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Burdisso, una farfalla più forte dell'ansia

(reuters)
Primo italiano ad aver vinto una medaglia olimpica nei 200 farfalla, ha raccontato di aver sofferto la tensione negli ultimi giorni: "Non volevo neanche farla questa gara"
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TOKYO. Un Burdisso pieno d'ansia e di bronzo. Nel giorno in cui diventa il primo italiano a vincere una medaglia olimpica nei 200 farfalla, Federico ti dice: "Non volevo neanche farla questa gara. Sto soffrendo molto la tensione in questi giorni, anche se non sono un tipo che di solito la patisce. Di fatto fino all'ultimo sono stato incerto se nuotarla". Meno male che non ha abbandonato la vasca come Simone Biles la pedana.

I tormenti se li è portati in acqua, sfarfallandoci contro. Ne esce coi capelli arruffati, che parlano più dei suoi occhi come spilli, spiritati, e delle spiegazioni successive: "Forse perché sono ancora molto giovane e con poca…

TOKYO. Un Burdisso pieno d'ansia e di bronzo. Nel giorno in cui diventa il primo italiano a vincere una medaglia olimpica nei 200 farfalla, Federico ti dice: "Non volevo neanche farla questa gara. Sto soffrendo molto la tensione in questi giorni, anche se non sono un tipo che di solito la patisce. Di fatto fino all'ultimo sono stato incerto se nuotarla". Meno male che non ha abbandonato la vasca come Simone Biles la pedana.

I tormenti se li è portati in acqua, sfarfallandoci contro. Ne esce coi capelli arruffati, che parlano più dei suoi occhi come spilli, spiritati, e delle spiegazioni successive: "Forse perché sono ancora molto giovane e con poca esperienza per avvenimenti così importanti". Prime Olimpiadi a 19 anni e con bronzo (in 1'54''45, dopo essere passato 2° ai 100 in 53''42) tra le farfalle più svolazzanti dell'universo, nella specialità che ha reso grande Michael Phelps: oro con record olimpico (1'51''25) a Kristof Milak, 21 anni, l'ungherese campione del mondo e d'Europa e primatista mondiale; argento all'altro 19enne, il giapponese Tomoru Honda (in 1'53"73). Burdisso si cura di lui, guarda e passa a sé: "Un po' di rimpianti ci sono perché se fossi arrivato al pieno delle mie potenzialità fisiche e mentali potevo essere 2°". Al posto dell'argento manga.

Burdisso, bronzo nei 200 farfalla: "Seguo 3 lauree a Chicago. E non volevo gareggiare per lo stress"

Un posto nel mondo, Burdisso lo cerca. È nato a Pavia, lo allena Stefano Palombi all'Aurelia Roma, ha fatto il college col fratello più grande, Alessandro, in Cornovaglia alla Mount Kelly School col sogno di diventare ingegnere come papà, poi è andato a fare Matematica, Statistica ed Economia a Chicago, Northwestern University ("studio di notte, di giorno nuoto") dove avrebbe voluto preparare anche l'Olimpiade se non ci si fosse messa di mezzo la pandemia, che lo ha costretto a rimpatriare. "Sono un po' stanco. Devo ancora realizzare, è stata strana questa Olimpiade. Faccio un po' fatica ad accorgermi di cosa succede attorno. Ma se arrivo sapendo che posso giocarmi una medaglia, la pressione la sento". A 16 anni non la sentiva quando, agli Europei di Glasgow, entrò nella finale dei 200 farfalla da ripescato per la rinuncia del britannico James Guy: vinse il bronzo senza starci troppo a pensare (dovette farlo la federnuoto firmando per lui, minorenne, l'antidoping). Poi è arrivata, per così dire, la responsabilità: 4° ai Mondiali di Gwangju 2019 per 2 soli decimi, vice campione europeo in carica. "Mi sono divertito. Non è stato uno dei migliori tempi, ma in queste gare conta sola chi mette la mani davanti per primo". Anche pieno d'ansia e di bronzo.