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Caeleb Dressel, il nuotatore profeta: "In vasca mi sento puro"

Caeleb Dressel, 24 anni, già oro nei 100 stile libero e nella 4x100 sl (afp)
Viene da una piccola città della Florida, legge la Bibbia, tiene un diario. Sui 100 stile libero la sua prima medaglia olimpica individuale
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TOKYO. Se Phelps era un animale acquatico, Dressel è un mostro marino. Guardatelo quando emerge dall'acqua, mostra il torace e apre le braccia. Viene da mettervi le mani sul viso, da proteggervi. Come se dal fondo emergesse la creatura di Loch Ness. Però Caeleb ha gli occhi azzurri, e piange con l'oro al collo sul podio dei 100 stile libero: è il suo primo titolo olimpico individuale. Lo vedremo spesso, perché nella sua lista della spesa ci sono altre cinque medaglie. Anche se per preservarlo il ct americano Dave Durden non l'ha messo nella staffetta 4x200 che gli Usa hanno chiuso fuori dal podio, quarti. "La passione stava diventando stress, devo calibrare". Non è che gli manchino i successi, ai mondiali del 2017 ha vinto sette titoli, come Phelps.

TOKYO. Se Phelps era un animale acquatico, Dressel è un mostro marino. Guardatelo quando emerge dall'acqua, mostra il torace e apre le braccia. Viene da mettervi le mani sul viso, da proteggervi. Come se dal fondo emergesse la creatura di Loch Ness. Però Caeleb ha gli occhi azzurri, e piange con l'oro al collo sul podio dei 100 stile libero: è il suo primo titolo olimpico individuale. Lo vedremo spesso, perché nella sua lista della spesa ci sono altre cinque medaglie. Anche se per preservarlo il ct americano Dave Durden non l'ha messo nella staffetta 4x200 che gli Usa hanno chiuso fuori dal podio, quarti. "La passione stava diventando stress, devo calibrare". Non è che gli manchino i successi, ai mondiali del 2017 ha vinto sette titoli, come Phelps.

Si sa, quando ci sono tipi esagerati significa che ci sono anche grandi vuoti dentro. Per Phelps era l'abbandono del padre (fuggito con un'altra), per Caeleb è un altro tipo di buio, ma speriamo che il matrimonio con la sua compagna di scuola Megan Haile (cerimonia nel giorno di San Valentino) porti serenità. Dice cose giuste Dressel: "Ci sei solo tu e l'acqua, nessuno ti può aiutare mentre nuoti, in tanti avrebbero ucciso per essere al mio posto". Tra poco compie 25 anni, viene da una piccola città della Florida, Green Cove Springs. "Da bambino, vivevamo in 6 in una casa con un solo bagno, la nostra gara tra fratelli era arrivare primi, perché poi l'acqua calda finiva". Porta sempre con sé una bandana blu, era della sua insegnante, Claire Mc Cool, morta di tumore. In più è un tipo che prima di dormire scrive tutto su un diario, come Mennea. "Sono un po' smemorato". Si segnala da ragazzo. Lo chiamano il nuotatore profeta. Anzi il velocista della chiesa di Cristo. È un fenomeno: urla, sbatte l'acqua, sembra un crociato in missione divina. Ha i salmi scritti con il pennarello nero sotto gli occhi (ora non più). Isaia è il suo preferito: citazione 40.31. "Coloro che credono nel Signore si innalzeranno come aquile". E lui ha un'enorme aquila tatuata sulla spalla sinistra, più la bandiera a stelle e strisce. Fede e patria. Ha aggiunto un orso nero, un alligatore sul gomito, arance, fiori, una magnolia, e uno solo sul destro: i Cinque Cerchi. Ai mondiali di Budapest del 2017 raccoglie 3 ori in 90 minuti. E tutti a dire è il nuovo Phelps e anche il nuovo Lochte, visto che è allenato dal suo coach, Gregg Troy. Non male essere un misto di due big, ma lui ribatte: "Ho un fisico diverso". Gambe potenti.

Il ragazzo che legge la Bibbia ha sangue misto: bisnonno tedesco, bisnonna nativa indiana. Come molti genitori che lavorano, i suoi l'hanno buttato in piscina a quattro anni, con l'altro fratello e le due sorelle. "Avevo bisogno di uno sport che mi facesse da baby sitter", spiegava la madre Christine. Caeleb all'inizio pensa che il nuoto sia orribile. "Soprattutto il viaggio in macchina per arrivarci, preferivo il calcio". Christine ricorda: "A cinque anni, mentre Tyler, suo fratello più grande stava gareggiando, lui si è buttato, ha nuotato per 25 metri, e mi ha chiesto: mamma, dov'è la medaglia?". A 13 è il più veloce di tutti: si capisce che è un predestinato, inizia la pressione. Da teenager nuota per la famosa Bolles School Sharks, quella dove c'è anche Schooling, ragazzo di Singapore che a Rio batterà Phelps nei 100 farfalla (guarda tu il caso) però gareggia anche per la scuola vicina a casa sua, questo significa 45 minuti di auto ogni giorno e tre anni di gare continue. Qualcuno si meraviglia se non ne può più? Ha uno svenimento in acqua, si fa operare al setto nasale, poi dice basta. "Ero esausto, deciso a smettere, sopraffatto dai miei demoni". Non avvisa, diserta. Mamma Christine: "Lo abbiamo fatto seguire da uno psicologo, mio marito Mike, veterinario, è un tipo divertente, sempre allegro, come mai nostro figlio era diventato tenebroso e depresso?".

Nella primavera del 2014 Caeleb posta la foto di una piscina al suo coach Calanog. Dopo cinque mesi il buio è finito, lui torna in acqua. "Era come essere ribattezzato, mi sono sentito di nuovo puro". Nel frattempo si è dato al baseball e all'atletica, ha camminato nei boschi, ma soprattutto ha riempito il vuoto. "Mi mancava la spiritualità. Volevo trovare un motivo per nuotare, che fosse mio". A Rio vince l'oro nella staffetta veloce con Phelps, e bissa nella 4x100 misti, va male nell'individuale. Nessuno se ne preoccupa. Nel 2019 ai Mondiali in Corea fa il record del mondo nei 100 farfalla (49"50). Per Rowdy Gaines, un campione che capisce: "Dressel ha una straordinaria acquaticità e leggerezza", per coach Troy "una velocità naturale, migliore di Lochte", per Ledecky: "Un'energia pazzesca". L'unica che dice attenzione ai paragoni è mamma Christine: "Vi prego, non dite che è il nuovo Phelps, l'avevamo già perso anni fa per questo. Salvate mio figlio dalla condanna di essere un replicante". È Dressel. Solo Dressel.