L'addio da icona di Aldo Montano, la sua sciabola finisce al museo
dal nostro inviato Mattia Chiusano , dal nostro inviato Mattia ChiusanoTOKYO. Il passaggio dal campione all'icona olimpica si consumerà oggi, il giorno dopo l'argento a squadre. Aldo Montano porterà alla Makuhari Messe, sede delle gare di scherma, una sciabola e un corpetto di sua proprietà: saranno esposti al Museo Olimpico del Cio a Losanna. All'ultimo ballo il livornese, il campione di Atene 2004, il discendente della più grande dinastia dello sport italiano non si è presentato da vecchia gloria, ma da leggenda. Era riserva, è entrato a freddo dopo l'infortunio dell'argento individuale Samele. Lui che ha quasi 43 anni e una protesi dell'anca in vista, ha spinto Luca Curatoli ed Enrico Berrè verso una finale guadagnata battendo l'Ungheria, vecchia rivale. Poi è arrivata la Corea del Sud in finale, e lì non c'è stato più niente da fare perché nel nuovo mondo della scherma chi è imbattuto da anni si chiama Kim, Gu, Oh. Il loro segret…
TOKYO. Il passaggio dal campione all'icona olimpica si consumerà oggi, il giorno dopo l'argento a squadre. Aldo Montano porterà alla Makuhari Messe, sede delle gare di scherma, una sciabola e un corpetto di sua proprietà: saranno esposti al Museo Olimpico del Cio a Losanna. All'ultimo ballo il livornese, il campione di Atene 2004, il discendente della più grande dinastia dello sport italiano non si è presentato da vecchia gloria, ma da leggenda. Era riserva, è entrato a freddo dopo l'infortunio dell'argento individuale Samele. Lui che ha quasi 43 anni e una protesi dell'anca in vista, ha spinto Luca Curatoli ed Enrico Berrè verso una finale guadagnata battendo l'Ungheria, vecchia rivale. Poi è arrivata la Corea del Sud in finale, e lì non c'è stato più niente da fare perché nel nuovo mondo della scherma chi è imbattuto da anni si chiama Kim, Gu, Oh. Il loro segreto se lo tengono ben stretto, sono stati vani i tentativi azzurri di condividere metodi e tecnica coi nuovi padroni.
Ma non sarà certo un problema di Aldo Montano, che con l'argento di Tokyo chiude una carriera olimpica che vanta anche tre medaglie a squadre (l'argento di Atene e i bronzi di Pechino e Londra). "Non me lo sarei mai aspettato di tirare in una finale alla mia età" è il suo congedo. "È stato meraviglioso chiudere la carriera così, ancora competitivo, sentendo di aver aiutato i ragazzi a conquistare questa medaglia. Ma adesso basta così, è giusto fermarsi: è la mia ultima presenza in Nazionale. Nel giorno in cui smette anche Federica Pellegrini: è una ruota che gira per tutti, quella sportiva è cinica, velocissima, e per me è durata tanto, fin troppo. È stata una vita meravigliosa, l'unico rimpianto è che è andata via velocemente, diciassette anni sono passati in un soffio".
Scorrono i ricordi del suo ultimo anno, quello delle Olimpiadi rinviate. Il Covid che ha contagiato la sua famiglia, la moglie Olga, i figli Olimpia e Mario nato ad aprile. Il ricovero in rianimazione per tre settimane del padre Mario Aldo. L'usura fisica, che gli provoca dolori. "Ho aspettato un anno in più rispetto a quel che pensavo". Ci sono stati anni in cui le palestre di scherma erano piene di ragazzi che volevano imitarlo, diventando sciabolatori e indossando i suoi anelli tribali. I suoi compagni di squadra sono stati influenzati dalla sua personalità. Luca Curatoli, 27 anni, che arriva dalla tradizione della sciabola napoletana, Enrico Berrè, 28 enne di Genzano che si allena a Roma e ricorda tutto benissimo: "Mi è venuta voglia di arrivare fin qui da quando l'ho visto vincere ad Atene 2004, facevo fioretto, ma lui mi emozionò. Lui è una fonte d'ispirazione, noi facciamo uno sport considerato minore, ma certe sue imprese sono paragonabili a Federer, Michael Jordan".
Consegnati i suoi memorabilia che saranno conservate accanto ai cimeli di De Coubertin, Aldo comincerà la sua nuova vita. C'è il cantiere navale dei Montano a Livorno da curare, oppure delle accademie da seguire in giro per il mondo, tanti progetti in testa, in accordo con il Coni, la federscherma, la polizia penitenziaria. Poi c'è "una famiglia da accudire", e due figli Olimpia e Mario, a cui raccontare la storia del bisnonno che gareggiò a Berlino '36, e quella volta che il nonno invece a Monaco '72...