TOKYO - La Cina che l'ha abbandonata ora la vorrebbe indietro. Troppo tardi. Margaret MacNeil ha 21 anni, da 20 è canadese, studia e nuota dal 2008 per l'Università del Michigan. La campionessa olimpica dei 100 farfalla a Tokyo (e argento nella staffetta 4x100 stile) è stata adottata da Susan McNair e Edward MacNeil, una coppia di London, Ontario, in un orfanotrofio di Jiujiang, circa 5 milioni di abitanti nella provincia di Jiangxi, meridione della Repubblica Popolare.
Margaret era stata lasciata lì dai genitori biologici. Pratica molto diffusa in Cina, anche come conseguenza delle politiche del figlio unico rimaste in vigore per oltre 30 anni dal 1980. Solo nei primi 4 mesi del 2021, si stimano circa 190mila bambini finiti negli orfanotrofi nel paese. Margaret ha seguito la rotta di molti come lei: per il dipartimento di Stato Usa, quasi 83 mila i cinesi adottati da americani tra il 1999 e il 2020, e tra questi l'82,14% sono femmine. Nella conferenza post gara a Tokyo, è stato chiesto a Margaret quanto si sentisse cinese. Lei non ci vede molto bene (astigmatica, ma nuota senza occhialini graduati), tanto che all'arrivo non si è resa subito conto di aver vinto. Ma sa benissimo chi è: "Sono nata in Cina e sono stata adottata quando ero molto giovane, questa è la misura della mio essere cinese. Sono canadese e sono sempre stata canadese, quindi la Cina è solo una piccola parte del mio viaggio verso dove sono oggi. È un po' irrilevante, quando si tratta di nuotare".
Soprattutto come lo fa lei: esordiente ai Giochi (potrà farsi un tatuaggio per questo, promessa di mamma) ma già nei radar dopo che ai Mondiali del 2019 in Corea del Sud vinse a sorpresa l'oro nei 100 farfalla battendo il suo idolo, la primatista e campionessa a Rio 2016, Sarah Sjöström. La svedese, 7ª nella gara olimpica, ha abbracciato Margaret e le ha reso onore. Giustamente: il crono (55"59) è il 2° miglior tempo di sempre e il migliore del 2021 oltre che un record continentale americano e il 1° e finora unico titolo nel nuoto per il Canada. Sul microblogging cinese Weibo, un putiferio (l'hashtag MacNeil utilizzato 400 milioni di volte) contro gli effetti delle politiche demografiche in Cina specie per le donne, anche perché al tocco, per appena 0''05, è stata solo d'argento la cinese Yufei Zhang. Che della campionessa ha detto: "Mi sembra una di famiglia". Sul podio Margaret ha messo gli occhiali, il suo oculista ha mandato un messaggio di congratulazioni alla famiglia. Si vede benissimo, il talento.