Ciclismo, delusione Ganna: nella crono è fuori dal podio. L'oro a Roglic
dal nostro inviato Maurizio Crosetti , dal nostro inviato Maurizio CrosettiTOKYO - E adesso nessuno dica "solo quinto". Filippo Ganna non è uno scalatore, e nella crono olimpica c'era quasi solo salita. L'ha dominata Primoz Roglic, un altro sloveno padrone delle bici dopo Pogacar al Tour (e terzo su strada qui), davanti all'olandese Dumoulin che qualche mese fa se l'è vista brutta con la depressione, altro che vincere una corsa. Sarà per questo che alla fine piangeva. Filippo è arrivato a quasi 2 secondi dal bronzo e a 4 dall'argento, non malissimo. "Rifarei tutto, non sono ancora diventato uno scalatore e adesso posso pensare alla pista. Qui a Tokyo c'era gente che vince tappe al Tour. Ci riproverò nel 2024 a Parigi, con un percorso forse più adatto a me".
Ganna: "Non potevo fare di più"
In testa al primo intertempo, quando però l'asfalto non aveva ancora cominciato a impennarsi, Ganna è calato alla distanza. Anche peggio di lui…
TOKYO - E adesso nessuno dica "solo quinto". Filippo Ganna non è uno scalatore, e nella crono olimpica c'era quasi solo salita. L'ha dominata Primoz Roglic, un altro sloveno padrone delle bici dopo Pogacar al Tour (e terzo su strada qui), davanti all'olandese Dumoulin che qualche mese fa se l'è vista brutta con la depressione, altro che vincere una corsa. Sarà per questo che alla fine piangeva. Filippo è arrivato a quasi 2 secondi dal bronzo e a 4 dall'argento, non malissimo. "Rifarei tutto, non sono ancora diventato uno scalatore e adesso posso pensare alla pista. Qui a Tokyo c'era gente che vince tappe al Tour. Ci riproverò nel 2024 a Parigi, con un percorso forse più adatto a me".
Ganna: "Non potevo fare di più"
In testa al primo intertempo, quando però l'asfalto non aveva ancora cominciato a impennarsi, Ganna è calato alla distanza. Anche peggio di lui ha fatto il grande favorito, il belga Wout van Aert, che ha pagato gli sforzi francesi e della corsa in linea di sabato. Invece Roglic al Tour era caduto presto: si è ritirato, è partito prima degli altri per il Giappone e ha preparato perfettamente la sua magnifica cavalcata. Non c'è comuque tristezza nello sguardo di Ganna, campione del mondo contro il tempo, anche se stavolta quel tempo ha girato al contrario: "Non potevo fare di più, oggi c'erano corridori che andavano più forte di me. Sono riuscito governare bene la bicicletta in discesa, e sul rarissimo tratto in pianura ho mantenuto il mio passo. Ma, come vi ho spiegato, c'era proprio troppa salita per me".
E' stata una cronometro bellissima, per lunghi tratti dentro l'autodromo del Fuji dove nel 1976 si svolse l'epilogo del grande duello tra Lauda e Hunt, quando il ferrarista "ebbe il coraggio di avere paura", come scrisse Gian Paolo Ormezzano. L'austriaco si ritirò nel diluvio e perse il titolo meno di tre mesi dopo il rogo del Nurburgring, piagato per sempre dentro e fuori. Una pagina di sport indimenticabile e drammatica. Non così epica, ovviamente, questa corsa olimpica, anche se Ganna cavalcava un bolide da 25 mila euro "rosso Ferrari": la suggestione c'era, il risultato no.
Donne, decima Longo Borghini
Tra le donne, anche Elisa Longo Borghini si è dovuta accontentare: dopo il bronzo su strada è arrivata decima. Ha vinto la fenomenale olandese van Vleuten, seconda sabato. Molto bella la storia della svizzera Marlen Reusser, la medaglia d'argento: è un medico, ha comiciato a correre tardi per ragioni ecologiste (è una "verde" convinta), dopo avere scoperto valori fenomenali nel proprio organismo a livello di trasporto dell'ossigeno nel sangue. La dottoressa Marlen è un fenomeno naturale. Quando disputò la prima corsa su strada, cadde e si ruppe il femore. All'arrivo dei soccorsi, fu lei a dire ai barellieri come comportarsi. Medico, cura te ipsum.