Fognini ne combina un'altra: "Sono un fr...". Poi si scusa: "Il caldo dà alla testa"
dal nostro inviato Fabio Tonacci , dal nostro inviato Fabio TonacciCi risiamo. Questa volta Fabio Fognini credeva di insultare se stesso, ma in realtà stava offendendo tutti. Parole che risuonano tristemente omofobe. La partita è quella di ieri, persa contro il russo Danil Medvedev, numero due del mondo. Il nostro tennista la sta giocando "alla Fognini": lampi di talento cristallino in una tempesta di arrabbiature, nervosismi, urla al cielo, occasioni sprecate, polemiche con l'arbitro, una racchetta spaccata e un'altra decina di attentati a quella nuova. E poi eccolo lì che nel momento cruciale, quando sente il match scivolare nelle mani di Medvedev, ad alta voce si dà del "frocio" perché la palla "deve andare solo sopra la rete". Lo dice tre volte. Le telecamere a bordo campo registrano la sua voce, il video comincia a girare come un frullatore sul web generando indignazione.
Può un professionista in mondovisione lasciarsi andare così? No, non può. E non d…
Ci risiamo. Questa volta Fabio Fognini credeva di insultare se stesso, ma in realtà stava offendendo tutti. Parole che risuonano tristemente omofobe. La partita è quella di ieri, persa contro il russo Danil Medvedev, numero due del mondo. Il nostro tennista la sta giocando "alla Fognini": lampi di talento cristallino in una tempesta di arrabbiature, nervosismi, urla al cielo, occasioni sprecate, polemiche con l'arbitro, una racchetta spaccata e un'altra decina di attentati a quella nuova. E poi eccolo lì che nel momento cruciale, quando sente il match scivolare nelle mani di Medvedev, ad alta voce si dà del "frocio" perché la palla "deve andare solo sopra la rete". Lo dice tre volte. Le telecamere a bordo campo registrano la sua voce, il video comincia a girare come un frullatore sul web generando indignazione.
Può un professionista in mondovisione lasciarsi andare così? No, non può. E non deve. Fognini ha due figli e il terzo in arrivo. E' una persona intelligente, quando è lontano dal campo è ragionevole, ha il merito di essere schietto e il vantaggio che, a 34 anni, può permettersi di togliersi i macigni dalle scarpe. Dentro al campo si trasforma. Dottor Fabio e Mister Fognini. Sono veri entrambi, sono reali tutti e due. Solo che uno è un tennista pieno di valore con un braccio come se ne vedono pochi nel circuito. Con un'altra testa, sarebbe arrivato più in alto di dove si trova adesso. L'altro è una persona con i nervi perennemente scoperti che palleggia con le offese. Che indossi la maglia della nazionale o no, poco cambia. Il rispetto per gli altri, per chi è lì al palazzetto, per chi guarda dalla tv, non può che essere il medesimo.
Certo, Fognini è anche velocissimo a scendere a rete e a scusarsi. Ieri sera, quando il filmato è diventato virale, ha postato un messaggio su Instagram: "Il caldo dà alla testa! Nel match di oggi ho usato un'espressione davvero stupida verso me stesso. Ovviamente non volevo offendere la sensibilità di nessuno. Amo la comunità LGBT e mi scuso per questa sciocchezza che mi è uscita. Ora vado in branda perché a Tokyo è notte. Vi abbraccio". Era afoso ieri al Ariake Tennis Park, non c'è dubbio. Medvedev durante la partita diceva al giudice di sedia: "Se muoio di caldo è colpa vostra...date il mio cellulare al supervisor, così avvisa i miei genitori". Ma non è certo una giustificazione. Anche perché non è il primo incidente.
Agli Us Open Fognini si è fatto cacciare per aver offeso pesantemente la giudice di linea, ha dato dello zingaro al serbo di m... a Philip Krajinovic, si è fatto squalificare per verbal abuse dagli Open di Barcellona. In mixed zone all'Ariake se n'è andato per una domanda che ha ritenuto "stupida" da parte di un giornalista italiano, reo di aver chiesto se durante la partita ci fosse stato uno scambio di parole sopra le righe con Medvedev. Dagli spalti poteva sembrare. "Ma perché volete sempre far polemiche? Perché guardate solo queste cose?", ha sbuffato Fognini, prima di voltare le spalle. Perché spesso "queste cose" non sono un dettaglio né sono rigurgiti di gossip. Definiscono il tennista. Talvolta, qualificano l'uomo.