tempo velocissimo (il migliore davanti a Horn) ma quattro secondi di penalità l'hanno costretta ad accontentarsi del bronzo tra le lacrime come cinque anni fa.
Italiana per Cupido
Stefanie Horn ha cominciato la sua avventura sportiva sulla canoa con la maglia della nazionale tedesca. Suo padre (canoista pure lui) l'ha messa in barca. La mamma h…
Un'onda che solleva la canoa e una leggera carezza della prua su una (maledetta) palina verde nel canale di Kasai - la numero 3 - portano via a Stefanie Horn una medaglia nello slalom della K1 femminile. La 30enne atleta italo tedesca è arrivata quarta a 20 centesimi dal bronzo. Senza quel tocco e i due secondi di penalità sarebbe salita sul gradino più alto del podio. A vincere è stata la tedesca Ricarda Funk davanti alla spagnola Maialen Chourrat, oro a Rio. Terza l'australiana Jessica Fox che partiva da favoritissima e ha rivissuto l'incubo della gara in Brasile. Tempo velocissimo (il migliore davanti a Horn) ma quattro secondi di penalità l'hanno costretta ad accontentarsi del bronzo tra le lacrime come cinque anni fa.
Italiana per Cupido
Stefanie Horn ha cominciato la sua avventura sportiva sulla canoa con la maglia della nazionale tedesca. Suo padre (canoista pure lui) l'ha messa in barca. La mamma ha provato a convincerla a fare nuoto. Ma lei, che amava più la natura che la scuola, si è trovata bene sui torrenti e ha iniziato a pagaiare. A portarla in Italia è stato Cupido. Nel 2013, inseguendo il cuore, si è spostata in Italia per raggiugere Riccardo De Gennaro, allora nazionale italiano della specialità e fratello maggiore di quel Giuseppe che correrà da domani nel k1. E l'anno successivo ha conquistato per meriti sportivi (è stata campionessa europea juniores e vicecampione del mondo nel 2008) la cittadinanza italiana.
Il cambio di barca
Horn ha già difeso i colori del nostro paese a Rio 2016, dove divideva la camera con la portabandiera di Tokyo Jessica Rossi, con un ottimo ottavo posto. Da lì, facendo tesoro dell'esperienza, ha iniziato a pianificare il percorso verso il Giappone. Ha rinforzato il team che la segue, ha inserito un psicologo che "mi ha aiutato a superare quei blocchi che nel passato mi avevano frenato". Nell'ultimo anno e mezzo, causa Covid e chiusura del canale di Ivrea dove si allena, le cose si sono complicate. Ha cambiato barca perché non sentiva il feeling con quella nuova e si è presentata in Giappone senza sapere cosa aspettarsi da se stessa. Le prove nel canale di Kasai l'hanno convinta di essere pronta per fare bene. In finale si è presentato con il quarto tempo e nell'ultima discesa - bravissima - ha sfiorato il miracolo, sfumato per quel tocco malandrino a inizio gara.