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Schoenmaker, nuova regina della rana

Tatjana Schoenmaker (afp)
La nuotatrice sudafricana vince i 200 con il nuovo record del mondo 2'18''95 e batte un primato che durava dal 2013
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Oro e record del mondo con urlo, lacrime, abbracci di gruppo tra compagne e rivali. E' il nuoto, bellezza. Il primo primato individuale che cade nell'Aquatics centre di Tokyo è di Tatjana Schoenmaker: la nuotatrice sudafricana, 24 anni, già d'argento nei 100 rana vinti dall'americana Lilly King, ex giocatrice di netball (un basket "soft"), vince i 200 rana e stabilisce il nuovo parametro cronometrico della specialità: 2'18"95. Impresa non da poco: il precedente risaliva al 2013, Mondiali a Barcellona, lo scrisse la danese Rikke Moller Pedersen. Ai Giochi giapponesi nessuno aveva infranto l'orologio del nuoto da solo: i due record stabiliti finora in Giappone sono nelle staffette (l'Australia delle donne nella 4X100 stile,  le cinesi nella 4X200 stile). E, comunque, tutte donne. 

Schoenmaker, prima sudafricana a vincere una Medaglia ai Mondiali (argento nei 200 rana a Gwangju 2019), è anche la prima signo…

Oro e record del mondo con urlo, lacrime, abbracci di gruppo tra compagne e rivali. E' il nuoto, bellezza. Il primo primato individuale che cade nell'Aquatics centre di Tokyo è di Tatjana Schoenmaker: la nuotatrice sudafricana, 24 anni, già d'argento nei 100 rana vinti dall'americana Lilly King, ex giocatrice di netball (un basket "soft"), vince i 200 rana e stabilisce il nuovo parametro cronometrico della specialità: 2'18"95. Impresa non da poco: il precedente risaliva al 2013, Mondiali a Barcellona, lo scrisse la danese Rikke Moller Pedersen. Ai Giochi giapponesi nessuno aveva infranto l'orologio del nuoto da solo: i due record stabiliti finora in Giappone sono nelle staffette (l'Australia delle donne nella 4X100 stile,  le cinesi nella 4X200 stile). E, comunque, tutte donne. 

Schoenmaker, prima sudafricana a vincere una Medaglia ai Mondiali (argento nei 200 rana a Gwangju 2019), è anche la prima signora in assoluto a nuotare sotto il 2'19 nella specialità. In più, porta al Sudafrica il primo oro olimpico dal 1996 quando ad Atlanta Penny Heyns vinse i 200 e i 100 rana. Sempre Haynes portò l'ultima medaglia a Cinque Cerchi per Pretoria con il bronzo nei 100 rana a Sydney. Ed è anche la seconda medaglia dell'Africa a Tokyo dopo il sorprendente oro del tunisino Ahmed Hafnaouìs nei 400 stile.

E pensare che il Sudafrica mandò zero donne per le gare individuali a Rio 2016 (ma 11 uomini). Per questo al tocco la felicità per Tatjana arriva in questa sequenza, scandita dall'accendersi dei numeri sul tabellone: oro, record olimpico e poi del mondo. Guizza su dall'acqua, sgrana gli occhi, urla, mette la mano sulla bocca. La raggiungono dalle altre corsie ad abbracciarla: le americane Lilly King, 24 anni, che è argento (2'19"92) e Annie Lazor, 26, di bronzo (2'20"84), la compagna di nazionale Kaylene Corbett, 22 (5^ in 2'22''06). Due cuffie verdi e due blu con la bandiera a stelle e strisce che si stringono l'una all'altra. Le sudafricane escono insieme dalla vasca, mano nella mano, si fermano davanti agli schermi che mandano in diretta le facce dei loro familiari a casa. Lacrime.

Schoenmaker è nata a Johannesburg, ha iniziato a nuotare a 5 anni e a gareggiare a 8, anche se nel frattempo praticava altri sport, soprattutto il netball. Si allena a Pretoria con il coach Rocco Meiring, in nazionale con Graham Hill: sei ore al giorno, 8 o 9 sessioni a settimana. Studia Finanza all'Università di Pretoria, il suo compagno è un nuotatore, Ruan Ras. "Il mio amore per il nuoto mi fa alzare ogni mattina per andarmi ad allenare, è la mia seconda casa. Sono piuttosto fortunata a viaggiare per il mondo, conoscere nuovi posti e incontrare nuova gente ed eroi dello sport, che mi motivano molto: i miei riferimenti sono Penelope Heyns, Chad le Clos, Michael Phelps, ma anche Usain Bolt". Si vede, da come accelera il mondo.